Marvel Cinematic Universe [Recensione]

[attenzione! alto contenuto di spoiler]

Il Marvel Cinematic Universe è una cagata pazzesca!

I 92 minuti di applausi mi sa che me li dovrò fare da solo, sempre che mi rimangano almeno 92 minuti di vita, dopo un’affermazione così forte.
Ma partiamo dal principio, del perchè ho un’opinione così impopolare verso una serie di film che sta facendo record di incassi in tutto il mondo.
I film che narrano le vicende dei supereroi Marvel, li possiamo dividere in 2 categorie: quelli che presentano il supereroe e quelli che portano avanti una storia che coinvolge tutti quanti gli eroi; vi sono ovviamente delle eccezioni ma sono rare (es: “Iron Man 3”, “Captain America: Winter Soldier”), solitamente allo scopo di dare una maggior introspezione ai personaggi e, ovviamente, sbancare il botteghino.

I film che presentano il supereroe, seguono generalmente un filone di trama molto simile:

  • Introduzione al personaggio ed ai suoi “poteri”;
  • Mentre il protagonista impara a conoscere/sviluppa i propri poteri, incontra un “ostacolo”, scopre qualcosa di collaterale e pericoloso su di essi;
  • Il nemico ha poteri analoghi a quelli del protagonista;
  • Durante lo scontro finale, l’”ostacolo” incontrato precedentemente nel film aiuta il protagonista ad avere la meglio sulla propria nemesi.

Un’altra caratteristica che hanno questi film, è che il potere del supereroe sembra essere l’unico potere utile nell’universo, o comunque l’unico che meriti attenzione (in breve, gli altri personaggi degli altri film non vengono quasi mai presi in considerazione se non per dei cameo o dei teaser per il prossimo film).
In breve, questi film sono molto ben fatti, con una buona dose di azione, battute gradevoli, un ritmo che cattura l’attenzione dello spettatore e visivamente molto ben curati; il problema è che tra di loro tendono ad essere ripetitivi e a riproporre le medesime situazioni per cui, dopo averne visti diversi, ammetto che hanno iniziato a suscitarmi noia.

I film che portano avanti una storia e che coinvolgono più di uno o tutti i personaggi presentati nei film che ho catalogato precedentemente (più altri personaggi “secondari” che non hanno avuto, ancora, un film tutto per loro) invece… sono l’apoteosi della stupidità.
Ma facciamo un passo indietro (così mi allontano dalla sorgente di pugni che stanno per arrivarmi e magari ne schivo qualcuno): io amo il fantastico; che sia fantasy, con magie, miti e creature leggendarie, fantascienza in tutte le sue forme, dal “What if…” al cyberpunk alla space opera… eroi, supereroi, soprannaturale… io amo tutto questo; e amo anche i mischioni, il prodotto di orge improbabili tra tutti questi generi.

Il posto migliore dove mischiare i generi

Una cosa importantissima da tenere in considerazione quando si genera un universo fantastico però è che, direttamente o indirettamente, se ne crea anche una logica, una fisica propria di tale realtà fantastica; è importante perché il mondo di fantasia generato funzioni e non diventi una stupidata, mantenersi coerenti alle “leggi” che governano tale universo.

La Grande A’Tuin, la tartaruga che porta sul proprio dorso il Mondo Disco; universo di fantasia perfettamente coerente ideato dallo scrittore Terry Pratchett

E’ su quest’ultimo punto appena esposto, che tutto l’universo Marvel cinematografico crolla e mi delude.
Anzitutto, i poteri degli Avengers sono come i flussi protonici dei Ghostbusters: non vanno mai incrociati.

Come direbbe il buon Egon Spengler: “Mai incrociare i poteri… pardon, i flussi”

In “Captain America: The First Avenger” vediamo il padre di Tony Stark realizzare lo scudo in vibranio di Captain America; in “Avengers: Age of Ultron” invece Tony Stark dimostra di sapere dove potersi procurare il vibranio. Unendo queste due informazioni, sappiamo quindi che Tony Stark conosce sia la tecnologia per lavorare il vibranio, sia parte delle sue caratteristiche, sia dove e come procurarselo: perché nelle innumerevoli armature che si è realizzato, non ve ne è nemmeno mezza che utilizzi gadget in vibranio?
Stessa cosa dicasi di Black Panther, re del paese col popolo Superlativamente Imbecille (altresì noto come Wakanda): costoro hanno tonnellate di vibranio, sanno come lavorarlo, realizzano astronavi e hanno una tecnologia di secoli avanti rispetto a quella odierna, ma l’armatura di Black Panther sia mai che abbia qualche gadget tecnologico utile incorporato (tipo i propulsori o i repulsori di Iron Man); inoltre il popolo Superlativamente Imbecille, quando entra in battaglia e combatte (cosa che lo si vede tanto nel film “Black Panther” quanto nei film “Avengers: Infinity War” e “Avengers: Endgame”), lo fa utilizzando LANCE E SCUDI! Ecco perché li considero imbecillissimi.

