Alien vs Predator

Niente da fare.. Alien 5 è stato rimandato a tempo indefinito. Dopo le buone notizie riguardo la sua produzione ed uscita e dopo le anteprime alquanto ottimiste di Sigourney Weaver, la notizia ferale è arrivata la settimana scorsa.
C’era stato un primo stop voluto da Ridely Scott per permettere l’uscita di Alien:Covenant e poi ora la notiza che, visto che sia Sigourney che il regista Neill Blomkamp non possono aspettare a tempo indefinito, entrambi si dedicheranno ad altri progetti.

No ma dico… non vedrò Alien 5 perchè deve uscire il seguito di.. di questa roba quì? Ma non è neanche fantascienza.. Blah!

Per consolarmi e consolarvi, vi parlo brevemente di un altro aspetto della saga di Alien, ovvero Alien VS Predator.

Il film omonimo è uscito nel 2004, un crossover fra le 2 saghe, quella degli Xenomorfi e quella degli Yautja.
Il concetto di Alien vs. Predator ha origine dal fumetto omonimo del 1989 (questo che ho sul tavolo):

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Un incontro fra le due razze era già stato suggerito in Predator 2, nella scena in cui, nella astronave dei Predator, era esposto, insieme ad altri trofei, l’oblungo teschio di uno xenomorfo. Lo sceneggiatore Peter Briggs creo una stesura originale, basata sulla prima serie di fumetti, già nel 1990. Nel 1991 la cosa suscitò l’interesse della 20th Century Fox, che possedeva i diritti sul franchising, anche se poi non ne fecerò nulla fino al 2002. Il progetto fu rimandato principalmente perchè la 20th Century Fox stava già lavorando ad Alien: Resurrection. Una bozza realizzata da James DeMonaco e Kevin Fox fu rifiutata dal produttore John Davis, che sperava di dare al film una svolta originale, ambientandolo sul nostro pianeta.

Dato che c’erano ben 6 produttori coinvolti nel franchising dei film, Davis si trovava in difficoltà a gestire la presenza delle due creature in contemporanea. Paul W. S. Anderson mostrò a Davis una storia alla quale stava lavorando da 8 anni e gli mostrò delle concept art create da Randy Bowen. Impressionato dall’idea di Anderson, Davis paragonò la storia a quella di Jaws (Lo Squalo) “ti trascinava dentro, dentro alla storia”. Anderson cominciò a lavorare al film subito dopo aver terminato la stesura del copione di Resident Evil: Apocalypse, avendo come co-sceneggiatore Shane Salerno, il quale seguì il film fino alla fase finale.

Ma com’è il film ? Se non avessi letto il fumetto (e se quindi non avessi avuto delle grandi aspettative) potrei dire “non male”.

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Ma…. ho letto il fumetto.

A mio parere il film è un po’ troppo “splatter” senza spaventare, senza essere un horror.
Dialogo pessimo.. ma perchè in una situazione come quella, i personaggi chiedono a Raoul Bova di fare le traduzioni in Italiano?
Vi ricordate il primo film di Predator ? Frasi come “non ho tempo per sanguinare” sono rimaste nella storia (almeno in quella di noi nerd).
Citereste mai frasi da questo film ? “La luna del cacciatore” ? mah…
Vogliamo parlare di Raoul Bova? No.
Vogliamo parlare del personaggio di Ewen Bremner ? Appena tira fuori la foto della famigliola, si capisce già che morirà (se fossimo nell’universo di Star Trek, avrebbe addosso la maglia rossa).
Vogliamo parlare del personaggio di Sanaa Lathan – Alexa, la protagonista ? Piatto.
Per riassumere.. non ci si affeziona a nessuno dei protagonisti.

Qualche critica da fare anche sulle scene di combattimento, spesso tagliate e montate in modo da risultare troppo veloci per essere comprensibili (nota dolente di molti altri film di azione) ed anche sulla illuminazione dei set: “creatura nera che combatte contro altra creatura nera, nel buio”.

Anche le due creature sono state “alienate” (HA HA HA..) : da quando Predator si mette a difesa degli umani? Pur essendo di allineamento (D&D aiutami) legale malvagio, dovrebbe considerare gli umani come insetti, ignorarli. Ma no, andiamo verso il tramonto, mano nella mano, con l’eroina del film. Batman e Robin ? No, dai.
Almeno nel fumetto il Predator non uccide gli umani perchè lo aiutano, lo salvano, lo curano e lo accompagnano ad uccidere gli Xenomorfi.
Anche il ciclo vitale di quest’ultimi è stato rivisto: da chestburster a drone in 40 secondi. Complimenti per lo sviluppo! Ah, per completare il paragone con D&D, Alien è caotico malvagio.

In sintesi, film d’azione per teenagers.
Per tirarvi su il morale, allego qualche immagine del fumetto.
I disegni non sono il massimo (ho visto di meglio) ma la storia ed i dialoghi sono molto più avvicenti: l’inizio del fumetto è un dialogo fra due piloti sulla forza della natura, alternate da immagini della regina che depone le uova, con un paragone (non voluto) fra il cobra (Alien) e la mangusta (Predator).
Buona visione!

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Ma ora passiamo al lato divertente di questo eterno conflitto tra razze aliene, dando un occhio al nostro articolo successivo.

Diventare un supereroe grazie alla cover del cellulare

Un gesto apparentemente banale e comune mi ha catapultato in una dimensione completamente differente, finora vista solo nell’universo fantastico dei fumetti.

panties-PhoneMa procediamo con ordine: possedevo un’anonima ma elegante cover per cellulare a libro; dopo soli 3 mesi di utilizzo, hanno cominciato a vedersi i primi evidenti segni di usura. Ho deciso così di cercarne un’altra magari più semplice ma più durevole, tipo quelle in silicone.

Spulciando su un noto sito di acquisti online, mi sono imbattuto in questa cover piuttosto accattivante, che prometteva un’ottima protezione al telefono; il design è un po’ grezzo, proprio come piace a me, quindi decisi di acquistarla e di fare una prova.

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La cover appena uscita dalle fabbriche della Waggonfabrik Wegmann; se fossimo nella Germania nazista, questa cover sarebbe definita una Wunderwaffe

Appena arrivata mi ritrovai le capacità mentali sotto test (evidentemente per essere un supereroe non è sufficiente essere forti o ben equipaggiati, bisogna anche essere scaltri dopotutto da grandi poteri derivano grandi responsabilità): la cover infatti è chiusa con 6 viti; la chiave a brugola per tali viti è inclusa nella confezione, ma sigillata all’interno della cover stessa.
Superato il primo ostacolo con una chiave a brugola che tengo per i lavoretti di casa, noto che la cover ha uno chassis in lega di duranio e vibranio, con ammortizzatori inerziali disposti tutt’intorno all’alloggiamento per il telefono. Procedo quindi all’inserimento del cellulare nel proprio alloggiamento e sigillo la struttura.

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Dettaglio della struttura con tutti i suoi componenti

Cover4 Cover3Le due settimane successive le ho passate in palestra ad allenarmi, poichè il peso complessivo della cover con il telefono mi impediva di riuscire a sollevarlo; dopo l’intenso allenamento sono finalmente riuscito a sviluppare una forza tale da permettermi l’utilizzo dello strumento.

