La Fantascienza

Diario del Capitano.

Il mio viaggio nella Fantascienza iniziò il 13 Novembre 1975, durante una vacanza in Inghilterra con i miei.
Avevo 7 anni e la sera in albergo, dopo aver passato la giornata a visitare parchi e musei, accendemmo la televisione.
Fu così che vidi in anteprima una serie TV sbarcata dopo qualche anno in Italia: Spazio 1999.
All’epoca non conoscevo molto l’inglese ma fu quello il primo “incontro ravvicinato” con quel mondo fatto di scienza, tecnologia e fantasia: le astronavi, avamposti su altri pianeti, pistole laser, raggi gamma, robot, mostri con gli occhi argentei grossi come piattini.. Il viaggio continuò grazie a mio padre ed a mio zio, entrambi collezionisti dei romanzi di Urania e lettori di romanzi di fantascienza. Andare a trovare mio zio significava trovarmi davanti all’imbarazzo della scelta: centinaia di romanzi e quindi centinaia di viaggi spaziali, tutti immaginari. Scoprì che la Fantascienza non era solo esterna al sistema solare. Viaggio Allucinante, da un soggetto di Asimov fu un altro dei primi film che vidi e che mi colpì moltissimo: il corpo umano, per degli esseri umani miniaturizzati era vasto quanto un pianeta inesplorato, i globuli bianchi e le piastrine diventavano  mostri, il cuore un nemico da evitare.
Ci furono tanti altri viaggi al cinema. Mio padre mi portò a vedere “La guerra dei mondi” che mi terrorizzò tanto che volli andar via prima della fine.. “2001: Odissea nello spazio” (la prima volta che lo vidi non capì nulla.. ed anche ora resta un fantastico film incomprensibile).. “Alien”, altro film bellissimo che mi continua ad oggi a darmi gli incubi.. “Guerre Stellari”.. gli imperi galattici facevano la loro comparsa per la prima volta nel mio mondo, fino ad allora limitato alla singola astronave. Si apriva un universo più vasto. Inizio anche una serie di film con Extraterrestri “buoni” : “E.T.”, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, “Cocoon”, etc.. Scoprì il genere Cyberpunk con “Blade Runner” e “1997: Fuga da New York”.
Nel mondo reale non succedeva niente di tutto questo. A parte il lancio del Viking verso Marte, seguito dai notiziari che mostravano animazioni grafiche accompagnate immancabilmente da “Shine on you crazy diamond”, c’erano le promesse di un progetto di una navicella riutilizzabile (lo Shuttle).
Niente Iperspazio.
Niente Teletrasporto.
Niente pistole laser.
..che delusione.
Il mio viaggio continuava, durante le gite in auto con i miei. Quanti ritorni fatti di notte, sul sedile dietro a guardare le stelle, con la musica dei Rockets (Venus Rapsody, Astrolight, Space Rock, etc…).
Nel 1981 Lucio Dalla, nella sua “Telefonami tra vent’anni”, cantava :”con un salto siamo nel duemila/ alle porte dell’universo”..
Si… magari!
Ricordo un’intervista ad Asimov in TV, dove gli chiedevano di fare una previsione su cosa sarebbe successo alla nostra società ed alla tecnologia nei prossimi anni.. Lui dava delle risposte del tipo :”nel 2010 l’uomo avrà stabilito una base stabile sulla luna ed inizierà l’esplorazione di persona degli altri pianeti del sistema solare.. nel 2030 avremo delle basi su Marte.. nel 2100…etc..” ..ed io mi ritrovai nella più profonda tristezza, sapendo che non avrei mai visto cosa sarebbe successo nel lontano futuro, che non sarei mai andato oltre alla mia vita terrena.
Non saprò mai come andrà a finire, ma posso cercare di immaginarlo..

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