L’esercito del Wakanda, pronto ad entrare in battaglia contro mostri alieni, armi al plasma e astronavi

Arriviamo poi all’unione di due dei più grandi cervelloni dell’universo Marvel: Tony Stark e Bruce Banner; costoro sono molto intelligenti, quindi giustamente concepiscono una delle armature più potenti di Iron Man, il cui scopo è… prendere a sberle il proprio compagno degli Avengers, Hulk. Non la utilizzano al posto di Hulk, dato che tale personaggio è poco controllabile e genera molti danni collaterali: noooo, la usano per prendere a sberle Hulk; e Tony Stark la usa SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per quello scopo!

L’Hulkbuster che si scambia una simpatica scazzottata con il proprio compagno Hulk, mentre la nemesi del momento si fa bellamente i fatti propri

Bruce Banner, in “Avengers: Infinity War” ha un incredibile lampo di genio e la utilizza al posto di Hulk. In effetti, se queste sono tra le menti più geniali dell’universo Marvel, non mi stupisce perchè in Wakanda, pur avendo delle astronavi, preferiscano andare a combattere con lance e scudi.
Ci sono poi le incongruenze di poteri, in uno dei pochissimi casi di incrocio dei flussi (o dei poteri): in “Thor: Ragnarok” la nostra bionda divinità perde il martello, distrutto dalla sorella Hela; affranto, ha una visione di suo padre a cui confida che senza il martello è privo dei suoi poteri: Odino gli risponde domandandogli se Thor sia il dio dei martelli e gli spiega che in realtà il potere dei fulmini è insito in Thor e che il martello è solo un mezzo che gli permette di focalizzare e controllare tali poteri. Perchè allora Captain America inizia a tirare fulmini quando impugna il Mjolnir in “Avengers: Endgame”?

Captain America fa il cosplay di Thor

In entrambi gli ultimi film degli Avengers (Avengers: Infinity War” e “Avengers: Endgame”) Bucky Barnes, alias The Winter Soldier, dà una mano ai protagonisti entrando anch’egli in battaglia a uccidere i mostri nemici; lo fa utilizzando un comunissimo fucile d’assalto militare. Ma se le normali armi in dotazione all’esercito sono efficaci contro questi mostri, perchè qualche divisione dell’esercito, della marina e dell’aeronautica non sono mai intervenuti (soprattutto nella battaglia finale di “Avengers: Endgame”) a dare man forte ai vendicatori della Terra? Dopotutto, un’astronave che compare dal nulla ed inizia a sparare contro un’installazione paramilitare, non è che lasci molti dubbi circa lo scopo del suo arrivo.

Bucky Barnes spiega agli altri Avengers che sono degli egocentrici del cetriolo, dimostrando che un buon fucile d’assalto è altrettanto efficace contro gli invasori alieni e che un aiutino da parte dell’esercito non sarebbe stato male

I militari invece decidono di intervenire solo in “The Avengers”, dando il loro prezioso contributo lanciando un missile nucleare su New York: GENIALE! Ah, già, dimenticavo che i due più grandi cervelloni dell’universo hanno creato una delle armi più potenti al solo scopo di mollare schiaffoni al proprio alleato, che tra l’altro è pure l’alter ego di uno di questi cervelloni e pertanto pure masochista.

Inizio quindi a domandarmi perchè Thanos volesse dimezzare la popolazione dell’universo facendo tutto quel casino con le Gemme dell’Infinito: gli sarebbe bastato presentarsi agli Avengers dicendo: “Piacere, sono un super cattivone e voglio fare tanto male” e questi si sarebbero massacrati da soli tra di loro, mentre l’esercito avrebbe eradicato l’umanità a suon di missili nucleari. E questa è la popolazione terrestre, l’unica a cui, stando ai film Marvel, sia fregato qualcosa dello sterminio operato da Thanos, perchè il resto dell’universo se ne è bellamente sfrangiato la ciolla; a quel punto a Thanos sarebbe bastato farsi un paio di giretti su un altro paio di pianeti, dire un paio di cazzate, ed ecco risolto il problema della sovrapopolazione nell’intero universo; altro che Gemme dell’Infinito e minchiate varie.

C’è poi anche da paragonare la potenza dei vari supereroi membri degli Avengers: da un lato abbiamo persone assolutamente normali a parte l’essere delle spie/soldati incredibilmente portate e perfettamente addestrate, come Black Widow e Hawkeye, che combattono la prima con un paio di pistole e qualche gadget fantascientifico sciropposo ma non particolarmente degno di nota, in termini di potenza (non paragonabile all’armatura di Iron Man, per intenderci), quali dei taser e dei mini arpioni con cavo e verricello alla Batman, mentre il secondo con arco, frecce ed una spada (manco di vibranio: se fosse wakandiano, riuscirebbe ad essere lo scemo del villaggio); dall’altro lato della medesima squadra, abbiamo un dio che è in grado di prendersi in fronte un’intera stella e uscirne con qualche contusione ed una prognosi di 30 secondi (Thor nel il film “Avengers: Infinity War”; ok, la stella non l’ha presa proprio in fronte: l’ha presa nel didietro, ma poi le battute si sprecano e l’immagine in sé non è che sia proprio bellissima).