Giulivo e contento di poter finalmente mostrare al mondo il mio nuovo acquisto, mi infilo il telefono nella tasca dei pantaloni provocando la trasformazione del mio costume da supereroe: come superman infatti mostra fieramente le proprie mutande sopra i pantaloni, io mi sono ritrovato le mie di mutante esposte al pubblico, poichè a causa del peso dell’arnese i pantaloni mi erano scivolati alle caviglie.

A destra il noto supereroe, a sinistra io che cerco di imitare involontariamente il suo costume

A destra il noto supereroe, a sinistra io che cerco di imitare involontariamente il suo costume

Graffettati i pantaloni alla vita, finalmente esco in strada; durante l’attraversamento di una di esse, noto l’autista di un autoarticolato distrarsi e minacciare di investire me ed altri passanti: istintivamente lancio contro il mezzo il primo oggetto che ho tra le mani, che risulta essere proprio il cellulare. La corazza polarizzata della cover consente al telefono di perforare facilmente il radiatore del trattore stradale piantandosi nel centro del blocco motore, provocandone così la completa rottura ed il conseguente arresto immediato del veicolo, impedendo quindi che qualcuno potesse essere investito dal mezzo.
Recuperato il telefono dai rottami, noto con piacere che la cover non ha subito il minimo graffio dall’impatto appena subito.

Il telefono no, ma questo è ciò che è successo alla motrice del camion a causa dell'impatto

Il telefono no, ma questo è ciò che è successo alla motrice del camion a causa dell’impatto

.. e la mia mente inizia a fantasticare con visioni di me protetto dalla cover utilizzata come fosse uno scudo così da difendermi dai proiettili sparati da incauti criminali che a breve saranno messi fuori combattimento da un colpo di cellulare sulla faccia.

L'ultimo capoverso è una menzogna: in realtà fantasticavo su questo

L’ultimo capoverso è una menzogna: in realtà fantasticavo su questo

..comunque un paio di mutande così dovrei comprarmele, almeno darei un senso alla cover acquistata

..comunque un paio di mutande così dovrei comprarmele, almeno darei un senso alla cover acquistata

 

Per chi fosse interessato a visionare l’articolo, un paio di link per i più comuni cellulari del  momento:

Samsung Galaxy S7

iPhone 6 Plus

Huawei Mate 8

LG G3

Sony Xperia Z3

HTC One A9

Fangs 1.07

Dopo aver pubblicato la sesta parte, continuiamo con la traduzione di Fangs.

1.07: It’s a Kind of Magic

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Fine capitolo 7.. ci vediamo dopo le ferie!

Copyright Lee Hutchinson © 2016. Some rights reserved. Elite: Dangerous and its associated names, brandings, and logos are the property of Frontier Developments and are utilized under its Non-Commercial license.

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Dopo aver pubblicato la quinta parte, continuiamo con la traduzione di Fangs.

1.06: Call of Booty

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Fine capitolo 6.. alla prossima settimana!

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Dopo aver pubblicato la quarta parte, continuiamo con la traduzione di Fangs.

1.05: Why Does Rice Play Texas?

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Volete vedere una versione animata di questo fumetto realizzata da RadLock Recursion? :

Fine capitolo 5.. alla prossima settimana!

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Fangs 1.04

Dopo aver pubblicato la terza parte, continuiamo con la traduzione di Fangs, fumetto dedicato al nostro simulatore spaziale preferito: Elite Dangerous.
Questo fumetto, il cui autore è Lee Hutchinson, è pubblicato sotto licenza Creative Commons (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale)

1.04: Stop Or You’ll Go Blind

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Fine capitolo 4.. alla prossima settimana!
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Dopo aver pubblicato la seconda parte, continuiamo con la traduzione del fumetto Fangs, dedicato al nostro simulatore spaziale preferito: Elite Dangerous, un fumetto noir realizzato da Lee Hutchinson.
Questo fumetto, il cui autore è appunto Lee Hutchinson, è pubblicato sotto licenza Creative Commons (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale)

1.3: One For Sorrow, Two For Joy

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Fine capitolo 3.. alla prossima settimana!

Copyright Lee Hutchinson © 2016. Some rights reserved. Elite: Dangerous and its associated names, brandings, and logos are the property of Frontier Developments and are utilized under its Non-Commercial license.

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Benvenuti Commanders.
Dopo aver pubblicato la prima parte, continuiamo con la traduzione del fumetto Fangs, dedicato al nostro simulatore spaziale preferito: Elite Dangerous, fumetto noir realizzato da Lee Hutchinson.
Questo fumetto, il cui autore è appunto Lee Hutchinson, è pubblicato sotto licenza Creative Commons (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale)

[NdR.: abbiamo lasciato volutamente il titolo in originale poiché riteniamo che ogni opera debba mantenere il nome con cui è stata creata e perché crediamo che la traduzione non ne avrebbe reso al meglio il senso…]

1.02: You Keep What You Kill

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Fine capitolo 2.. alla prossima settimana!

Copyright Lee Hutchinson © 2016. Some rights reserved. Elite: Dangerous and its associated names, brandings, and logos are the property of Frontier Developments and are utilized under its Non-Commercial license.

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Benvenuti Commanders.
Da oggi cominciamo una serie di articoli che dedicheremo alla traduzione di un fumetto dedicato al nostro simulatore spaziale preferito: Elite Dangerous. Tempo fa vi avevamo parlato del grandioso fumetto noir realizzato da Lee Hutchinson e così, dopo aver chiesto la sua approvazione alla pubblicazione in Italiano, lo abbiamo tradotto e ve lo proporremo con cadenza settimanale. Vi ricordiamo che questo fumetto, il cui autore è appunto Lee Hutchinson, è pubblicato sotto licenza Creative Commons (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale)

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Ma andiamo con ordine ed ecco a voi il primo capitolo. [NdR.: abbiamo lasciato volutamente il titolo in originale poiché riteniamo che ogni opera debba mantenere il nome con cui è stata creata e perché crediamo che la traduzione non ne avrebbe reso al meglio il senso…]

1.01: Aces High

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Fine capitolo 1.. alla prossima settimana!

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Cartoomics 2016 – fiera Rho-Milano

Nella giornata di ieri, si è concluso il Cartoomics 2016 a Milano: ovvero la rassegna dedicata al divertimento basato su fumetti, giochi, cinema e tanto altro.

Ormai si tratta di un evento storico che sta arrivando ai fasti di Lucca Comics. La fiera ha preso piede nei padiglioni di Rho-Fiera.

cartoomics-2016-posterOspite d’eccezione è stato Milo Manara, a cui è stato consegnato il Cartoomics Artists Award nel corso di un incontro con il pubblico, sabato 12 marzo. Per l’occasione, Manara consegnerà a Bona un’illustrazione ispirata a Star Wars che il direttore di WOW Spazio Fumetto esporrà successivamente nella mostra “Star Wars dal fumetto al cinema…e ritorno!” che sarà inaugurata il 19 marzo 2016.

sbam_milomanara-cartoomics3-750x400Novità assoluta era quest’anno il VideogameShow, evento dedicato al mondo dei videogames e degli youtubers.

