Criostasi temporanea

data stellare 20170503,

un piccolo annuncio per informare i nostri (forse cari) lettori che gli Spacejokers si prendono un periodo di criostasi (o sonno controllato, complice il freddo di questi giorni), causa viaggio interstellare… ehm… ma torniamo un attimo coi piedi per terra…

Purtroppo vari impegni, sia privati che professionali (eh sì, lo ammettiamo, abbiamo anche un vita terrena) ci terranno un pò lontano da questi schermi… Ma speriamo di tornare operativi al più presto.

Nel frattempo manterremo la manutenzione attiva al sito e controlleremo i vostri messaggi.

I nostri collaboratori estemporanei (come ad esempio CMDR 10 Bad), potranno comunque continuare a scrivere se ne avranno il tempo… Ogni altro lettore che voglia dire la sua sull’universo di Elite Dangerous o sulla fantascienza in generale è pur sempre ben accetto. Chiunque può contattarci liberamente, anche con commenti in questo articolo, per sottoporre la sua candidatura come potenziale giovane cadetto Spacejokers! 🙂 (la paga sarà una bella pacca sulla spalla, così come ce la diamo noi stessi, e un bel “bravo”!)

See you Spacejokers!

 

Bilancio del secondo anno

Eccoci, esattamente un anno dopo il nostro primo bilancio, a raccontarvi come stiamo e a fare il punto della situazione. Come stiamo ? a parte le influenze venusiane e le indigestioni di conigli arturiani, tutto bene, grazie. E voi ?

Durante il 2016:

Abbiamo partecipato alla spedizione Distant Worlds, con risultati divergenti (io sono morto…), ma alla fine siamo riusciti ad incontrarci a Sag A.

In Elite abbiamo scoperto i primi segni di vita aliena, vi abbiamo parlato di The Engineers, del messaggio nascosto nella Unknown Probe, della caccia ai segnali alieni. Vi abbiamo inoltre parlato delle scoperte dei relitti alieni,

Come per l’anno scorso, le traduzioni in italiano delle newsletter ufficiali di Frontier ci hanno portato molti accessi.

Dal punto di vista cinematografico vi abbiamo presentato le recensioni di “Il risveglio della forza“, di “Gravity“, di “Deadpool“, di “Star Trek Beyond” e “Passengers

Vi abbiamo parlato di Fangs, il fumetto ispirato da Elite Dangerous e ne abbiamo anche tradotto alcune uscite.

In ambito videoludico il nostro CMDR 10Bad ha recensito il gioco “Star Trek: timelines” e “Tom Clancy’s The division“.

E nel mondo reale ? Il 2016 si è portato via David Bowie, il giovane Anton Yelchin, abbiamo osservato le onde gravitazionali, abbiamo partecipato allo Star Wars day, e alla Star Wars music parade. Non dimentichiamo la partecipazione di Wolf974 alla conferenza “Spazio e Design“.

Veniamo ai numeri, ecco la statistica sugli accessi che mostra quanti di voi si sono collegati al nostro blog.

I risultati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso? 92% di sessioni in più, 117% di visualizzazioni delle pagine in più, ed è aumentato del 62% il tempo di permanenza sul sito.

Beh, cosa ci aspetta per il 2017 ? Sicuramente festeggeremo il nostro anniversario e posteremo un reportage dell’evento. Stay tuned!!

Se elimini l’impossibile….

…quel che resta, seppur improbabile dev’essere la verità…

 

Così scrisse Arthur Conan Doyle nei suoi libri su Sherlock Holmes, ma anche Data e Spock hanno pronunciato queste parole, per rendergli omaggio. Proprio quest’ultimi hanno influito molto su di me.

Quel che vi dirò oggi, è parte del mio piccolo “viaggio” che mi ha portato ad amare la fantascienza e Star Trek in particolare….

Mettetevi comodi! Ma non abbiate troppo Hype 🙂

Bhè cosa dire sin da piccolo (molto piccolo) con quei vecchi mattoni di computer armati di Windows 98, cominciai a interessarmi ai videogiochi e parlando di fantascienza il mio primo contatto, fú un vecchio gioco chiamato Far Gate, (se non lo avete giocato recuperatelo, non ve ne pentirete) per poi passare a quel “mostro” di gioco chiamato Alpha Centauri padre dei nuovi civilization, se non altro uno dei primi giochi di Sid Meyer. Questi mi insegnarono che in fondo lo spazio é davvero grande, e mi aprirono all’idea che sicuramente ci saranno altre civiltà e forme di vita…

Con questi videogiochi cominciai ad interessarmi, ma non mi smossero più di tanto, insomma avevo altri interessi!

Chi riuscì a farmi interessare alla fantascienza?

Sempre da piccolo ho scoperto Star Wars (che ho consumato) ma non mi ha ispirato più di tanto, visto che per me è e sarà più un action su sfondo spaziale che un film basato sulla fantascienza pura e realistica. Chiaramente il termine fantascienza può essere interpretato in vari modi da chiunque, la vastità di questa parola non ha limiti, proprio come lo spazio.

Ok ora andiamo molto in avanti, diciamo nel 2013, uscì Star Trek Into darkness….

Avevo visto Star Trek (2009) ma vedendo il seguito aprii gli occhi (per così dire 🙂 ) mi interessai molto a Star Trek, al punto che suscito in me molto interesse, e per citare DiCaprio:

 

Avevate la mia curiosità, ora avete la mia attenzione!

 

Però però, Stesso anno….

Sulla nostra TV nazionale, ogni venerdì sera trasmessero Star Trek (1-10)…. Inutile dire che mi cambiò, realizzai con l’ira di Khan la portata di questo franchise, facendomi cambiare idea sui nuovi film, (che ora definisco Fuffa), e così via con Enterprise-The Next Generation-Serie Classica. (In ordine di visione) 

Ancora non ho visto Voyager e DS9, ma non credo di perdermi molto… (Illuminatemi se sbaglio!)

In poche parole la mia visione di fantascienza è basata sull’ideale di Gene Roddenberry, nonostante guardo molti film niente è riuscito a superare Star Trek!  Parlando del suo incredible universo, se vi chiedete qual’è la mia serie preferita, nonostante sono molto critico ho molta difficoltà!

 

Dal trio perfetto inarrivabile Kirk- McCoy- Spock alla bravura e saggezza di Stewart/Picard…..

 

Forse non esiste la serie migliore, ma sta il fatto che data la brutta fine che ha fatto, supporto molto enterprise.

Mentre sul campo videoludico, il solo fatto che mi trovo su questo sito indica che mi piace molto Elite: Dangerous 🙂

Ma se vi chiedete a cos’altro gioco oltre ad Elite, la lista è molto lunga..

Non penserete mica che gioco solo ad Elite? Come molti di voi gioco un po’ di tutto! Quindi mi limito a dire che Fallout è nella mia Top list, per citarne uno… 😉

Vi invito a seguirci e per qualunque curiosità o altri motivi la chat è in basso, si lo so è incredibile ma vero 🙂

Se volete aggiungermi su Twitter sono: @andrea96ven

Ci vediamo nella distesa. ENGAGE!