Vegeta commenta la potenza di Thor
Thor mentre si prende un’intera stella nel popò

Insomma, stiamo parlando di una squadra di combattenti (gli Avangers) che ha nel suo organico elementi nemmeno paragonabili tra di loro, di ordini di potenza completamente differenti: un po’ come se volessimo misurare le dimensioni di un quark in Unità Astronomiche. Che supporto potrebbero mai portare persone come Black Widow e Hawkeye in una squadra del genere? Soprattutto il secondo, che non si può nemmeno provare a buttarla su intelligenza, intuito ed inventiva, dato che riesce ad essere più scemo del popolo più scemo di questo universo di scemi (ricordo sempre che uno dei più grandi geni di questo universo ha contribuito a progettare e costruire una delle armature più potenti di Iron Man al solo scopo di farsi prendere a schiaffi).

Vabbè, però Black Widow, interpretata da Scarlett Johansson ha sempre il suo perchè, quindi lei l’accettiamo

Ma parliamo anche di questa umanità sterminata, della popolazione di altri pianeti e galassie in “Avengers: Infinity War”; gli Avengers, negli ultimi due film a loro dedicati, combattono contro Thanos per salvare tutte queste creature, che però sono una presenza totalmente astratta; abbiamo visto tanto nei vari film di Thor, quanto nei due Guardians of the Galaxy, che esistono molte altre civiltà, anche molto tecnologicamente avanzate; nessuna di queste, si preoccupa minimamente di quanto sia successo o di rimediare a ciò: vi è solo un vago accenno nelle parole di Captain Marvel, in “Avengers: Endgame”, che usa la scusa che la popolazione terreste non è stata l’unica colpita dallo schiocco di dita di Thanos per levarsi dalle scatole e comparire magicamente durante la battaglia finale, senza alcuna motivazione per essere lì, per tirare la sua dovuta dose di sberle (che altrimenti sia mai, il pubblico femminista potrebbe indignarsi).

In breve, l’universo per la Marvel è come se non esistesse; ci sono solo gli Avengers, e l’umanità ed altre civiltà su altri pianeti che sono come entità astratte; possiamo pertanto riassumere i film degli Avengers come una riunione condominiale finita a ceffoni molto spettacolari e ad alto budget (per la realizzazione delle scene). La salvezza dell’universo è solo un pretesto per spendere milioni di dollari in effetti speciali per qualche sberla molto colorata: il fatto che venga affermato che l’universo sia in pericolo NON rende il tutto più epico, ma solo più stupido, se poi quel resto dell’universo è pressochè inesistente.

Thanos con il suo esercito, tutti pronti a combattere all’arma bianca, nonostante le armi ipertecnologiche di cui dispongono; quanto ci metterà a distruggere la Terra a picconate?

Tra l’altro, il minacciare di distruggere un pianeta, come fa Thanos in “Avengers: Endgame” e poi mettere in campo una serie di bestie che tirano ruggiti e zampate, fa solo ridere, dato che sono ben lontani dall’essere una minaccia per un pianeta, per quanto brutte tali bestie possano essere; la Morte Nera nella saga di Star Wars era una minaccia per un pianeta: l’abbiamo vista distruggere Alderaan con il suo cannone; non lo è sicuramente una bestia alta due metri che sa solo sbavare, ruggire e tirare pugni.

La Morte Nera in un tutorial su come si distruggono i pianeti

Il tormentone del dominare o distruggere pianeti utilizzando solo armi bianche è un tema piuttosto ricorrente nell’universo Marvel, dato che lo si vede anche nei primi due film dedicati a Thor (“Thor” e “Thor: The Dark World”), dove appunto il nostro divino biondo va in giro per l’universo con la sua squadra a esportare democrazia… ehm riportare ordine e legge, a suon di colpi di martello, mentre i suoi compari asgardiani utilizzano spade, scudi, mazze, archi e frecce contro avversari equipaggiati allo stesso modo; interi pianeti, ripeto INTERI PIANETI liberati, sottomessi o riportati all’ordine, a suon di mazzate: è semplicemente ridicolo, da qualunque punto di vista lo si guardi.

Thor mentre combatte con la sua squadra per portare democrazia su di un pianeta (da “Thor: The Dark World”)
L’arma definitiva per distruggere pianeti nell’universo Marvel: il piccone!

A questo punto, decisamente meglio le scazzottate di “Altrimenti ci Arrabbiamo!”, il cui pretesto è una più semplice dune buggy rossa con cappottino giallo: certo, altri tempi, altro budget, altri effetti speciali, ma più coerenza e più senso.

L’unica ottima ragione per lasciarsi andare ad una scazzottata epica
Niente fronzoli colorati, ma il divertimento non manca
Un’epica battaglia

Ready Player One

 

A proposito di “Futuribile” più che di pura Sci-Fi…il mondo distopico presentato da Ernest Cline nella sua visione di sviluppo umano potrebbe essere molto “reale” nel 2045, sovrappopolazione, inquinamento, sfaldamento sociale, sfruttamento sconsiderato delle risorse…lo hanno reso decadente e invivibile. Un possibile genio visionario (James Halliday) ne fornisce una soluzione dal suo punto di vista. Progetta e costruisce OASIS, un mondo (meglio dire un insieme di mondi) virtuale in cui ogni individuo possa evadere e/o persino vivere una vita parallela a quella reale…

L’adattamento cinematografico del grande Steven Spielberg ne fa uno dei migliori film di recente produzione. Non che la mia opinione conti più dei 2 centesimi con cui posso contribuire, ma devo confessare di essere stato spettatore appagato dal grande numero di citazioni per la cinematografia, videogames, discografia in salsa anni ’80 (mitica!).