Il centro dell’attenzione era ovviamente per i fumetti ma non sono mancate aree dedicate a Giochi da tavolo, cosplay, videogame e cinema… Per quanto ci riguarda ovviamente l’attenzione è per l’area fantascienza. Gli appassionati di Star Wars, Star Trek, DoctorWho hanno ritrovato i vari gruppi ufficiali italiani, ormai ospiti abituali dell’evento milanese dedicato al mondo dei comics, ma anche spazi dedicati all’editoria legata al mondo della fantascienza. Attesissimo è stato anche il debutto di una nuova area dedicata alla serie sempre più cult, DoctorWho, con un tardis a grandezza naturale in cui vivere l’ebbrezza di un salto tempo-dimensionale in piena regola.

I nostri “inviati” sul posto ci stanno inviando un po’ di foto dell’evento appena trascorso che condivideremo con voi in questo post appena possibile… qui di seguito…

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NetCityShop

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” è il titolo di un famoso romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1979. L’opera è una riflessione sulle molteplici possibilità offerte dalla letteratura e sulla impossibilità di giungere a una conoscenza della realtà. Parallelamente, si potrebbe trasportare questa riflessione anche nel più circoscritto mondo reale che ci contorna : non riusciremo mai ad avere una conoscenza della realtà univoca, troppi sono gli elementi che ci circondano, ci influenzano e ci distraggono. Così, è possibile che la nostra visione della realtà sia sopraffatta dalla memoria o, a volte per pigrizia, dalle più familiari consuetudini.
Trasporto questo mia riflessione alla mia città natale, Terni, dove trovare qualcosa al di fuori dell’ordinario è già una esperienza che sfiora il mistico. Abituato quindi al suo tran-tran “standard”, è stato soprendente per me imbattermi, nella sua piccola realtà cittadina, nel negozio NetCity.

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Ecco alcune foto del vastissimo assortimento:

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NetCityShop esiste dal 2001, ma è stato rilevato a Giugno 2015 dagli attuali proprietari.

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La tuta di Actarus è in realtà una tuta da moto. Incredibile!

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Lo riconoscete il casco nella vetrina ?

I caschi che vedete nelle foto, sono stati realizzati su commissione da un loro artista, una produzione artigianale di altissima qualità.

 

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E questo “oggettino”, lasciatemelo dire, avrei tanto voluto portarmelo a casa..

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Il titolare, Alberto, con in mano uno dei caschi più desiderati..

Sono molti i servizi, oltre alla vendita, offerti da NetCityShop. Per aiutare tutti i cosplayers, ad esempio, hanno contatti con una sarta specializzata, sia per la realizzazione completa dei costumi, sia per la sistemazione. Possono realizzare anche peluche su misura a tema. Inoltre sono in grado di offrire un servizio di progettazione e realizzazione di teche per blaster e prop, oltre a vetrinette per collezionisti.

Uno dei servizi che mi ha maggiormente interessato è lo “scouting” di oggetti da collezione su Internet, ovvero NetCityShop si può occupare di ricercare, esaminare e consigliare per l’acquisto, tramite internet, di articoli da collezione e/o prop e articoli per cosplayers.

Ho avuto la fortuna di incontrarli e conoscerli durante il periodo natalizio, subito dopo l’uscita di Episodio VII, del quale abbiamo discusso nei minimi particolari e ne ho approfittato per fare qualche piccolo regalo di Natale.

Il negozio è anche online : www.netcityonline.com

Su Facebook : https://www.facebook.com/netcityshopterni

Su ebay: http://stores.ebay.it/NetcityShop-Terni

Vedere tanta passione e disponibilità nel proprio lavoro, in un settore che nella realtà di Terni, ha sempre faticato a decollare, è stato come vedere un faro nella notte, cogliendomi veramente di sorpresa.
A presto!

Fangs – il web-fumetto noir di Lee Hutchinson, ispirato ad ED

Welcome Commanders,
oggi vi parliamo ancora di Elite: Dangerous (strano eh ?) ma in una forma particolare, ovvero ci avviciniamo al lavoro di un appassionato fan di Elite, Lee Hutchinson, che ha creato un fumetto “noir” basato sulle schermate del gioco con l’inserimento di didascalie.

Lee, che abbiamo contattato prima di scrivere questo articolo, vive ad Houston e ci ha parlato di sè e di come è nato il fumetto: (*you can find the orginal letter below in this articles…)

“Ciao Mike e Alex, grazie per i vostri complimenti, sono contento che vi piaccia Fangs (ovvero : zanne N.d.T.)!
Faccio il senior editor presso Ars Technica (http://arstechnica.com ; http://arstechnica.com/author/lee-hutchinson/ un sito che si occupa di tecnologia, facente parte del gruppo Conde Nast. Prima di lavorare in Ars ero nell’informatica aerospaziale e di impresa (ho lavorato per dieci anni alla Boeing, appena uscito dal college nel 2000). Ma più che ogni altra cosa, sono un video-giocatore accanito da quando avevo 6 anni. Amavo la prima versione di Elite, da me giocata nella sua versione originale, probabilmente per la prima volta nel 1987, quando è stata rilasciata per MS-DOS quì negli USA.

Ho iniziato ad scrivere “Fangs” quasi per ridere – c’era un post nel subreddit di Elite Dangerous Reddit dell’utente /u/Vallkyrie, aveva preso uno screenshot di Elite e lo aveva processato fino a farlo diventare simile ad una illustrazione line-art in bianco e nero alla “2000AD“, e ho pensato che sarebbe stata perfetta con un paio di didascalie in stile “noir” (ecco il post originale).
Mi piacque come il tutto stava assieme.. e dato che avevo già disponibile una quantità di screenshot ad alta risoluzione per la mia recensione di Elite Dangerous, e così ho provato a creare, per gioco, un breve fumetto con essi – solo pochi riquadri, senza una vera storia, ma pieni di tono e atmosfera.

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Gli user di Reddit e dei forum di E:D ne furono però entusiasti, così misi in piedi velocemente un sito web, preparai altri pannelli – e fu allora che realizzai quanto mi piaceva fare questi fumetti, anche se richiedono molto tempo e lavoro.
Il primo “libro” di Fangs è composto dalle parti 1-10, sono tutte storie non connesse fra di loro. Con il secondo “libro”, che ho iniziato giusto un paio di settimane fa, racconterò una storia un po’ più “tradizionale”, con dei veri personaggi e una trama di fondo – una storia d’amore, difatti – anche se sto cercando di renderla il più realistica possibile, senza drammi fuori luogo o banalità di tipo cinematografico. Solo due persone normali, che si amano, anche se vivono e lavorano nello spazio.
Sono felice che il fumetto vi sia piaciuto e spero che vi piacerà anche il secondo libro, man mano che ne pubblicherò i pezzi. Grazie!”

 

Aspettiamo quindi che escano nuovi pannelli del fumetto di Lee, che potete trovare a questo indirizzo: https://fangs.ink/

Thanks to you Lee, we will be looking forward to updates to your comic. Fly safely in Elite: Dangerous!

 

*This is the original letter we received from Lee:

Hi, Mike & Alex—

Thank you for the kind words! I’m glad that you enjoy Fangs 🙂 Please feel free to write whatever you’d like.