 

Nota di CMDR Wolf974:

con questo articolo noi Spacejokers annunciamo che,

per lo sprezzo del pericolo dimostrato in battaglia,
per il preciso e puntuale compimento dei suoi doveri,
con la consapevolezza che ogni resistenza è inutile
e considerando che la Forza è grande in lui…

Lt 10Bad viene promosso sul campo a grado di Commander e da oggi ci si riferirà a lui come CMDR 10Bad. Con tutti gli onori e oneri che gli competono! (Ora devi lavorare di più! 😀 )

Ecco cosa bolle in pentola! (parte 3)

Vi stavate forse chiedendo se il nostro progetto di riproduzione in scala 1:500 dell’Asp Explorer prosegue? I più attenti e fedeli seguaci si ricorderanno che ne abbiamo parlato qui.

E comunque sia, eccovi accontentati! Per il momento, abbiamo rimosso il materiale di supporto del modello riprodotto tramite stampa 3D.

Vi mostro qui la procedura.

Per prima cosa va preparata una vasca con acqua (se calda agisce meglio) a cui aggiungere la polverina magica fornita dal produttore della stampante 3D (Stratasys). Attenzione però che la polvere va aggiunta in determinate dosi in base alla quantità d’acqua… Si tratta in definitiva di una soluzione di Idrossido di Sodio, praticamente un sapone molto forte! Qui un uso eccessivo renderà l’acqua molto irritante per mani e occhi.. Quindi meglio usare guanti e occhiali di protezione.

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Una volta disciolta la polvere si possono mettere a bagno i modelli e… aspettare… Avere a disposizione un piatto girevole motorizzato poteva essere utile per velocizzare la pulizia del modello ma purtroppo in casa mi mancava! Ho dovuto quindi, ogni tanto, girare il modello per far si che tutte le parti fossero in contatto con il liquido e non è stato affatto facile visto che il nostro Asp galleggia meglio di un veliero!

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In definitiva ci è voluto qualche giorno per ottenere un risultato ottimale ma mi ritengo fin qui soddisfatto! 🙂

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Ora la “palla” passa a Nijal, per la verniciatura e le decorazioni.

A presto per futuri aggiornamenti.

Spazio e Design

Data Stellare 20161007,

L’altro sera ho avuto il piacere di presenziare un ottima conferenza tenutasi al Planetario di Milano.

Per chi non lo sapesse ci riferiamo al Civico Planetario “Ulrico Hoepli”, un edificio situato nei giardini di Porta Venezia di Milano. E’ dotato di una grande cupola ed è attrezzato al suo interno con uno strumento chiamato anch’esso planetario che proietta e rappresenta l’immagine degli astri e i loro movimenti sulla volta celeste. E vi posso assicurare che lo spettacolo è assicurato: se passate da Milano o siete della zona, non fatevi scappare le serate dedicate a varie tematiche in questa struttura… non riuscirete a distinguere che si tratta di una proiezione e vi sembrerà di essere immersi nelle stelle!

il sistema di proiezione planetario Zeiss iV, che permette la proiezione sulla volta a cupola.

il sistema di proiezione planetario Zeiss iV, che permette la proiezione sulla volta a cupola.

Ma andiamo nello specifico della conferenza che abbiamo visionato: il tema era appunto “Spazio e Design“: ovvero come le prime esplorazioni spaziali, e la conquista della luna, abbiano dato vita a un nuovo stile progettuale e abbiano influenzato tutta la cultura del design da lì in avanti.

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Innanzitutto è stato mostrato tutto il potenziale del Planetario, oscurando la sala: facendo passera dalla fare solare a quella lunare fino ad avere il cielo stellato non “inquinato” anche solo dalla Luna stessa.. è così possibile ammirare l’intera Via Lattea… Inoltre a questo effetto scenico visivo è stata associata la musica dei Pink Floyd tratta dal Brano “Breathe” che mi ha fatto accapponare la pelle! vi aggiungo qui sotto il pezzo originale se volete continuare a scorrere le immagini a tempo di musica… e che Musica!!!

Le prime slide presentate, proiettate sulla volata stellata, sembrano volare nello spazio… Ovviamente si è partiti dalla cronistoria di quando l’uomo inizio a inviare nello spazio le prime sonde spaziali… Lo sapevate che il primo essere vivente a essere mandato nello spazio fu un cane? Arrivo sano e salvo in orbita terrestre ma purtroppo nella fase di atterraggio il suo cuore non resse la tensione e morì… Ma questa esperienza tragica servì da insegnamento e ci consentì poi di poter mandare nello spazio il primo uomo: Yuri Gagarin.

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Poi come tutti sanno fu la volta della conquista della Luna! Quel giorno milioni di spettatori da tutto il mondo si riunirono per vedere in contemporanea quell’evento. Forse nessun altro evento della storia fu di così forte impatto mediatico.

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Tanto è vero che negli anni successivi gli stilisti, i registi e i designer vennero ispirati a tal punto da creare opere che mostravano tutto l’orgoglio dell’umanità nel aver conquistato lo spazio.

Ad esempio, in Italia divenne molto famosa la commedia fantascientifica ed erotica: “Barbarella”.

E poi immagino che tutti conosciate il grande impatto che ebbe “2001 Odissea nello spazio” per l’intera filmografia moderna.

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Questo per quanto riguarda il cinema ma andando altro anche gli stilisti e i designer si sbizzarrirono anche grazie all’avvento dei primi Polimeri termoplastici che permettevano di creare forme bizzarre anche per i vestiti. Quasi delle armature moderne.

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E le poltrone di “2001 Odissea nello spazio” divennero un cult del Design dell’epoca.

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Anche la donna più famosa del mondo iniziò a vestirsi sequendo la moda spaziale.. ma chi era questa donna così famosa anche tra i più piccoli?

Ovviamente Barbie!

Giocattoli a parte, qualche anno dopo fu anche il momento della prima donna inviata nello spazio.. Questa volta i primi furono i russi! Noi italiani avremmo dovuto aspettare fino al 2015… Con la nostra Astro-Samantha Cristoforetti.

img_0046Anche i Designer di prodotto capirono che i tempi erano maturi per immettere sul mercato dei prodotti estremamente innovativi: il Pulsar, ad esempio, prendeva il nome dalle stelle a neutroni, e fu il primo orologio a Led. Indossato anche dallo stesso James Bond… aveva solo un poccolo problema…: la batteria durava talmente poco (una settimana) che dopodiché nessuno era in grado (o quasi) di rimpiazzarla… così ne furono venduti pochissimi esemplari. Ma è stato sicuramente sintomatico di una tendenza che non si sarebbe più esaurita.

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Chi riconosce da quale serie TV è stato tratto il frame nella slide qui sotto?