Lo stesso film nella sua interezza è un richiamo alla più recente trilogia (rispetto agli ’80) di quella leggendaria Matrix ma senza la solita componente bellicosa tra umani e macchine (filone narrativo ormai ritrito centinaia di volte). Fenomenali gli inserimenti di alcuni frammenti di Shining, l’utilizzo della Delorean, il Gigante di ferro, Gundam, mitico il “pianeta Doom” e centinaia di altri camei, citazioni, richiami, mi viene in mente che lo stesso easter egg (il premio supremo) in alcune rappresentazioni mi riportava al vecchio Alien se non fosse per quella “simpatica” simulazione della scena di Alien che esce fuori dal torace dell’ospite…

Benchè io non sia un amante sfegatato di tutte le Opere di Spielberg, il suo particolare stile di regia rende questo film godibile anche ai nati molto dopo gli anni ’80, e anche a chi non è amante del genere Sci-Fi, e nel sottofondo un corredo di pesanti messaggi da intuire e di valori invariabili nel tempo da custodire gelosamente (per mia personale considerazione, valori sempre meno apprezzati dalle nuove generazioni…).

Il mio consiglio è quello di andare a vederlo perché ne vale la pena, commentate pure liberamente!

Ghost in the Shell: il Film [Recensione]

Era da un po’ che non riuscivo ad andare al cinema per qualche filmetto di Fatanscienza ma nei giorni scorsi sono riuscito a trovare il tempo: a dire il vero ero indeciso se vedere Life o Ghost in the Shell… alla fine la mai passione per il Giappone e per l’anime in questione l’ha avuta vinta. Ed eccomi così a parlarvi della trasposizione cinematografica del famoso Manga (prima) e anime (poi nel 1995) di Masamune Shirow. Anche il fatto di avere l’opportunità di vedere il film in IMAX mi ha dato un incentivo in più: di solito l’effetto WOW è garantito!

C’è ancora qualcuno che non conosce Ghost in the Shell? beh con questo film avrete tutte le risposte che nel manga/anime erano solo nel vostro immaginario! e anche troppo! il Film in versione Fanta-supereroi-americani vi spiattella tutto fin dall’inizio e addio immaginazione che tanto ci aveva affascinato in passato. Eh sì, perché c’è un motivo per il quale Ghost in the Shell (assieme ad Akira, e per la TV, Neon Genesis Evangelion) è considerato l’esponente più rappresentativo di una certa era dell’anime nipponico, nonché di un modo di trattare i temi della fantascienza animistica. Ed è proprio questo stile narrativo giapponese che amiamo tanto perché lascia ampio margine di interpretazione, suggerendo le trame senza spiegarle fino in fondo. Ingarbugliati, spesso poco chiari e di forte impatto visivo, piuttosto che attenti alla chiarezza narrativa, questi film/serie sono le punte massime di un cinema misterioso che evoca più che narrare linearmente. Qui non si evoca invece proprio nulla ma si dà largo spazio all’immagine spettacolarizzata e all’azione (neanche troppo frenetica)

Invece mentre guardavo l’originale Ghost in the Shell e lo stesso Blade Runner (due opere fondamentali del genere cyberpunk tra gli anni ’80 e ’90) immaginavo (devo ammettere un po’ terrorizzato) il futuro e mi chiedevo se il ventunesimo secolo sarebbe stato come quello grigio e “malandato” dipinto da molta della narrativa di fantascienza. (Ma per fortuna un po’ di positività mi arrivava dal futuro descritto in Star Trek). Ora che siamo giunti al 2017, il cinema di stampo statunitense ci fa guardare indietro sull’onda di quel fenomeno nostalgia che porta a riproporre franchise di successo in assenza di nuove idee. Infatti, proprio quest’anno, quei due capolavori di fantascienza tornano sul grande schermo. In attesa del sequel di Blade Runner, in arrivo il prossimo autunno, il manga di Masamune Shirow, già trasposto nel sontuoso film d’animazione di Mamoru Oshii, diventa appunto un live-action ma le tematiche filosofiche e metafisiche dell’opera originale si perdono completamente e ci si conforma alle convenzioni più dozzinali del cinema d’intrattenimento per un pubblico generalista.

Per chi non ne sapesse nulla di questo genere fantascientifico: vi troverete immersi in un futuro non troppo lontano dove gli impianti cibernetici che amplificano le capacità umane sono ormai la prassi. In questo Ghost in the Shell, Il Maggiore Mira Killian è un cyborg fornito di un cervello umano anziché di un’intelligenza artificiale, singolare risultato di un esperimento della Hanka Robotics (e quindi munita di uno spirito chiamato “Ghost”). Mira collabora con la task force della Sezione 9, un’agenzia che combatte il cyberterrorismo, e dà la caccia al misterioso Kuze, un hacker che prende di mira tutti coloro che sono coinvolti nel Progetto 2501.
Inoltre quasi tutti gli abitanti di questo futuro sono “aumentati” con componenti cibernetiche (ma non si capisce perché mai queste componenti dovrebbero essere così visivamente invasive?!) ma il Maggiore, in mezzo a tutti, è un essere unico e come tale solo! Essa è anche l’unica a soffrire di allucinazioni… ma non vi dirò altro altrimenti vi svelerei quel poco che resta della vostra immaginazione! Comunque l’intera trama è incentrata su due aspetti. Da un lato essa si concentra sulla ricerca della protagonista del suo passato dimenticato (da cui appunto le allucinazioni). Dall’altro, e qui si semplifica ancora eccessivamente il messaggio dell’opera originale, si riduce tutto all’idea che la sostituzione dei corpi umani con shell artificiali sia un male.. (paura più che motivata negli anni 80-90… ora forse un po’ meno).. In definitiva si riprende parte dalla traccia del film del ’95, tentando invano di rendere la vicenda imprevedibile anche per gli appassionati, ma si tratta dell’ennesima storia delle origini dell’eroina di turno con un arco narrativo che a qualcuno potrebbe ricordare anche RoboCop…