I’m a sr editor at Ars Technica (http://arstechnica.com, http://arstechnica.com/author/lee-hutchinson/), a technology news site owned by Conde Nast. My background before Ars is in aerospace and enterprise IT (I worked at Boeing for about ten years when I got out of college in 2000). More than anything else, though, I’m a die-hard PC gamer and have been since I was about six years old. I loved the original Elite and played the original version for the first tiem probably in 1987, when it was released for MS-DOS here in the US.

I started doing “Fangs” almost as a joke—there was a post by /u/Vallkyrie on the Elite Dangerous subreddit where he took an Elite screenshot and filtered it to look like almost a 2000AD-style black and white line art image, and I thought it would be perfect for a few noir-style captions (post is here: https://www.reddit.com/r/EliteDangerous/comments/2zdqgi/took_a_screenshot_of_my_ship_at_dock_played_with/ ). I liked how the images looked with captions, and I’d taken a bunch of 4k screenshots myself when writing my full Elite Dangerous review, and so I decided to try to make a silly little nonsense comic out of them—just a few frames, no real story, but heavy on atmosphere and tone.

Reddit and the E:D forums really liked it, though, and so I made a quick web site and did a few more—and then I found out that I really liked doing the comics, even though they’re a lot of work.

The first “book” of Fangs is parts 1-10, and it’s all individual unconnected stories. With book 2, which I just started a couple of weeks ago, I’m going to tell more of a traditional story, with real characters and an overarching plot—a romance, in fact, though I’m trying to make it as realistic as possible, without crazy drama and movie-style cliches. Just two normal people in love with each other (even though they happen to live and work in space).

Glad you guys like the comic, and I hope you enjoy book 2 as I publish more pieces of it. Thanks again 🙂

Il libro è meglio!

Il libro è meglio!

.. tipica espressione che proferisce colui che termina la visione di un film tratto da un romanzo che ha già letto; chi è come me, a tale frase fa seguire un trituramento di gonadi per tutti coloro che sono a portata di voce (io generalmente mi aiuto con un megafono) spiegando per filo e per segno tutte le differenze tra il film ed il romanzo da cui è stato ispirato. Una volta, in assenza di persone, mi sono accontentato del gatto dei vicini che ho costretto ad ascoltare il mio monologo di 244 minuti sul film Sfera, tratto dall’omonimo romanzo di Crichton (per chi non lo sapesse, film e romanzo in questione differiscono l’uno dall’altro per due soli, insignificanti dettagli): preciso che mi sono interrotto nell’esporre le mie argomentazioni solo perchè bloccato da due nerboruti volontari della Protezione Animali, che mi hanno sedato a suon di sprangate sulle gengive al fine di salvare un povero gatto che si porta dietro i segni indelebili di quell’esperienza.

Il gatto dei vicini, dopo avermi dovuto ascoltare

Il gatto dei vicini, dopo avermi dovuto ascoltare

Durante il periodo di detenzione ho riflettuto (sono più stato costretto a farlo) sul perchè, salvo eccezioni, i film differiscano molto dalla storia cartacea da cui sono ispirati, ma..

COLPO DI SCENA

.. non è questo l’argomento di cui parlerò in questo articolo, bensì un suo derivato, cioè: è possibile apprezzare maggiormente un film ispirato da un romanzo da cui differisce in modo consistente, proprio perchè si è letta la fonte di ispirazione?

Ebbene sì, mi sono accorto di aver gradito di più alcuni film, proprio perchè avevo letto il romanzo da cui essi erano stati tratti; in questo articolo ne analizzerò quattro come esempio (tutti ovviamente di fantascienza, sia per la natura del blog, sia perchè sono la mia passione):

– film: STARSHIP TROOPERS; romanzo: FANTERIA DELLO SPAZIO

Starship_Troopers_-_movie_poster

Il film è un mediocre lungometraggio d’azione, che narra la storia di Johnny Rico che si arruola nel fantomatico corpo dell’esercito e combatte contro degli insetti alieni; il romanzo è invece più incentrato a muovere una critica alla società americana, descrivendo la società del futuro attraverso la vita del protagonista, che si arruola e decide di proseguire la carriera militare nella Fanteria Mobile. Avendo letto il romanzo, diviene più evidente la società in cui si muovono i personaggi del film, che viene perfettamente rispettata e per cui il libro diviene complementare al film, una sorta di approfondimento su ciò; inoltre la critica alla società americana viene mantenuta e personalizzata dal regista Paul Verhoeven ed anch’essa risaltata dalla lettura del romanzo a cui fa riferimento il film. Sia nel romanzo che nel film, all’inizio il protagonista non condivide gli ideali della società di cui fa parte, ma crescendo a livello personale all’interno della Fanteria Mobile impara a capirla ed apprezzarla.
[CMDR Nijal: action movie sicuramente apprezzabile, bello denso di testosterone. E in più non dimentichiamoci che c’è lei.. Denise Richards.]
Denise-Richards-Kiss

 

– film e romanzo: IO SONO LEGGENDA

Io sono leggenda

Un virus trasforma gli esseri umani in vampiri; Neville, il personaggio protagonista, si ritrova ad essere l’unico superstite dell’epidemia. Questa a grandi linee la trama tanto del romanzo quanto del film, ma le accomunanze terminano qui: il protagonista del romanzo addirittura è praticamente l’opposto rispetto a quello del film, a cominciare dall’aspetto fisico (uno è biondo con gli occhi azzurri, l’altro è nero) e procedendo col carattere, la metodicità con cui affrontano la quotidianità e concludendo con la cultura accademica.

Robert Neville: biondo, occhi azzurri.. vabbè come non detto

Robert Neville: biondo, occhi azzurri.. vabbè come non detto

Completamente assenti nel libro, ma estremamente apprezzate nel film, sono le scene in cui il protagonista si costruisce una vita sociale utilizzando dei manichini per simulare la vita quotidiana con altre persone, che lasciano trasparire l’umanità del personaggio ed il disagio che vive nella situazione in cui si trova, mentre porta avanti il suo obiettivo di trovare una cura per il virus nonostante il grande sacrificio che esso gli impone. Per quanto romanzo e film siano estremamente differenti, molto apprezzati nel film sono dei dettagli che richiamano ed omaggiano il libro:
– mentre il protagonista è in casa, si sentono di sottofondo dei brani di musica classica: sono i medesimi citati nel libro, che il protagonista del romanzo ascolta la notte a tutto volume al fine di coprire le grida dei vampiri che assediano la sua dimora;
– nonostante non si veda bere il protagonista del film, in alcune scene si può notare la presenza di una bottiglia di whiskey: questo perchè il protagonista del romanzo è solito ubriacarsi nei periodi di depressione;
– nel film, mentre il protagonista studia una vampira che ha catturato per testare la cura che sta sviluppando, ci si ritrova ad osservare la scena da un’angolatura insolita, che mette in primo piano il seno della vampira: nonostante il corpo della vampira sia coperto da una maglietta, quindi non si scorgono nudità, la scena appare in qualcue modo “perversa”;

Neville fa il porcello con il soggetto sotto analisi

Neville fa il porcello con il soggetto sotto analisi

nel libro, il protagonista cattura diversi soggetti per studiarli, tutti di sesso femminile e in tutti si sofferma a rimirarne il corpo con desiderio, per poi farsi dei discorsi da solo sulla moralità di ciò che sta facendo e dandosi del pervertito da solo; trovo meraviglioso come una singola scena del film riesca a rappresentare perfettamente questo aspetto, che diviene ovviamente lampante se si è letto il romanzo.