Si trattava di “Spazio 1999”. In questa serie molti oggetti di design italiano (tra cui le lampade di Gae Aulenti) furono utilizzati per mostrare un’ambientazione il più possibile futuristica e spaziale.

img_0058E chi non si ricorda i Moon Boot? segnò un’epoca e divenne un’icona! Il termine divenne così famoso che andò quasi a diventare il termine tecnico per riferirsi a quel genere di scarponi da neve.

img_0067Da qui in poi anche gli architetti e interior designer cercarono di interpretare gli spazi domestici in modo avveniristico, come se si trattasse di capsule spaziali dagli spazi limitati. Dove tutto doveva essere a portata di mano e con sistemi modulari per ottimizzare gli spazi esigui.

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Tutte queste case modulari e trasformabili ci riportano a un esempio italiano famosissimo!… TAAAAAAC! Direi che il video parla da solo…

Nella slide seguente una carrellata di invenzioni che naquero dalla ricerca per l’esplorazione spaziale.

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La conferenza si concludeva con la considerazione che il prossimo passo per l’umanità sarà la conquista del suolo marziano… Intanto però la solita donna più famosa al mondo ci è già arrivata… e noi possiamo solo inseguirla nei nostri sogni… o con la Fantascienza!

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Concludiamo questa bella esperienza multisensoriale con l’augurio di poter vedere davvero l’uomo alla conquista di Marte e oltre… e con la speranza che queste esplorazioni diano di nuovo linfa vitale al Design, alla moda e tutte le forme di espressione artistica.

See you Spacejokers!

Ecco cosa bolle in pentola! (parte 2)

Ieri vi abbiamo mostrato cosa le menti bacate degli SpaceJokers stavano elaborando tramite un processo di stampa 3D… (qui l’articolo)

Tuttavia nessuno, né qui né su Facebook, è riuscito ad indovinare di cosa si trattasse… è un peccato perché c’era in palio un lussuoso viaggio in torno al mondo! va bhe… ci toccherà farlo noi al posto vostro!

scherzi a parte, oggi vi sveliamo l’arcano mistero: TA DAAAAN… rullo di tamburi, grazie!

In realtà stiamo lavorando alla riproduzione di una delle nostre navi preferite in Elite Dangerous:

….

……..

L’Asp Explorer!

ecco di seguito le prime immagini di come è uscito il modello 3D in scala 1:500… ci accontenteremo di fabbricarne un paio di modelli per noi SpaceJokers che decoreremo secondo i nostri gusti.

N.B: si tratta di un progetto di natura amatoriale, non commerciale! non è assolutamente nostra volontà avere fini di lucro in merito… Anche perché si andrebbero a infrangere i diritti commerciali posseduti da Frontier su tutto ciò che riguarda Elite Dangerous. L’unico nostro scopo è mostrare la nostra passione nella riproduzione di pezzi unici personali.

Vi aggiorneremo poi con altri articoli / tutorial su come abbiamo rifinito la stampa 3D. Al momento è così come è uscita dal processo di prototipazione rapida… ma bando alle ciance e lasciamo spazio alle immagini! 🙂

 

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Un asteroide per una Stella..

Vi sono degli astri, sulla nostra terra, che brillano di luce propria, anche dopo che, tristemente, si sono spenti.

Il 5 settembre del 1946 Farrokh Bulsara, meglio conosciuto come Freddie Mercury, avrebbe compiuto oggi 70 anni e, per l’occasione, l’immortale cantante dei Queen, nonché probabilmente il “frontman rock” per eccellenza, ha ricevuto in regalo un asteroide. Ad annunciarlo l’altrettanto immortale Brian May, il chitarrista del gruppo, che è apparso in video su YouTube dichiarando che l’Asteroide 17473 sarà noto da oggi come Asteroide 17473 Freddiemercury, in onore della “notevole influenza di Freddie nel mondo della musica”.

La novità è stata formalizzata domenica con un certificato di adozione dalla International Astronomical Union e dal Minor Planet Center. Scoperto nel 1991, l’asteroide si trova nella fascia principale di asteroidi fra le orbite di Giove e Marte. Ha un diametro di 3 chilometri e riflette solamente il 30% della luce, pertanto può essere visto solo con telescopi molto efficaci: “È solo un puntino di luce”, racconta May nel video. “Ma è un puntino di luce molto speciale”.

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Nella brano “Don’t stop me now” (contenuta nell’album Jazz del 1978), Freddie cantava :”I’m a shooting star leaping through the skies” (sono una stella cadente che solca i cieli).

Ora la sua stella brilla più che mai.

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..We are the champions, my friend..

Buone vacanze!

Anche quest’anno siamo arrivati alla stagione estiva… e diciamo anche FINALMENTE!

Noi SpaceJokers, dopo l’estate scorsa passata in quel di “Riisa”, quest’anno ci muoveremo verso lidi alternativi.. là dove nessuno è mai giunto prima… ma soprattutto non abbiamo alcune idea se torneremo e in che stato saremo, considerando gli strani compagni di viaggio che stiamo incontrando (si veda la foto qui in basso).

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Scherzi a parte e bando alla ciance… ci risentiamo verso fine Agosto! quando riprenderemo possesso di una linea internet stabile… Confidando che nel frattempo non si dovrebbero avere particolari novità né sul fronte Elite Dangerous né per quanto riguarda Star Trek Discovery. Poi, chissà, magari avremo una simpatica invasione aliena!

BUONE FERIE!!! e direi che noi ce le siamo meritate tutte! 😉

 

Il viaggio nel tempo (parte 1)

Tempo.

Noi umani ci prestiamo a questa convenzione di misurare il tempo, indispensabile, per regolare e sicronizzare le nostre attività con gli altri, ci abituiamo fin dalla nascita a seguire il ritmo del giorno e della notte, del pasto e del riposo. Cresciamo ed iniziamo a meglio valutare e stimare il tempo; una settimana è il tempo che separa i  giorni di riposo, il mese e le stagioni fino alle vacanze, l’anno fino al Natale o al compleanno. Impariamo ad apprezzare il tempo “libero”, gli attimi di felicità, a ricordare date e scadenze. Separiamo i bei ricordi da quelli negativi, spesso cercando di cancellare quest’ultimi. Iniziamo a temere il tempo.. la vecchiaia.. la morte.

Spezzettiamo il tempo in frammenti sempre più minuscoli ed esatti, per darci l’illusione di poterlo controllare, di possederlo. Orologi atomici, orologi sincronizzati via radio in tutto il mondo, il tempo lo teniamo in pugno!!.. ma vi siete mai fermati a guardare il vostro orologio al polso? È lì, allacciato, vi stringe come le manette, come una fune alla gola. È il tempo che vince sempre, il solo ed unico biglietto di sola andata, la sabbia nella clessidra e la ruota che gira.

Il mio tempo, che sto trascorrendo bevendo caffè su questo aereo, mentre scrivo queste righe, ascoltando musica, è uguale al tuo che passi chiuso in casa a guardare la pioggia? È uguale a quello che si muove dentro gli occhi di un prigioniero? È paragonabile a quello  di un bambino che gioca?