Riguardo all’ambientazione diamo per scontato che si tratti di Tokyo così come lo è stato per il manga/anime e il film fa un lavoro notevole nella creazione della metropoli futuristica. E’ umida e grigia, vagamente retrofuturistica, nonostante lo sfarfallio eccessivo di realtà aumentata, ricordandoci vagamente Blade Runner. Direi che il fascino del disegno animato resta inarrivabile ma è stato fatto un lavoro enorme per riprodurre la stessa visione: la Tokyo del futuro, perde la decadenza e la tangibilità della versione originale divenendo una cacofonia kitsch di ologrammi pubblicitari in realtà aumentata che sembra voler rifare il verso più al sopracitato film di Ridley Scott che all’apparato visivo del manga-anime.

Il film ha anche dovuto affrontare la spinosa controversia sul whitewashing per la scelta di affidare a Scarlett Johansson il ruolo della protagonista, Motoko Kusanagi, qui ribattezzata Mira Killian. Siamo anche disposti a passare sopra al discorso etnico, in fin dei conti si tratta di un cyborg dall’aspetto sintetico, se non fosse che il whitewashing invade anche la trama relativa al background della protagonista. Potremmo definirlo un meta-whitewashing! Ma personalmente lo posso perdonare solo perché la Johansson è una delle attrici più pagate (nonché più belle) di Hollywood ed è ovvio che garantisce da sola ritorni importanti al botteghino. Molti la hanno ritenuta fisicamente inappropriata al ruolo ma io mi chiedo chi lo sarebbe stata per avvicinarsi alle proporzioni irreali dell’androide originale? Invece io ritengo che non sia affatto semplice interpretare un ruolo del genere: riuscire a essere gelida come un robot ma al tempo stesso esprimere un certo malessere interiore non è cosa da poco…

Per quanto riguarda invece il rendering grafico delle parti cibernetiche sono davvero poche le critiche che si possono muovere. Non vi è alcuna percezione di stacco tra gli elementi reali e quelli in computer grafica. Bellissimo il concept della Geisha-robot, felice coniugazione di robotica e tradizione.

Anche la caratterizzazione grafica dei personaggi risulta essere di alto profilo: la fantasia mostrata sugli impianti cibernetici è molto ampia… Forse però c’è da chiedersi perché in tutta questa fantasia di grafica e colori sfavillante, abbiano usato 2 tappi neri come occhi del (ben caratterizzato) Batou: ok che il suo personaggio originale era così ma il tutto stona in un contesto così rimodernizzato…. Molto belli poi i mezzi di trasporto, mantengono un certo stile retrò/spigoloso/aerodinamico pur con una veste moderna anche se  il mecha-design del blindo-ragno, perde la mobilità del concept originario e assomiglia a uno stile più vicino a Metal Gear.

I dialoghi tra le parti sono purtroppo alquanto ripetitivi e monotoni ma la fanno da padrone le buone scene d’azione a risvegliare l’interesse e l’effetto 3D dell’IMAX è usato con grande effetto e mi fa restare sempre vigile sulle immagini più che sulla trama.

D’altra parte, alcune immagini sono molto belle e richiamano fortemente la versione animata… tuttavia sono mostrate di fretta e senza l’enfasi che meriterebbero, come se si avesse paura di rallentare il ritmo e disturbare il pubblico moderno… Un esempio su tutti è la scena finale che è pressochè identica all’originale, dove si mette in scena la forza di volontà umana capace di travalicare un corpo disumano, spingendolo al massimo, fino a gonfiarlo e sventrarlo per mostrare tutta la propria determinazione… Questa scena così epica e emotivamente forte nell’originale passa qui invece quasi senza lasciare traccia nella nostra mente…

Insomma per dare un giudizio su una trasposizione cinematografica di un fumetto (o di una serie), va tenuto sempre tenere conto che si devono comprimere i contenuti  in due ore. Nel film Ghost in the Shell, questa compressione ha purtroppo (come immaginavo già prima della visione stessa) svilito lo spessore e la profondità del lavoro di Shirow. Esigenze di mercato impongono che il messaggio sia diluito per abbracciare la più grande fetta di pubblico possibile tuttavia se questo era l’intento credo si abbia comunque fatto un discreto lavoro. Nota positiva sui titoli di coda potrete riascoltare la colonna sonora originale dell’anime: una goduria per i sensi!