– film: BLADE RUNNER; romanzo: Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?

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Un bellissimo film, la cui trama è prevalentemente incentrata sul protagonista Deckard, un ex-cacciatore di replicanti che viene ingaggiato per ritirarne sei che sono fuggiti dalle colonie extra-mondo, concludendosi [SPOILER] col dubbio che il protagonista possa essere anch’esso un replicante [FINE SPOILER]. Meravigliose le ambientazioni, con la luce del sole perennemente oscurata e la pioggia che cade incessantemente, che il romanzo ci spiega essere il risultato delle guerre nucleari degli anni precedenti che hanno definitivamente rovinato la Terra, oscurando il sole con le polveri radioattive che cadono costantemente sulla superficie come piogge acide, provocando l’estinzione di quasi tutte le specie viventi del pianeta. I più abbienti sono emigrati nelle colonie extra-mondo, altri pianeti colonizzati: di questi fatti il film ci informa attraverso la pubblicità presente nei video proiettati in giro per le strade, sulle facciate dei palazzi. Ruolo molto importante lo ricopre il Voight-Kampff, un test utilizzato per riconoscere i replicanti dagli esseri umani, misurando la risposta emotiva del soggetto sotto esame; proprio l’emotività diviene il fulcro attorno a cui ruotano gran parte delle tematiche del romanzo, per cui i personaggi dell’ambientazione cercano in tutti i modi, anche arrivando ad indebitarsi, di possedere animali (solitamente replicanti, a causa dell’estinzione di quasi tutte le specie animali) e da cui scaturisce poi il titolo del romanzo che interroga il lettore sull’emotività che potrebbe avere un essere artificiale quale un androide e conseguentemente sulla natura dell’essere umano in quanto essere pensante e dotato di emozioni. Questa tematica è rappresentata dal film seppur in modo più superficiale, ma in perfetta armonia con lo stile del libro.

[CMDR Wolf974: hai citato uno dei miei film preferiti in assoluto: è anche grazie a questo film che amo la Fantascienza! Film che non può mancare nella propria cineteca! Appena sarà possibile ci ripromettiamo di dargli maggior spazio in un articolo tutto suo. Anche se forse nemmeno un saggio dedicato basterebbe…]

– film: BRAZIL; romanzo: 1984

Brazil poster

Il film Brazil non è realmente tratto dal romanzo scritto da Orwell: da esso differisce per tutto, dai personaggi alle vicende; con il romanzo però condivide parte dell’ambientazione, in cui la società opprime e denatura i propri cittadini privandoli proprio della loro umanità, utilizzandoli come fossero componenti sostituibili di un macchinario: coloro che non si conformano a questo sistema vengono inesorabilmente e spietatamente eliminati. Il film è grottesco e, nonostante la sua drammaticità, riesce a divertire e strappare delle risate, mentre mostra una società dove la burocrazia fa da padrona e soffoca le persone (in una scena molto simbolica ciò avviene anche letteralmente). La caricatura con la nostra società dove diviene importante la carriera lavorativa, l’aspetto fisico e l’atteggiarsi andando in luoghi e ricevimenti “in” è lampante; salvo pochissimi “outsiders” le persone scelgono di uniformarsi a questo stile di vita e coloro che non lo fanno, inevitabilmente spariscono: i protagonisti sia del film che del romanzo lottano e cercano di ribellarsi al sistema (non sono eroi d’azione, non lo fanno quindi in modo violento) e questo aspetto accomuna sia la storia cartacea che quella su celluloide.

al chirurgo plastico per un intervento di lifting al viso per apparire più giovane.. da innamorarsene

al chirurgo plastico per un intervento di lifting al viso per apparire più giovane.. da innamorarsene

Ciò che rende ancora più bello il film è il finale che, a seconda che si sia letto o meno il romanzo 1984, viene interpretato come lieto oppure come drammatico. Il mio suggerimento, nel caso non abbiate ancora nè visto il film nè letto il romanzo, è quindi quello di guardarsi il film, leggersi il romanzo e quindi rivedersi il film e meravigliarsi di come l’interpetazione del finale possa essere radicalmente opposta.

Concludo quindi augurandovi una buona visione ed una buona lettura e auspicandomi che abbiate apprezzato l’invito a vedere film e romanzi come complementari tra loro, per apprezzarli e goderseli di più.

Star Wars – Guida popup alla galassia

Questa volta abbiamo deciso di fare una cosa diversa dal solito, ovvero una videorecensione di un libro.
Non è stato semplice (anche per noi Spacejokers ci sono le “prime volte”) ma ce l’abbiamo fatta e ci auguriamo che vi piaccia.

E per chi non crede che Han ha sparato per primo, ecco la versione originale del film

Nausicaa della Valle del vento [recensione]

Non è la prima volta che un anime fa la comparsa sul nostro blog… ma questa volta affrontiamo temi particolari che intrecciano fantascienza, ecologia e ambientazioni post apocalittiche… Vorrei parlarvi oggi di Nausicaä della Valle del vento… mi ha fatto pensare a questo grande film d’animazione l’articolo su Dune di ieri del “buon” CMDR Nijal (modestamente…) … ecco l’ambientazione di Nausicaa (per gli amici..) me lo ricorda molto… lo consiglio vivamente a tutti, grandi e piccoli, perchè è una grande lezione di vita!

Tornando all’anime, Nausicaä della Valle del vento è un film d’animazione del 1984 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, tratto dal suo manga omonimo.

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Pur essendo una storia fantastica con ambientazione post apocalittica, ha accenti ambientalisti e, per questo, fu presentata dal WWF alla sua uscita nel 1984. Sebbene sia stato concepito prima della fondazione dello Studio Ghibli, il film è spesso considerato l’opera iniziale dello studio, anche se il realtà il primo film ufficiale targato Studio Ghibli sarà Laputa – Castello nel cielo, mentre il film a cui viene associato lo studio e da cui ha preso il logo è Il mio vicino Totoro.

Nausicaä della Valle del vento narra la storia di Nausicaä, giovane principessa della Valle del vento, che rimane coinvolta in uno scontro contro Tolmechia, un regno che cerca di riportare in funzione un’antica arma per spazzare via una giungla tossica popolata da insetti giganti. Nausicaä dovrà cercare di fermare i tolmechiani dall’irritare queste creature. Tutto questo dovrebbe far pensare molto chi di voi ha a cuore gli anime anni 70-80: chi non si ricorda di Conan il ragazzo del futuro? beh sappiate che Miyazaki creò e diresse questo anime per la TV nel lontano 1978. E in effetti le similitudini sono tante: sia per il character design, sià per l’ambientazione. Inoltre le scene iniziali di Conan ricordano molto quanto accadde alla popolazione della terra di Nausicaa.