Da ragazzo mi ero fatto una raffigurazione grafica del tempo: esistevano infiniti possibili futuri nei quali vivevo ed interagivo con altre persone. Ad esempio a 3 anni da oggi potrei trovarmi sulla luna, o a Salsomaggiore, o in qualsiasi altro posto dell’universo conosciuto che io sarei stato in grado di raggiungere nei prossimi 3 anni; e cosa facevo ? Qualsiasi cosa sia umanamente possibile, da solo od in compagnia di altre persone. Man mano che il futuro diventava sempre più prossimo, questi possibili futuri diminuivano le loro combinazioni e diversità (dato che diventava impossibile che a pochi secondi dal presente, mi sarei trovato a Roma, quando ero in realtà a Milano o che io potessi essere in compagnia del Dalai Lama se ero a scuola), fino al momento in cui passavano all’interno “dell’anello del Presente”. Appena varcata questa soglia, il passato diventava unico ed immodificabile.

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Una visione semplicistica. Ma il passato è veramente fisso e non modificabile?

Il motivo scatenante di questa nostra digressione sul tempo è questo articolo:
E’ un viaggiatore nel tempo quello alle spalle di Tyson?

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Lo spettatore alle spalle di Tyson (siamo nel 1995) sembra avere in mano un moderno cellulare con la lente della fotocamera in alto. All’epoca la maggior parte delle macchine fotografiche avevano la lente al centro. Non si tratta quindi di una macchina “convenzionale” e gli smartphone non esistevano. Esistevano modelli di fotocamere, come riportato nell’articolo, con forme meno convenzionali e probabilmente lo spettatore aveva in mano una di queste. O forse no ?

La fantascienza ha fatto dei viaggi nel tempo uno dei sui cavalli di battaglia. Il fatto che però non vediamo fra di noi visitatori provenienti dal futuro potrebbe significare che di fatto non sia possibile tornare indietro nel tempo. Oppure sono molto bravi a nascondersi fra noi, per evitare di influenzare il nostro presente.

Nel prossimo articolo parleremo di come l’idea dei viaggi nel tempo ha influenzato il mondo della fantascienza.

Stay tuned.

Gli Spacejokers allo Star Wars Day

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Bene, come avevamo promesso, gli Spacejokers sono usciti dal loro stato di ipersonno perenne, hanno abbandonato le loro capsule di sostentamento vitale e si sono mischiati in mezzo alla (sudata) gente per fare un reportage di almeno 2 dei 4 momenti di ritrovo inerenti lo Star Wars Day 2016.

Ma come è andata ? Le nostre aspettative sono state soddisfatte ?

Ci siamo recati in zona Piola, Politecnico di Milano fin dalle prime ore dell’alba (le 11:00) per avere tutto il tempo di cercare cosplayer e fan.. e qual’è stato il risultato ? L’auto, con la colorazione di R2D2, è arrivata all’improvviso alle 13:00.. senza un minimo di pre-allestimento. Si è infilata di traverso fra 2 auto i sosta, con le 4 frecce accese ed i promoter hanno iniziato il loro lavoro.

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Dopo che i promoter hanno sistemato i banner, ci siamo messi in fila per fare la foto con le spade laser (da inviare poi su instagram per avere l’ambita maglietta).

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E finalmente è toccato a noi!

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Superbi come sempre i costumi della Rebel Legion Italian Base:

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Ma dove sono i gruppi di Cosplayer visti l’anno scorso ? E la marcia sul Duomo ? E Darth Vader ? (da CMDR Wolf974: secondo me si sarebbe sciolto sotto il caldo milanese di ieri…)

Finita alle 14:00 questa parte dell’evento, ci siamo spostati zona Cairoli, Piazza Castello, fiduciosi in una affluenza maggiore sia da parte dei fan che dei gruppi di appassionati. (anche qui la zona non era meglio precisata e, come vedete dalla foto qui sotto, il solo allestimento del tanto decantato evento è stata la Fiat500 parcheggiata in divieto di sosta con 2 ruote sul marciapiedi! complimenti! Per non parlare della coda all'”italiana” che si è formata: ovvero tutti intorno all’assalto!)

Purtroppo siamo rimasti delusi. Folla ce n’era (maglietta gratis = mi metto in coda anche 3 ore), ma di Cosplayer meno di prima. Sono sopravvissuti solo Padme e lo Stormtrooper.

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Il risultato della giornata, per quello che abbiamo potuto vedere, è stato deludente. Siamo passati anche al Disney Store, dove abbiamo visto più personaggi di Star Wars che in giro, ovviamente erano giocattoli… non abbiamo potuto partecipare agli altri eventi serali (in Darsena ed al WOW Spazio Fumetto), dato che il crio-sonno ci chiamava.

Il bottino della giornata..

Il bottino della giornata..

Da programma, la giornata continuava con un’altro checkpoint presso la Darsena e poi presso Wow Spazio Fumetto, dove si poteva giocare a X:Wing e ad altri giochi a tema Star Wars. Non sappiamo al momento se l’evento si è “risollevato” in serata.
Va comunque reso atto della gentilezza e disponibilità assoluta dei promoter e dei cosplayer presenti che si sono prestati, sotto un sole cocente, per tutti i fan accorsi.

Ecco qualche foto dei cosplayer… (p.s. complimenti alla ragazza! 🙂 )

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Gravity [Recensione]

Ieri ho approfittato del fatto che andasse in onda per la prima volta Gravity sulla Tv generalista e mi sono finalmente deciso a vederlo… Al cinema mi era sfuggito ma, a dire il vero, col senno di poi, non mi sono poi perso un gran chè! ma come? mi direte: “ha vinto un sacco di Oscar ed è stato il film più discusso nel 2013/14!”… beh che dire tutto questo gran parlare aveva montato in me una serie di aspettative che sono state in gran parte deluse… Ma andiamo con ordine e veniamo al film così che io vi possa esporre le mie teorie…

GRAVITY

Inanzitutto la trama giusto per capire di cosa stiamo parlando (attenzione agli spoiler per chi non lo avesse ancora visto): questa è piuttosto semplice e segue per tutto il film le vicende della dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), un ingegnere biomedico alla sua prima missione in orbita, al lavoro con il collega Matt Kowalsky (George Clooney) intorno al telescopio spaziale Hubble, che ha bisogno di alcuni lavori di manutenzione. Da lì a poco, dalla Terra viene segnalato che un missile russo ha distrutto un vecchio satellite.., purtroppo per loro i detriti crati nell’esplosione hanno creato una sorta di reazione a catena con tutti i satelliti in orbita andando di conseguenza a distruggerli e creando così altri detriti. Questio detriti ad alta velocità, come se non bastasse, si stanno avvicinando molto veloci a Hubble. I due astronauti così cercano di tornare nello Shuttle che li ha trasportati in orbita, ma non ce la fanno e vengono investiti dai detriti, che distruggono l’astronave e causano la morte degli altri astronauti a bordo. Stone e Kowalsky (che qui non è un pinguino parlante!) raggiungono a fatica la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che ha subìto seri danni, e in seguito Kowalsky si sacrifica per consentire alla collega di sopravvivere. Stone parte dalla ISS con una navetta russa e raggiunge una stazione spaziale cinese, da lì organizza il suo rientro sulla Terra tra altre difficoltà e colpi di scena.