Ghost in the Shell risulta essere un film comunque godibile solo se non si conosce il manga e il successivo anime. Se invece l’opera originale è nota, il film vi lascerà con un grosso nodo alla gola e l’amaro in bocca! (e mi limito a questo) Tuttavia per i più giovani che non conoscono l’opera originale può anche essere un ottimo incentivo per conoscere successivamente meglio le sue straordinarie origini.

Vi lascio col trailer del film in italiano… a presto!

Star Trek: Enterprise Blu-ray [Recensione]

Enterprise è la quinta serie (in ordine di uscita) basata su Star Trek, esordì nel 2001 in USA sul network UPN, per sole (purtroppo) 4 stagioni, e terminò nel 2005.

ENTERPRISE

Semplicemente Enterprise, questa è la nomenclatura ufficiale della serie nelle prime due stagioni, ambientata circa un secolo prima della Serie Classica.

Cover Stagione-Uno

“Le prime due  stagioni contengono 26 episodi, compreso il “Pilota”, mentre la stagione tre ha 24 episodi e la quattro 22″

Stagione UNO-DUE

Extra:

L’edizione Blu-ray contiene svariati nuovi Extra in HD, oltre quelli della versione DVD, come consuetudine non sono doppiati, ma sono sottotitolati in italiano.

Stagione 1

• Arrivare coraggiosamente – Il varo di Enterprise: Un nuovo documentario in 3 parti che comprende interviste inedite al cast e ai produttori, immagini d’epoca dietro le quinte e molto altro! (HD)

• Conversazione: Rick Berman e Brannon Braga concedono una nuova intervista onesta e schietta. (HD)

• Sul Set – Star Trek: Enterprise: Prodotto per la TV, questo documentario che segue da vicino la produzione di un episodio.

• Nuovi commenti del cast e dei produttori in alcuni episodi selezionati! (Qui non sono disponibili i sottotitoli in italiano)

• Scene eliminate e Gag sul set (le mie preferite!)

Stagione 2

• Enterprise: Territorio inesplorato: Un nuovo documentario in 3 parti esplora l’evoluzione e le sfide della seconda stagione. Con interviste inedite al cast e ai produttori (HD)

• Conversazione: Il primo equipaggio: Tutti e 7 i membri del cast regolare in uno storico incontro con Brannon Braga (HD)

• Nuovi commenti del cast e dei produttori in alcuni episodi selezionati! (Anche qui non sono disponibili i sottotitoli in italiano)

• Scene eliminate e Gag sul set

•  Vari Extra gia presenti nella 1versione DVD

 

Audio:

Inglese in 5.1 DTS-HD, Italiano e Tedesco in 5.1 , mentre Francese Spagnolo e Giapponese in stereo surround

Video:

La Serie è stata girata in 16:9 in HD (digitale), pertanto l’upscale in 1080p mostra i suoi limiti, la verrà pecca a mio parere, sono gli effetti grafici identici alla versione DVD, se inserivano modelli più dettagliati con effetti moderni, sarebbe stato semplicemente fantastico.

Involucro:

Queste due versioni di enterprise sono dotate di una sovracopertura in cartoncino, come per The Next Generation , con la differenza che son fatte molto meglio, oltre ad aver effetti luminosi da riflesso, i personaggi e i vari oggetti hanno spessore così da aumentarne la qualità estetica, ottima al tatto.

Foto scattata con flash per far notare i dettagli sopracitati

Stagione TRE-QUATTRO 

Bhè cosa dire, queste due stagioni contengono solo le puntate!

Nessun extra neanche quelli presenti nei DVD, impossibile cambiare lingua senza ricominciare la puntata, menù scialbo…E niente sovracopertura in cartoncino.

Secondo le fonti, tutto a causa delle scarse vendite, vendute al D1 sulle 50€ ….

Verdetto:

L’edizione Blu-ray italiana di enterprise complessivamente è un Epic Fail clamoroso se analizziamo il tutto.

Vendute a prezzi folli manco fossero racchiuse tutte in un unico pacchetto. Mentre le prime due stagioni sono perfette a livello di extra e cover, le ultime due stagioni bellissime dal lato episodistico, sono pessime (a dir poco) a livello di contenuti. Personalmente trovo questa trovata della Universal Italia (la distributrice di ENT in Italia) una grossa fregatura per i consumatori, e soprattutto per i fan della fantastica serie Enterprise.

Per chi ha intenzione di comprare la versione Blu-ray di enterprise, consiglio di aspettare, poiché in USA tra qualche mese uscirà la versione completa, un cofanetto contenente tutte le quattro serie più extra, pertanto, nonostante non ne abbia la certezza assoluta, ci sono buone possibilità che esca in Italia.

Passengers [Recensione]

Rieccoci tornati su questi schermi dopo le scorpacciate natalizie… e, a proposito, colgo l’occasione per augurare Buon Anno a tutti i nostri lettori.

Tuttavia noi Spacejokers non siamo mai fermi e abbiamo approfittato di qualche giorni di meritata vacanza interstellare per andare al cinema. Tuttavia, come saprà bene chi mi segue, non sono un’amante di Star Wars e quindi non ve ne parlerò… invece sono andato a guardare Passengers. Annunciato come Blockbuster d’autore natalizio, ma stroncato dalla critica, ero curioso di vederlo con i miei occhi non offuscati da opinioni esterne.