In Italia il film è stato trasmesso in televisione il 6 gennaio 1987 su Rai 1 in una versione doppiata e divisa in quattro parti. Il 31 ottobre 2010 il film è stato presentato in versione originale sottotitolata con un nuovo adattamento all’interno del Festival del film di Roma e si dice che quest’anno verrà riproposto da Lucky Red con un nuovo doppiaggio italiano, anche se non è stato ancora ufficializzato se la distribuzione sarà anche cinematografica o esclusivamente per il mercato home video. Le voci si susseguono ma non vi è nulla ancora di ufficiale… le ultime notizie (qui) risalgono a gennaio ma a quanto pare sono in ritardo… Noi vi terremo come sempre informati. (n.d.r.: nel momento che vi scrivevamo non erano rese note le date, ma ora sappiamo le date ufficiali dell’uscita ad ottobre in Italia.. si veda qui!)

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Nel frattempo per chi vollesse farsi del male… ehm… saperne la trama, qui di seguito troverete tutti i dettagli… attenzione SPOILER!

La storia si svolge mille anni dopo i sette giorni del fuoco (abilmente illustrata da Myiazaki & Co.), una spaventosa guerra termonucleare che ha annientato la civiltà umana e buona parte dell’ecosistema terrestre originale. A causa della distruzione portata dai guerrieri invincibili, giganteschi automi biologici creati dall’uomo e dotati di armi a raggi termonucleari, l’intero pianeta è stato sconvolto e trasformato. (e anche qui i riferimenti a Conan, il ragazzo del futuro si susseguono). I pochi esseri umani superstiti vivono in due grandi regni — Tolmechia e Pejite — e in piccole enclave isolate, mentre gran parte del pianeta è ricoperta da una immensa foresta, la Giungla tossica, in cui vivono enormi e mostruosi insetti prodotti dal mutamento e piante che rilasciano nell’atmosfera spore velenose, minacciando la sopravvivenza degli insediamenti umani (a dire il vero è anche molto affascinante). La Giungla tossica si espande lentamente ma inesorabilmente e alcune enclave rimaste, come la Valle del vento, sopravvivono solo perché sopravento rispetto al flusso delle spore rilasciate dalle piante. In questa epoca la civiltà è regredita a una sorta di Medioevo, sebbene siano sopravvissuti retaggi tecnologici dell’antica civiltà (in particolare alcune macchine volanti e le armi da fuoco). Un’antica leggenda viene tramandata di generazione in generazione e parla di un condottiero vestito di azzurro che camminando su un cielo d’oro porterà l’umanità verso una terra pura e libera dai miasmi della Giungla tossica.

Nella Valle del vento vive Nausicaä, una ragazza determinata e coraggiosa, unica figlia del sovrano Jihl, amata e venerata dal suo popolo. Mentre gran parte degli uomini sopravvissuti alla catastrofe vive in un rapporto conflittuale con la nuova natura minacciosa, Nausicaä, forte del suo amore per ogni forma di vita, cerca di capire le cause del mutamento e la vera essenza della Giungla tossica. Al contrario di chi ritiene che la giungla possa essere combattuta e distrutta col fuoco, Nausicaä comprende che è possibile convivere con essa e che le piante sono rese velenose dall’inquinamento lasciato dall’uomo secoli prima con la guerra nucleare. Nel suo mini laboratorio segreto, infatti, Nausicaä è riuscita a coltivare piante e funghi della giungla del tutto inoffensivi per l’uomo, alimentandoli con acqua pura.

L’armonia della Valle viene tuttavia interrotta dall’improvviso arrivo di una nave volante che si schianta fra i campi dopo essere stata attaccata da insetti giganti. La nave — appartenente all’Impero di Tolmechia — trasporta numerosi prigionieri di guerra del Regno di Pejite e soprattutto uno strano ordigno che sembra vivente. In seguito a questo schianto giungono nella Valle altre navi di Tolmechia, stavolta cariche di soldati. I tolmechiani sono guidati dall’ambizioso Kurotowa che a sua volta obbedisce agli ordini della regina Kushana. Jihl viene ucciso e Nausicaä presa in ostaggio, mentre la popolazione viene precettata per servire Tolmechia nel recupero dell’ordigno. I cittadini della Valle scoprono quindi che i regni di Tolmechia e Pejite sono scesi in guerra l’uno contro l’altro per il possesso dell’ordigno che si rivela essere il cuore dell’ultimo guerriero invincibile (si veda foto in basso, i robottoni negli anime giapponesi la fanno sempre da padroni) rimasto, da cui le opposte fazioni sperano di poter far risorgere la mostruosa macchina vivente, per eliminare i loro nemici e distruggere la giungla. Nausicaä tenta invano di denunciare questa strategia suicida: facendo arrabbiare gli insetti, infatti, la Giungla tossica si espande e le città distrutte vengono rapidamente infestate dai funghi, diventando così inabitabili.

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Nausicaä, tratta in ostaggio insieme a un piccolo contingente di uomini della Valle, riesce a liberarsi durante un combattimento fra la flotta tolmechiana e un caccia di Pejite. Abbattuta, precipita nella Giungla tossica con il pilota pejitiano, che si rivela essere un giovane nobile, Asbel. Sprofondando nelle viscere della Giungla tossica i due scoprono che sotto le radici delle piante l’aria non è più mefitica e scorre acqua limpida: le piante infatti filtrano l’inquinamento causato dall’uomo per lasciare l’ambiente di nuovo pulito. Forti di questa scoperta i due tornano indietro per scongiurare il rischio che il guerriero invincibile venga usato per bruciare la giungla — con la conseguenza di vedere le sue spore diffuse in tutto il mondo dalle fiamme — ma devono constatare che Pejite, ridotta alla disperazione sotto l’attacco di Tolmechia, sta usando gli insetti come arma finale. E dunque che un’orda di mostri-tarlo (foto successiva, una specie di coleottero corazzato con occhi rivestiti in adamantio!) è stata indirizzata contro la Valle del vento, utilizzando come esca un cucciolo crudelmente ferito, perché spazzi via il cantiere tolmechiano dove il guerriero invincibile sta lentamente rigenerando a partire dal suo nucleo.

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Il guerriero invincibile, attivato anzitempo da Kushana, si autodistrugge nello sforzo di utilizzare le sue armi termonucleari contro l’orda di insetti, mentre Nausicaä, recuperato il cucciolo di mostro-tarlo, riesce a fermare l’attacco solo a prezzo della vita. Placati dal sacrificio della ragazza e dalla restituzione del loro cucciolo, i mostro-tarli si fermano e circondano Nausicaä esanime, iniziando a toccarla con i loro tentacoli e sollevandola in cielo. Nell’incredulità del popolo della Valle del vento e dei superstiti degli eserciti invasori, la ragazza riprende vita. La visione di Nausicaä con la veste tinta d’azzurro dal sangue del cucciolo di mostro-tarlo camminare su un tappeto di tentacoli color oro, fanno sì che il popolo riconosca in lei l’incarnazione del condottiero vestito di azzurro che cammina su un cielo d’oro dell’antico mito. L’esercito di Tolmechia si ritira in pace e i superstiti di Pejite si uniscono agli abitanti della Valle, mentre Nausicaä guida il suo popolo alla ricostruzione dalle distruzioni della guerra. Il sacrificio di Nausicaä e il compimento della profezia hanno indicato all’umanità una via di pace, comprensione reciproca e convivenza con la natura.