Il film ha giustamente ricevuto critiche molto positive per al regia (niente da dire, alcune riprese ti tengono col fiato sospeso) e per i suoi effetti speciali spettacolari e i panorami della Terra osservata dall’orbita, utilizzando immagini della NASA e di altri enti spaziali, mentre ha sollevato qualche perplessità tra astrofisici e appassionati di Spazio per alcune licenze scientifiche che si è preso, come quelle che di seguito vedremo assieme. (va detto, tuttavia se avessero considerato queste restrizioni, lo stesso film non avrebbe avuto più ragione di esistere e sarebbe stato un puro e, forse noioso, documentario scientifico)

Inanzitutto la gravità: proprio sul tema che dà il titolo al film ci si è un po persi dal punto di vista scientifico: In Gravity i protagonisti si spostano utilizzando i razzi sui loro jet pack in modo lineare, dando l’idea che ci si possa spostare da un’orbita all’altra (quindi variare la propria distanza verticale dalla Terra) con relativa facilità. Come aveva spiegato l’astronomo Phil Plait su Slate, le cose funzionano diversamente e sono molto più complicate (qui vi riportiamo le traduzioni riprese da ilpost.it:

Gli oggetti in orbita intorno alla Terra si muovono ad alta velocità, molti chilometri al secondo, per restare nella loro orbita. Se vuoi andare da A a B non puoi solo trovarti nel posto giusto al momento giusto; devi anche avere stesse velocità dei due punti. Se i due oggetti si trovano in orbite diverse, questo rende tutto più difficile. La velocità orbitale dipende dall’altitudine, quindi gli oggetti a differenti altezze si muovono a velocità ampiamente diverse tra loro, aggiungendo centinaia se non migliaia di chilometri all’ora. Le orbite possono essere anche inclinate tra l’una e l’altra, rendendo ancora più difficile trovare la giusta direzione. Le forme stesse delle orbite possono essere diverse, complicando ulteriormente le possibilità di un corretto incontro.

Il telescopio spaziale Hubble, che negli ultimi 25 anni ci ha permesso di vedere meglio lo Spazio senza le interferenze dell’atmosfera terrestre, ha un’orbita superiore rispetto a quella della ISS di almeno 200 chilometri: ne consegue che la sua velocità è di circa 100 metri al secondo più lenta rispetto a quella della Stazione. È quindi impossibile che un jet pack (se non fantascientifico) permetta di raggiungere velocità di manovra compatibili con un avvicinamento dal telescopio alla ISS. La NASA ha in effetti sperimentato nello spazio un jet pack, ma non certo con l’autonomia e le capacità di quelli utilizzati nel film.

Per non parlare poi delle orbite diverse: L’orbita di Hubble è inclinata di meno di 30 gradi rispetto all’equatore terrestre, mentre quella della ISS è intorno ai 52 gradi. Questo significa che vanno in direzioni diverse, cosa che complica ulteriormente la possibilità di saltare da una all’altra a una velocità intorno ai 400 chilometri orari con un jet pack. E non sarebbe praticabile nemmeno il salto dalla ISS alla stazione spaziale cinese utilizzando una navetta Soyuz, come fa Stone per cercare di mettersi in salvo: l’orbita della ISS è inclinata diversamente rispetto alla base cinese e non basterebbero i retrorazzi della Soyuz (che esistono davvero e servono per attutire il colpo con il suolo al suo rientro sulla Terra) per farcela.

GRAVITY

Ma diciamo che sui primi due esempi potremmo sorvolare non essendo noi degli scienziati ma solo dei poveri SpaceJokers! 🙂 Tuttavia c’è una scena che ho notato e mi ha fatto subito arricciare un sopracciglio “modello Spock”! In questa scena, che dovrebbe essere una delle più emozionanti del film, la Stone e Kowalsky sono collegati da un cavo e cercano di trovare un appiglio per agganciarsi alla ISS e fermarsi, dopo essersi spostati a grande velocità dal punto in cui si trovavano vicino ad Hubble. Dopo svariati tentativi, una gamba di Stone si impiglia in un filo dei paracadute della Soyuz, che si sono aperti in seguito al forte impatto dei detriti dei satelliti con la ISS, cui la capsula spaziale russa è collegata. È una presa molto precaria anche perché all’altra estremità c’è Kowalsky con il cavo che lo collega a Stone. Per permettere a Stone di salvarsi, Kowalsky scollega il cavo e viaggia alla deriva nello Spazio… Sarebbe molto emozionante se non fosse per il risolino sotto i baffi di Clooney che proprio non riesco a sopportare: troppo superficiale e superiore per essere un astronauta veritiero rispetto alle circostanze. Comunque è pur sempre una scena bella dal punto di vista della tensione che genera nello spettatore ma scientificamente non regge. Quando la gamba di Stone si incastra, si vede chiaramente che i due astronauti hanno smesso di muoversi (in termini relativi). La loro velocità relativa è quindi pari a zero: non stanno andando da nessuna parte. Sulla Terra se uno scalatore perde la presa può trascinare verso il basso anche il suo compagno che si trova più in alto, proprio per via della forza di gravità, ma in orbita le cose vanno diversamente: Stone avrebbe potuto salvare Kowalsky semplicemente tirando verso di sé il cavo che la collega al suo “collega”. Quì CMDR Nijal.. mi ricevete Houston ? Tanto per aggiungere la mia.. inizialmente credevo che fosse la forza di gravità terrestre a trascinarlo via, ma dato che entrambi viaggiano di fianco alla ISS (quindi la loro velocità relativa è simile a quella della stazione che è in orbita) non si tratta di questo. Inoltre mi sarei aspettato, subito dopo che Kowalsky si sgancia, di vederlo sparire, attratto da questa misteriosa forza.. e invece resta lì sospeso nello spazio.. la forza che lo stava risucchiando via è sparita..

Clooney sgancia la sua tuta per "salvare" la collega da una spinta che li distanzierebbe dalla ISS... spinta che in teoria non ci sarebbe...

Kowalsky sgancia la sua tuta per “salvare” la collega da una spinta che li distanzierebbe dalla ISS… spinta che in teoria non ci sarebbe…

Infine altre piccole disattenzioni dal punto di vista scientifico, un esempio su tutti le lacrime: dopo tutte le peripezie e avere perso Kowalsky, Stone nella Soyuz ha comprensibilmente un crollo e si mette a piangere. Le sue lacrime, in parziale assenza di gravità, iniziano a galleggiare nell’abitacolo della capsula creando un effetto molto suggestivo ma in realtà le lacrime dovrebbero restare attaccate al corpo per via della sua tensione superficiale (così come mostrato dall’astronauta Chris Hadfield sulla Stazione Spaziale Internazionale, si veda foto). Anche in questo caso è quindi una licenza per rendere più coinvolgente ed emozionante il film.. ce ne erà bisogno?