Come di consueto, eviterò di riportare Spoiler importanti sugli avvenimenti della trama ma nel caso che avessi il bisogno di farne, vi avviserò per tempo e la parte in questione sarà evidenziata in colore azzurro.

Il primo Spoiler che mi sento di fare è nei confronti del Trailer: quindi questa parte vi consiglio di leggerla ad ogni modo poiché vi permetterà di capire se è un film che fa per voi oppure no: in pratica il film non viene promosso nel trailer e nei poster per come poi è realmente! In questi, da sempre, si tende a dare una versione più commerciale (ahimè!) possibile del film. Stavolta esiste una differenza clamorosa che mi sembra importante spiegare anche se implica quasi rivelare il finale della storia…. (ma tranquilli non lo farò!)
In pratica, il trailer completo spiega più o meno la storia per come è ma alla fine su schermo nero si sente la voce del protagonista maschile Chris Pratt affermare che i due sono stati risvegliati per una ragione. Messo lì, alla fine, il dettaglio è fondamentale perché dà al film un tono avventuroso, implica un nemico o un complotto, implica la lotta contro qualcuno o qualcosa, un mistero da svelare, un piano ordito, insomma l’avventura classica. Niente di tutto ciò. Quella frase non è presente e nemmeno quel concetto. È un’invenzione del trailer che non ha nessun legame e nessun contatto con quello che il film è realmente. (qui di seguito il trailer “incriminato”)

Fatta questa premessa, è difficile imbrigliare la pellicola come puro film di fantascienza: poiché da un lato il film ha ambizioni “esistenziali” riguardanti le complessità del vivere umano, combattuto tra il proprio essere indipendente e solo, e il suo istinto di animale sociale; Dall’altro il romanzo fatto di aneliti, amplessi, conflitti e riappacificazioni tra uomo e donna. Molti critici hanno evidenziato in questo un perfetto dualismo che riporta a film del calibro di Gravity, e dall’altro di Titanic. Il dualismo continua poi con da un lato l’uomo (Chris Pratt appunto), dall’altro la donna (e che donna! Jennifer Lawrence); da un lato il meccanico che sa costruire e aggiustare tutto con le mani, dall’altro la scrittrice che pensa, interpreta, immagina, racconta. Tutto questo viene ambientato nello spazio profondo su una nave stellare (che sembra quasi più una base spaziale) con aree rotanti falciformi: il design della nave (chiamata Avalon) mi è parso abbastanza inconsueto per l’estetica esterna mentre si sposa poco con la pulizia delle forme e gli interni chic-minimal in stile Wall-è.

il salone super lusso della astronave Avalon

la progettazione esterna dell’astronave Avalon

Il film si muove inizialmente come una commedia romantica, a dire il vero piuttosto lentamente, e ha quindi l’andamento classico della storie d’amore, dall’euforia iniziale alla fase di stanchezza, alla rottura intermedia e ai necessari conflitti fino alla creazione di un equilibrio con il quale convivere. E così Passengers mette due personaggi nel posto più assurdo (in viaggio verso un nuovo pianeta da colonizzare) e poggia tutta l’umanità sulle loro spalle (i due si sono svegliati mentre gli altri dormono un sonno criogenico per altri 90 anni).

Della fantascienza a cui siamo abituati quindi ci resta solo l’ambientazione e le scene di azione, il succo della storia è invece attorno a un uomo solo, abbandonato, come chiunque desideri una storia d’amore senza trovarla, disposto a tutto per averne… e qui non aggiungo altro per non spoilerare troppo…. E in questo Passengers non è niente male, è molto in linea con la “nuova” fantascienza (priva di nemici e avventure nel senso classico, ma densa dell’ansia di scoperta di qualcosa di nuovo), porta avanti il suo non-intreccio (di fatto non accade niente di cui non si possa già immaginare poi) per tre quarti del lungometraggio con grande abilità e sviluppando un interesse potentissimo per i corpi e il loro contatto. Il film non mostra niente ma lavora tantissimo nel rendere sublime il desiderio (ovvero la sua assenza), sulla presenza carnale di due esseri umani davanti all’obiettivo che non potranno che finire insieme, e sembrano saperlo tanto quanto il pubblico nonostante il continuo rimandare.

Ovviamente nel finale la parte d’azione ha il sopravvento mostrando il terribile disastro imminente (e in questo c’è un po’ di Titanic), il tutto condito dalla fobia (quella vista in Gravity) di essere persi per sempre nello spazio alla deriva. È lì però che qualcosa si rompe: l’avventura è condotta su binari poco plausibili utilizzando espedienti a dir poco incredibili più che fantascientifici… (Spoiler: tute spaziali che resistono alla temperatura di un motore a fusione, portelloni manuali proprio davanti allo scarico dei reattori, lanci nello spazio con traiettorie precise grazie alla propria spinta con le gambe, cavi presi alla cieca…). Peccato! I buoni presupposti sono stati immediatamente cancellati da soluzioni della trama alquanto tirate per i capelli (Spoiler: possibile che il sistema di diagnostica della nave, al primo guasto serio, non avvisi nessuno dell’equipaggio svegliandolo dall’ibernazione?!) …e così Passengers si affretta a finire in una chiusa improvvisa e priva di soddisfazione o di sorpresa… senza dare quindi un senso o una morale.