Alcune curiosità sulla produzione: Hayao Miyazaki debuttò come regista per il cinema nel 1979 con Lupin III – Il castello di Cagliostro, un film che si discostava parecchio dagli standard del franchise di Lupin III, ma che tuttavia risultò gradito alla critica, vincendo un Ofuji Noburo Award al Mainichi Film Concours di quell’anno. Dopo il successo del lungometraggio, Toshio Suzuki, all’epoca direttore di Animage, contattò Miyazaki e gli chiese di produrre delle opere per la compagnia. Tutte le idee del regista per dei film d’animazione vennero però respinte e Animage gli chiese di realizzare invece un manga, che sarebbe poi diventato Nausicaä della Valle del vento. Miyazaki cominciò a scrivere e a disegnare il manga nel 1982 e, visto il successo immediato, il proprietario di Animage e presidente della Tokuma Shoten chiese all’artista di trarne un film. Miyazaki accettò la proposta a certe condizioni: di sospendere il manga durante la realizzazione dell’eventuale anime e di dirigere personalmente il film, mantenendo un controllo totale sulla sua opera. Il 31 maggio 1983 iniziarono i lavori di pre-produzione del film. Miyazaki incorse in difficoltà nella stesura della sceneggiatura, con soli sedici capitoli del manga su cui poter lavorare. Egli si dedicò prevalentemente alla realizzazione dei disegni preparatori e al design del personaggio principale. La fase di animazione iniziò ad agosto, con una ventina di animatori assunti espressamente per il film e pagati a fotogrammi. Tra di essi vi era Hideaki Anno, che in futuro avrebbe diretto la celebre serie anime Neon Genesis Evangelion (e qui prima o poi un articolo è doveroso!) Takahata intanto incaricò il compositore sperimentale e minimalista Joe Hisaishi di scrivere la colonna sonora dell’opera. Il film uscì nelle sale giapponesi l’11 marzo 1984, dopo un periodo di produzione di appena nove mesi e un budget equivalente ad 1 milione di dollari.

Nausicaä della Valle del vento ha ricevuto una buona accoglienza da parte di critica e pubblico. Tra i fan ha ottenuto un vasto seguito, che gli ha permesso di mantenersi costantemente nelle prime posizioni delle top-ten giapponesi per due decenni dopo la sua uscita. Nel 2006 si classificò al 2º posto in un sondaggio sui migliori anime di sempre condotto su un campione di 80.000 fan giapponesi in occasione del decimo anniversario del Japan Media Arts Festival. È considerato uno dei migliori film animati nipponici di sempre e un’influenza importante nello sviluppo dell’animazione giapponese, dato che il successo del film permise la fondazione dello Studio Ghibli e di molti altri studi di animazione. Il lungometraggio ha segnato anche la prima collaborazione tra Miyazaki e Joe Hisaishi, artista che avrebbe in seguito composto la maggior parte delle colonne sonore dei film del regista. Si pensi che, fino all’uscita di Princess Mononoke (ndr. il mio preferito…), il nome di Hayao Miyazaki in Occidente era legato principalmente a Nausicaä. Il film venne elogiato in diversi modi: per essere riuscito a trasporre efficacemente il manga e per l’elevata qualità delle animazioni a fronte di un budget ristretto, rispetto, ad esempio, ai film della Disney; Per La narrazione, le cui ambientazioni composte da una commistione di elementi fantascientifici e medievali e di interrogativi ecologici, furono presentate a regola d’arte. venne definito come il film primo capolavoro di Miyazaki, con un mondo post apocalittico che, a differenza di altri scenari come Bubblegum Crisis o Neon Genesis Evangelion, è meno cinico. Nell’enciclopedia degli anime viene descritto come un film “superbamente assemblato ad ogni livello” e che nonostante le note “messianiche ed ambientaliste”, si mantiene un’opera ricca di “azione e di avventura”. Anime News Network ne ha apprezzato il character design, la direzione di Miyazaki e la colonna sonora di Joe Hisaishi, e viene affermato che Nausicaä “merita un posto in ogni lista di classici anime di tutti i tempi”. Paolo Mereghetti, nel suo Dizionario dei film, gli assegna tre stelle su quattro, lodandone la bellezza delle immagini “pur con qualche rigidità da cartoon nipponico”. Il sito Rotten Tomatoes riporta che l’83% dei critici hanno dato un giudizio favorevole al film, in base a 11 recensioni con una media voto di 7,8 su 10.

Molti critici hanno evidenziato come il film di Nausicaä sia stato un precursore per aver mostrato che gli anime e i cartoni animati in generale possono concentrarsi su problemi reali e di attualità, come ad esempio il degrado della natura e la necessità di una pacifica convivenza tra culture diverse. Questo se ci limitiamo a film d’animazione per il cinema… citavo prima Conan, il ragazzo del futuro dello stesso Myiazaki, che dimostra come l’idea non fu del tutto originale. Comunque sia, Nausicaä aiuta chi le sta vicino a comprendere e a rispettare la natura, rappresentata come benevola, spirituale e corroborante per coloro che vi entrano in pace. Altri temi prominenti nella storia sono l’antimilitarismo e il pacifismo, temi che saranno sempre cari al nostro amato regista e saranno sempre affronatati in quasi tutti i film a seguire. Nausicaä crede nel valore della vita indipendentemente dalle sue forme e attraverso le sue azioni riesce a prevenire lo scatenarsi di una guerra. Il film mostra una pluralità di parti in conflitto, ognuna delle quali richiama la sua visione del mondo. Proprio perchè il protagonista è in realtà la natura, la storia evita una giudizio morale in bianco e nero sui personaggi, ma ad ognuno — compresi gli insetti giganti — è data una motivazione e pari dignità: e per questo il “male” in senso assoluto viene quindi a mancare, sostituito dai concetti buddhisti di avarizia, ostilità e delusione. La paura è la forza che trascina il conflitto: paura della foresta tossica che genera cupidigia e rancore. Inoltre interessante notare come l’eroina Nausicaä rappresenti un classico esempio del femminismo tipico di Miyazaki… (in quasi tutte le sue opere è la donna al centro dell’attenzione…)

Dune [il romanzo]

Vi sono molti aspetti della vita che ci riportano, complice la memoria, irrimediabilmente ad altri.. un profumo, un tessuto, una pietanza (ad esempio le Madelaine di Proust).
Ho trascorso una settimana al mare.. e la sabbia mi ha riportato al romanzo (e alla saga successiva) di Dune (Frank Herbert).

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Il romanzo di Herbert (vincitore del premio Hugo 1965) è la storia della sfida (a sfondo ecologico) tra la dinastia Atreides e quella Harkonnen per il controllo del pianeta Arrakis, una landa desertica, unico luogo di produzione, raccolta e raffinazione del Melange (o Spezia), una preziosissima sostanza fondamentale per la struttura della società galattica per motivi che vengono descritti nel romanzo stesso e approfonditi nei libri successivi.
Tanto per capire di cosa stiamo parlando, di questo libro hanno detto:

Il puro piacere dell’invenzione e della narrazione ad altissimo livello. Isaac Asimov
Un mondo che nessuno ha ancora saputo ricreare con tale perfezione. James Cameron
Il meglio. Oltre ogni genere letterario e ogni epoca. Stephen King
Senza Dune, Guerre stellari non sarebbe mai esistito. George Lucas
Dune è parte integrante del mio universo fantastico. Steven Spielberg

..e scusate se è poco.