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Chris Hadfield mostra le lacrime che in assenza di gravità restano incollate alla sua faccia

Ma torniamo al principio del mio articolo: le mie aspettative disattese, non sono state soltanto le pecche a livello scientifico, ma ciò che mi ha deluso di più è stata proprio la trama: iniziamo col dire che è tutto tranne che un film di Fantascienza nel senso stretto del termine, ma è più un Thriller/drammatico… poi diciamo che, se non era per tutte le sf…ortune capitate all’equipaggio, il film (torno a ripetermi) non sarebbe esistito… e per questo, più che un film sulla gravità e le leggi della fisica, è un film sulla legge di Murphy: cioè se qualcosa può andare male di sicuro sarà anche peggio! CMDR Nijal: ve li ricordate i vecchi film della serie Airport ? Ne hanno fatti almeno 3, dove una serie di sfighe colpiva aerei che perdevano passeggeri in volo, etc etc.. ? Ecco, questo è un altro “disaster movie”.. Mi aspettavo di più… Ormai è chiaro a tutti che lo spazio non sia certamente un luogo ospitale, qui si ribadisce in pratica solo questo concetto! Passatemi il paragone: forse in Interstellar (di cui abbiamo parlato qui) sembrava tutto troppo “facile” nello spazio, ma per lo meno la trama intricata ci faceva fantasticare e immaginare a cosa il film avrebbe portato… qui invece è talmente tutto lineare che sappiamo già dove si andrà a parare…

 

Expo e Back to the Future day

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Salve Spacejokers provenienti dal futuro o dal passato che sia.. Come molti di voi sapranno ieri si è svolto il giorno dedicato all’evento basato su “Ritorno al Futuro”: in pratica nella famosa saga fantastica degli anni 80, Marty Mc Fly tornava dal futuro… e quel giorno era proprio il 21 Ottobre 2015!  beh le cose oggi giorno non sono esattamente come si immaginavano in quei film ma qualcosa non è poi così diverso… se foste interessati ad approfondire vi consiglio la lettura di questo bell’articolo:

http://www.hwupgrade.it/articoli/web/4485/ritorno-al-futuro-day-9-previsioni-azzeccate-e-le-7-clamorosamente-mancate_index.html

e inoltre uno sguardo alle invensioni realmente presenti oggigiorno:

http://www.hwupgrade.it/gallery/1683/xx-previsioni-azzeccate-e-non-da-ritorno-al-futuro-ii/

e quali invece sono ben lontane dalla realtà:

http://www.hwupgrade.it/gallery/1684/ritorno-al-futuro-ii-le-previsioni-non-azzeccate/

in questo giorno noi Spacejokers eravamo all’Expo di Milano… chissà magari Martin avrebbe voluto incontrarci lì e scoprire quali erano i cibi del futuro e partecipare all’evento milanese dell’anno! beh, se anche ci fosse stato.. sarebbe stato difficile incontrarlo…visto che ultimamente si fa fatica a camminare dalla folla…

Vi lascio con qualche foto della giornata ad Expo. Sarebbe stato bello vedere volare Martin a bordo della De Lorean modificata intorno all’albero della vita… oppure vederlo sfrecciare sull’holopattino in mezzo alla folla!

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Tuttavia pare che gli inglesi siano stati più fortunati di noi! 🙂 guardate cosa hanno pubblicato gli agenti di polizia del Surrey sul loro profilo Facebook…

https://www.facebook.com/SurreyPolice/photos/a.191738324245776.49797.109784252441184/899296236823311/?type=3

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tornato dal Giappone…

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purtroppo o per fortuna sono tornato in Italia… ricco da un punto di vista culturale ma più povero nelle tasche e fuso come un cristallo di dilitio a causa del jet-lag…
è stata un’esperienza sconvolgente per molti punti di vista.. realmente un altro mondo: dallo loro cultura piena di contraddizioni e dalla quantità di gnoc…ehm.. belle ragazze impressionante (anche se molte di loro artefatte: modello cartone animato confettoso)..
eccovi qualche foto del delirio (organizzato) giapponese..

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nel frattempo, ho lasciato la mia Asp parcheggiata anche lei in vacanza..

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a presto!

Alien

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Volevo parlarvi di Alien, il mio incubo. Non del film (l’unico incubo di film è “Prometheus”, leggi la nostra recensione) ma della creatura.. e del perchè mi spaventa. Ho incontrato Alien la prima volta nell’Ottobre del 1979, al cinema. Mi portò mio padre (non ricordo se glielo chiesi io o se lo propose lui), ed invitai Roberto, un mio coraggioso amico d’infanzia che si presento con un rotolo di carta igenica (lo avevo avvisato che era un film che faceva paura.. non avevo ancora una idea chiara di quanta me ne fece e me ne fa tuttora). Grazie H.R.Giger (R.I.P.)
Buona lettura, ci rivediamo in fondo alla pagina.
“Un organismo perfetto, la sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità” (Ash)
Alien è silenzioso, quasi invisible ed ucciderlo è estremamente pericoloso per via del suo sangue acido.
E’ così intelligente da riuscire a dare la caccia agli umani, senza alcuna preparazione e riesce ad crearsi un suo spazio in qualsiasi ambiente, per ostile che possa essere. Nella maggior parte dei casi, studia la vittima alcuni secondi prima di ucciderla. Cosa pensa di noi? Ci giudica? Ci valuta? Ci sceglie? Gode a prolungare sadisticamente il terrore che ci attanaglia?
E’ cieco ma si comporta come se potesse vedere. Per noi umani gli occhi sono lo specchio dell’anima, ci permettono di entrare in empatia con gli altri.. Lo Xenomorfo non ha anima, agisce solo in base alla sua programmazione istintiva, come una vespa.. ma molto più forte.. e letale. Non solo: è privo di occhi, per cui il nostro sguardo viene immediatamente attratto dalla sua bocca terrificante; una delle caratteristiche che incute spavento agli uomini è il morso degli animali. Gli umani hanno sempre temuto denti digrignanti, zanne scintillanti e becchi a punta. Una creatura che ha due bocche con le quali mordere e strappare la carne è ancora più anormale e doppiamente spaventosa.
E’ costantemente ricoperto di una sostanza trasparente e viscida.. a volte più o meno densa. Il che lo rende oltrepiù disgustoso alla vista.

Alla base della paura, dell’orrore, vi sono alcune componenti fondamentali : la paura di essere contaminati, di perdere la propria identità e non saper riconoscere e determinare cosa ci spaventa, di non poter comunicare.
Uno dei concetti più orribili è il “primo contatto” che abbiamo con lo xenomorfo, la sua nascità: i nostri corpi ci appartengono, sono il nostro tempio sacro, il luogo in cui possiamo rinchiuderci al sicuro e sappiamo che il dolore fisico è la sensazione peggiore che possiamo provare. Eppure, nell’universo di Alien, c’è una creatura che invade il nostro corpo (e non certo con un atto di amore) e ci infila dentro il suo uovo. Già questo atto è disturbante da immaginare, ma le cose peggiorano: sei a conoscenza che c’è qualcosa che cresce dentro di te.. una gravidanza che porterà alla tua morte, nel modo più doloroso possibile.
Inizierà a martellarvi dall’interno del torace, una delle parti più vitali del corpo. Se poi riuscite ad immedesimarvi nel personaggio (che sia dei film o dei libri), potrete assaporare appieno le sensazioni ed il terrore psicologico che una morte del genere può portare.
Alcuni associano allo Xenomorfo uno stupro da incubo.. dove il mostro ci penetra sia per entrare che per uscire dal nostro corpo.
Questo può bastare per quanto riguarda “essere contaminati” ?
Lo Xenomorfo ci trasforma; non siamo più esseri pensanti ma semplici veicoli per le sue uova. Delle incubatrici viventi (per poco). Esso sfugge ad una classificazione, dato che eredita parte del DNA dell’ospite e pertanto è in continuo mutamento. E’ un ibrido inquietante, il cui corpo incoerente e sempre parzialmente nascosto, rifugge qualsiasi struttura sistematica di identificazione. Il suo corpo scuro sembra uno scheletro fallico, le sue costole, spina dorsale e bacino, tutte accentuate e spigolose, danno un aria di morte. Anche il suo colore monocromatico e la sua texture, lo fanno sembrare fatto di metallo organico. Lo Xenomorfo è una fusione di vita e morte, organico ed inorganico, grottesco e sensuale.
Inoltre è sempre in cambiamento durante l’arco della sua vita, a partire da un uovo dalla consistenza ruvida come il cuoio, alto circa 1 metro, dal quale fuoriesce una creatura che assomiglia ad un incrocio fra un ragno ed una mano, di colore pallido e bianchiccio che fa a depositare il suo uovo in un ospite, dal quale torace esce una creatura simile ad un serpente, a volte priva di arti. Da quì il mostro matura in una grande ed oscura creatura, con un cranio allungato, priva di occhi e naso, con una lunga coda e la forza per strappare il metallo.
Lo Xenomorfo si trasforma in continuazione.

Rieccoci, avete letto tutto?
Nel film, Ash pronuncia la famosa frase “Ammiro la sua purezza.. non è offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità”. Questa mancanza di coscienza rende la creatura ancora più perfetta, imprevedibile e terrificante. Contiene in se una purezza etica che trascende la moralità. Non ha alcun legame con l’umanità, il che lo rende “innocente” e terribilmente distaccato da termini come “giusto o sbagliato”. Lo Xenomorfo non è buono nè cattivo; è semplicemente mostruoso. E’ l’avatar dell’incubo. E’ un mostro del caos, che come il Leviatano, combatte per rendere il nostro mondo al nulla.
Per quello che mi riguarda, ad oggi, dopo ben 36 anni, se ho un incubo, sicuramente in esso c’è Alien.

“This is Ripley, last survivor of the Nostromo, signing off.”.

Space music (parte 1)

Diario del capitano.
“Lo spazio è malattia e pericolo, avvolto nell’oscurità e nel silenzio.”
Leonard “Bones” McCoy (Star Trek 2009)


Non c’è musica nello spazio. La scienza lo descrive come un luogo oscuro, silenzioso, freddo, mortale.

Ma noi siamo Fantascienza, non scienza.
Dare una definizione per la Space Music è alquanto difficile e farei almeno 3 distinzioni : musica già esistente e adattata ai film di fantascienza , musica “ambient” e Space Rock. Non parleremo invece delle colonne sonore realizzate ad hoc per film come Star Wars, E.T, Terminator, Alien, etc etc. Questo sarà il tema di un prossimo articolo.

Alcuni brani di musica classica (anche contemporanea) sono stati adattati a colonna sonora di film di fantascienza: la Sinfonia N°5 di Mahler nel film “Rollerball”, la Suite N°1 per violoncello di Bach nel film “Elysium”, il movimento Adagio dal balletto Gayane di Khachaturian in “Aliens” e “2001: Odissea nello spazio” e poi come non citare questo:

La Space music viene spesso relegata come una sottocategoria della musica New Age, associabile di conseguenza alla musica “lounge”, alla musica “easy-listening, alla musica “ambient”. Per citare uno dei pionieri della musica elettronica e della musica ambient, Brian Eno, “la musica ambient deve essere in grado di assoggettarsi a diversi livelli di attenzione da parte di chi la ascolta, senza essere preponderante in nessuno di questi. Deve poter essere ignorata quanto essere allo stesso tempo interessante.” (tratto dalle note che accompagnavano la release dell’album “Ambient 1: Music for Airports” – Brian Eno).
Un esempio di musica ambient ? Prendete il film “The Blues Brother”, verso la fine, quando stanno salendo in ascensore per consegnare il denaro all’ufficio governativo.

E’ quindi sufficiente prendere un brano strumentale, di mediocre fattura e scarsa qualità, per avere un esempio di space music?
Certamente no. Decine di autori professionisti si sono cimentati (e tuttora lo fanno) nella creazione, consapevole o meno, di Space music, a volte venendo etichettati come appartenenti esclusivamente a questo sotto-genere musicale. E non sempre erano contenti di ciò: gli stessi Pink Floyd avevano pensato all’ambientazione del loro stupendo brano “Echoes”, come all’incontro fra due pianeti nello spazio. Quando poi si resero conto che, dopo aver scritto “Astronomy domine”, “Set the control for the earth of the sun”, “Interstellar overdrive”, “Let there be more light”, venivano ormai additati come un gruppo Space Rock, decisero di darci un taglio e diedero al brano “Echoes” dei toni “acquatici”.

Abbiamo citato i Pink Floyd, come rappresentanti dello Space Rock, ma c’erano anche gli Hawkwind e i Gong, tutti gruppi di provenienza britannica, nati a cavallo fra gli anni ’60 e gli anni ’70, nel periodo cioè della corsa verso lo spazio. I loro brani erano spesso lenti, strumentali, realizzati con l’uso dei primi sintetizzatori (il nome Robert Moog vi dice qualcosa ?), di organi elettronici e densi di assoli di chitarra psichedelici. I testi, quando ce n’erano, parlavano di spazio e di fantascienza.  C’era David Bowie con la sua “Space Oddity”, i Rolling Stones con “2000 light years from home”, i pacifici Beatles con “Flying”. Non molto spaziale come sonorità ma come titolo certamente si, troviamo anche Jimi Hendrix con “Third stone from the sun” e la divertente “Space Cowboy” della Steve Miller Band (fra l’altro il nome di questo blog prende spunto proprio da questa ultima canzone).