Per chi non ha letto il romanzo (adattato in film nel 1984, regia di David Lynch, prodotto da Dino De Laurentis) è difficile riassumere la trama; Dune ha la sua forza proprio nell’intreccio e nella costruzione dei rapporti fra Pianeti, Casate, personaggi principali e secondari, il tutto sullo sfondo di un pianeta-deserto, popolato da una tribù misteriosa (i Fremen).
Rimando quindi al link su wikipedia per la lettura della trama.

Stilisticamente, c’è una cosa che Herbert ha fatto meglio di chiunque altro: creare un intreccio continuo tra dialoghi e monologhi che sta a metà tra la partita a scacchi e il trattato di psicologia. Leggete il libro e fateci caso: ogni scambio di battute tra personaggi è inestricabilmente intrecciato con il flusso di pensieri dei dialoganti, che danno in tempo reale una meta-lettura di quello che stanno dicendo.

Passando al lato tematico, i critici considerano Dune il primo grande esempio di “fantascienza ecologica”. Quella che lavora sulle correlazioni tra cultura, attività umana e ambiente esterno. Un tipo di riflessione che oggi è attualissima. Nota bene, però: Herbert l’ha proposta in piena guerra fredda, quando la minaccia era la bomba atomica che spazza via tutto. Eppure lui già pensava in termini di ecosistema, immaginando come il ciclo di vita del verme delle sabbie e il mantenimento (o la modificazione) del suo habitat naturale potessero influire sullo sviluppo di civiltà che dal verme stesso traevano quello che serviva loro per prosperare (cioè la spezia, fonte al tempo stesso di cultura, di commercio e di mobilità).

Herbert usa la narrazione fantascientifica per esplorare complessi sistemi di idee riguardanti filosofia, religione, psicologia, politica ed ecologia. Si potrebbe riassumere affermando che la sua produzione rivela una particolare attenzione alla questione della sopravvivenza e dell’evoluzione umana.
I temi ricorrenti nei racconti e nei romanzi di Herbert possono essere riassunti schematicamente tramite alcuni punti chiave:
– Il concetto di governo, evidenziandone gli errori e i punti deboli: in special modo la tendenza schiavizzante degli esseri umani a seguire ciecamente leader carismatici.
– La necessità per l’uomo di dover pensare contemporaneamente in maniera sistematica anche nei riguardi di fenomeni a lungo termine.
– Le relazioni che intercorrono fra religione, politica e potere.
– Le possibilità relative all’espansione della coscienza e del subconscio umano.
– Le origini dell’equilibrio mentale e della follia. Herbert si interessò molto al lavoro di Thomas Szasz e dell”Anti-psichiatria”.
– Gli effetti e le conseguenze determinate dall’alterazione della coscienza per opera di agenti chimici. La ‘spezia” di Dune deriva da sperimentazioni di allucinogeni assunti in prima persona.
– L’influenza del linguaggio sulle percezioni. Herbert venne influenzato in modo particolare dal lavoro di Alfred Korzybski sulla ‘General Semantics”
– La sociobiologia come rapporto fra le predisposizioni genetiche, le percezioni primordiali e la società dell’educazione schematica.

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Vi lascio con una citazione dal romanzo, la litania Bene-Gesserit contro la paura.

“Non devo aver paura.
La paura uccide la mente.
La paura è piccola morte che porta con se l’annullamento totale.
Guarderò in faccia la mia paura, permetterò che mi calpesti e mi attraversi.
E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso.
Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla.
Soltanto io ci sarò.”

La Guerra dei mondi (1938)

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Il 30 Ottobre 1938, il paesino agricolo di Grovers Mill, nel New Jersey, viene messo a ferro e fuoco da invasori alieni provenienti da Marte. La battaglia che ne segue vede la sconfitta delle truppe americane e gli invasori marciano su New York, con le loro “macchine infernali”. Centinaia di persone si gettano nel fiume Hudson per sfuggire dai gas velenosi e dai raggi incendiari delle macchine… dopo di che, il silenzio, rotto da un solitario radio-operatore CB che recita il suo richiamo :

2X2L chiama CQ
2X2L chiama CQ
2X2L chiama CQ New York
C’è qualcuno in ascolto ?
C’è qualcuno in ascolto ?
C’è nessuno ?
2X2L —

Si tratta ovviamente del dramma radiofonico “La guerra dei mondi”, interpretato da Orson Welles, tratto dall’omonimo romanzo di fantascienza di Herbert George Wells. Le reazioni, per una popolazione americana non fornita come oggi di mezzi di comunicazione quali il telefono cellulare o internet, furono immediate e terrificanti, le case si svuotarono, la gente affluì nelle chiese a pregare; un blackout elettrico nella zona, rese non disponibili le linee telefoniche tradizionali, rafforzando così la sensazione che qualcosa di grave stava accadendo realmente.

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I primi due terzi della trasmissione, della durata complessiva di un’ora, sono sotto forma di bollettini radiofonici, in diretta dalle località coinvolte.
Il finale è un monologo, recitato dal Professor Pierson (Orson Welles), che racconta come i Marziani siano caduti vittima degli agenti patogeni, quali il banale raffreddore, per il quale non avevano immunità.

Le cause principali del panico furono che, nonostante fosse stato annunciato preventivamente che la trasmissione della CBS fosse una drammatizzazione di un racconto, molti ascoltatori stavano ascoltando un’altra emittente, la NBC, e cambiarono canale durante un interludio musicale, perdendo così l’annuncio.

La chiave che Orson Welles utilizzò per rendere credibile quanto stava accadendo fu il mantenere il più possibile le trasmissioni provenienti dallo studio tecniche ed impersonali, come se i fatti che stavano accadendo fossero quasi normali, passando poi alle dirette in cui la folla veniva arsa viva dalle macchine invasori. La forza dello spettacolo radiofonico fu proprio di mantenere integra il più possibile, nella finzione, la propria struttura tecnica. Una volta che il pubblico in ascolto fu convinto (e stregato dalla propria immaginazione) al punto di non notare il cambio di passo e le transizioni fra studio e diretta, fu possibile far credere l’impossibile. Fra l’altro, da il momento in cui il i Marziani atterrano nel New Jersey, alla caduta della città di New York, passano solo quaranta minuti, nei quali vengono attraversate grandi distanze, vengono raccolte le truppe, il Consiglio di sicurezza si riunisce più di una volta, battaglie vengono combattute e perse, sia in cielo che terra.
Ma la gente lo accettò, se non logicamente, almeno con le loro emozioni.
Un’altro trucco radiofonico usato da Welles fu l’uso della musica, utilizzata come interruzione delle trasmissioni e prolungata in modo esasperato: lo stacchetto musicale dello studio, un solo di piano (con musiche di Debussy e Chopin) fu ripetuto varie volte, ottenendo un’effetto sinistro ed angosciante.

Certo, erano altri tempi, oggi saremmo tutti nel New Jersey a farci i “selfie” con l’iPhone, mentre gli invasori bruciano la folla con i loro raggi incendiari.

Speriamo che i marziani non facciano il vaccino anti-influenzale…

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