Nella prossima parte dell’articolo dedicato alla Space music, faremo una ulteriore carrellata dei gruppi ed autori più significativi, ed esamineremo il panorama musicale ai giorni nostri e quali sono i maggiori esponenti di questo sottogenere.

Seconda stella a destra e poi dritti, fino al mattino…

Diario del Capitano.

Penso sia ormai risaputo a tutti cosa sia la fantascienza… (se non lo sapete o non vi interessa cambiate canale!) ma ognuno di noi credo abbia il proprio modo di viverla e intepretarla…
C’è chi pensa a essa come un genere di narrativa più o meno basato su fonti scientifiche e proiettato a futuro e c’è chi come me che ne fa quasi un ragione di vita… sì poichè del nostro presente ho forse poca fiducia!
Quindi ho sempre preferito sognare e fantasticare su un mondo (migliore?!) futuro dove l’umanità si sia evoluta al punto di poter convivere col proprio mondo e magari con altri mondi.
Per questo la visione di Gene Roddenberry mi ha sempre affascinato… chi è Gene? ok a questo punto potete davvero o cambiare sito o mettervi comodi e farvi una cultura! 🙂 Troverete informazioni sul creatore della serie Star Trek pressochè ovunque.. Addiritturà c’è chi crede che fosse stato illuminato dagli alieni stessi! O_o
Al dì là di questo… ricordo che da bambino mio padre (saggio uomo) mi fece vedere i primi episodi di Star Trek e di altre serie come Spazio 1999 e Ufo… ne rimasi subito rapito! (non nel senso catturato dagli alieni eh!): vedere che l’uomo potesse viaggiare tra le stelle ed esplorare nuovi mondi era qualcosa di terribilmente d’impatto, nonostante gli effetti speciali dell’epoca fossero alquanto primitivi.
Questo bastò a far crescere in me la passione per questo genere. e a farmi sognare strani e nuovi mondi e nuove tecnologie.
Ricordiamoci infatti che se l’uomo ha immaginato qualcosa, state certi, che in un futuro, allora verrà realizzato! provate a pensare alle tecnlogie informatiche e di telecomunicazione moderne: smartphone, realta aumentata, etc… ieri erano frutto solo di immaginazione nelle serie di fantascienza e oggi sono realtà e alla portata di tutti. Anche le tecnologie più fantasiose come teletrasporto e viaggi a velocità superiori alla luce sono già stati teorizzati e non sono così impossibili come si pensava un tempo.. e questo senza confutare nessuna legge fisica.

ma non vorrei dilungarmi troppo ora.. avremo tempo per parlarne…
I miei interessi “spaziano” inoltre nel fantasy (e anche qui l’immaginazione non manca) e nei videogames collegati a questi temi. A presto per altre discussioni 😉

P.s.: per i più attenti e per chi volesse sapere il significato del titolo di questo post: la frase “Seconda stella a destra e poi dritti, fino al mattino…”: è stata utilizzata sia da E. Bennato in una sua famosa canzone ma anche in Star Trek….
In realtà è una citazione da Peter Pan nell'”Isola che non c’è”…
in fondo chi di noi non ha un piccolo Peter Pan nel proprio cuore?!

La Fantascienza

Diario del Capitano.

Il mio viaggio nella Fantascienza iniziò il 13 Novembre 1975, durante una vacanza in Inghilterra con i miei.
Avevo 7 anni e la sera in albergo, dopo aver passato la giornata a visitare parchi e musei, accendemmo la televisione.
Fu così che vidi in anteprima una serie TV sbarcata dopo qualche anno in Italia: Spazio 1999.
All’epoca non conoscevo molto l’inglese ma fu quello il primo “incontro ravvicinato” con quel mondo fatto di scienza, tecnologia e fantasia: le astronavi, avamposti su altri pianeti, pistole laser, raggi gamma, robot, mostri con gli occhi argentei grossi come piattini.. Il viaggio continuò grazie a mio padre ed a mio zio, entrambi collezionisti dei romanzi di Urania e lettori di romanzi di fantascienza. Andare a trovare mio zio significava trovarmi davanti all’imbarazzo della scelta: centinaia di romanzi e quindi centinaia di viaggi spaziali, tutti immaginari. Scoprì che la Fantascienza non era solo esterna al sistema solare. Viaggio Allucinante, da un soggetto di Asimov fu un altro dei primi film che vidi e che mi colpì moltissimo: il corpo umano, per degli esseri umani miniaturizzati era vasto quanto un pianeta inesplorato, i globuli bianchi e le piastrine diventavano  mostri, il cuore un nemico da evitare.
Ci furono tanti altri viaggi al cinema. Mio padre mi portò a vedere “La guerra dei mondi” che mi terrorizzò tanto che volli andar via prima della fine.. “2001: Odissea nello spazio” (la prima volta che lo vidi non capì nulla.. ed anche ora resta un fantastico film incomprensibile).. “Alien”, altro film bellissimo che mi continua ad oggi a darmi gli incubi.. “Guerre Stellari”.. gli imperi galattici facevano la loro comparsa per la prima volta nel mio mondo, fino ad allora limitato alla singola astronave. Si apriva un universo più vasto. Inizio anche una serie di film con Extraterrestri “buoni” : “E.T.”, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, “Cocoon”, etc.. Scoprì il genere Cyberpunk con “Blade Runner” e “1997: Fuga da New York”.
Nel mondo reale non succedeva niente di tutto questo. A parte il lancio del Viking verso Marte, seguito dai notiziari che mostravano animazioni grafiche accompagnate immancabilmente da “Shine on you crazy diamond”, c’erano le promesse di un progetto di una navicella riutilizzabile (lo Shuttle).
Niente Iperspazio.
Niente Teletrasporto.
Niente pistole laser.
..che delusione.
Il mio viaggio continuava, durante le gite in auto con i miei. Quanti ritorni fatti di notte, sul sedile dietro a guardare le stelle, con la musica dei Rockets (Venus Rapsody, Astrolight, Space Rock, etc…).
Nel 1981 Lucio Dalla, nella sua “Telefonami tra vent’anni”, cantava :”con un salto siamo nel duemila/ alle porte dell’universo”..
Si… magari!
Ricordo un’intervista ad Asimov in TV, dove gli chiedevano di fare una previsione su cosa sarebbe successo alla nostra società ed alla tecnologia nei prossimi anni.. Lui dava delle risposte del tipo :”nel 2010 l’uomo avrà stabilito una base stabile sulla luna ed inizierà l’esplorazione di persona degli altri pianeti del sistema solare.. nel 2030 avremo delle basi su Marte.. nel 2100…etc..” ..ed io mi ritrovai nella più profonda tristezza, sapendo che non avrei mai visto cosa sarebbe successo nel lontano futuro, che non sarei mai andato oltre alla mia vita terrena.
Non saprò mai come andrà a finire, ma posso cercare di immaginarlo..