In definitiva un film godibile, ma non aspettatevi di uscirne particolarmente soddisfatti per il prezzo del biglietto speso… Anzi, mi scuso, un buon motivo per vederlo resta a noi maschietti per vedere la bella Jennifer Lawrence sempre con un trucco impeccabile e in costume da bagno! 🙂

 

 

Fantascienza & Horror: Dead Space

Le opere horror maggiormente di fantascienza, cercano spesso il contesto spaziale come ambientazione. Sarà che nessuno può sentirti nello spazio siderale o che le ambientazioni claustrofobiche delle astronavi danneggiate inquietino più paura, sta il fatto che per la maggior parte dei casi sono un successo!

Oggi infatti voglio parlarvi proprio di un titolo di successo, non tanto commerciale, ma per i suoi fan una vera perla di videogioco!

Oramai lo conoscete tutti il suo nome è: Dead Space

 dead-space-splashUscito nel lontano 2008, questo titolo rivoluzionò il genere horror spaziale.

Gli sviluppatori basandosi su tre film di successo quali: Alien, Event Horizon (punto di non ritorno), e La cosa.

Sono riusciti a cogliere il meglio di questi, riuscendo a mixarli in un unico videogioco, creando un mix particolare dal sapore molto dolce….

Non voglio soffermarmi tanto sulla trama, che, tranne per la semplice premessa è tutta da scoprire. Questo trailer riassuntivo (presente nel gioco Dead Space 2) vi darà un infarinatura sul mondo di gioco e il personaggio, con qualche mini Spoiler sul primo Dead Space….

Una curiosità sul personaggio….

L’ingegnere Isaac Clarke, il cui nome deriva da Isaac Asimov e Arthur C Clarke (grandi scrittori di fantascienza), è un membro della CEC società proprietaria della USC Ishimura, per tutto il primo titolo, non dirà una parola! Si limiterà a urlare quando è sotto attacco, o quando viene sballottato…. da qualche grossa creatura……..

Quindi cosa rende questo Dead Space una perla?

Gameplay

Partiamo con ordine, è un gioco in 3° persona , svolgeremo i nostri compiti in varie zone del famoso planet cracker Ishimura, esplorabili in modo limitato fino ai punti missione, e cambieremo settore man mano che andremo avanti nella storia, tramite un sistema di navette automatizzate. Il gioco non dispone di auto-salvataggio, infatti per salvare i progressi dovremmo recarci in appositi punti (anche segnati sulla mappa). Una delle feature più originali nel gioco è, l’assenza di alcun tipo di HUD infatti, possiamo trovare tutte le nostre informazioni guardando semplicemente la tuta.

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Barra della salute posta sulla schiena di Isaac, in varie percentuali

Dalla salute come da immagine , fino alle altre funzionalità della tuta, chiamata Resource Integration Gear (di cui parlerò sotto), quali:

Mappa del settore, inventario, obbiettivi attuali, ossigeno rimanente, potenza del nucleo di stasi,e vari textlog-audiolog-videolog (collezionabili da trovare all’interno della nave, per capire le varie storie dell’equipaggio della USG Ishimura)

Sono visualizzabili senza alcuna pausa nel gioco! Essendo ologrammi interattivi…Mentre a volte se non ripuliamo bene la zona, capita di essere sorpresi da Necromorfi mentre smanettiamo con le funzionalità del RIG!

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Inventario

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Anche la strada per il nostro obbiettivo è in game senza pause

 

Tutto questo per non dare tregua al giocatore.

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Isaac grazie alla sua tuta a due importanti abilità

  • Forza cinetica: grazie ad un apposito modulo, che verrà dato al giocatore nelle fasi iniziali del gioco, potete muovere qualsiasi oggetto nel mondo di gioco, per aprirvi la strada da ostacoli, muovere e posizionare oggetti relativi alla missione, o addirittura uccidere nemici lanciandoci contro i loro stessi arti, o oggetti.
  • Modulo di Stasi: la stasi permette di rallentare i movimenti di un oggetto/nemico, inutile dire quanto sia utile contro nemici numerosi o duri, a volte è indispensabile per compiere degli obbiettivi
  • Entrambi utilizzabili, mirando e premendo rispettivamente i loro tasti predefiniti.

Molte volte ci troveremo in ambienti senza gravità, ovvero a 0g: nel primo Dead Space questi ambienti sono abbastanza “scomodi” poiché non si può fluttuare al suo interno (come nel 2-3° capitolo), ma si possono effettuare solo dei salti da parete a parete, e una volta raggiunta l’altra parte, il senso di disorientamento è molto alto.

Come se non bastasse avremo modo di trovarci nel vuoto siderale, e oltre ad affrontare i Necromorfi avremo un altro nemico…. L’ossigeno, si può ricaricare attraverso delle piattaforme di ricarica, ricariche portatili, o rientrando in un ambiente pressurizzato.

Spesso ambienti 0g sono anche senza ossigeno insomma doppia difficoltà, vista l’assenza di ossigeno armi come il lanciafiamme non funzionano 😉


Le armi non hanno munizioni universali, queste insieme alle tute, kit medici/stasi o ricariche di ossigeno,  si possono comprare nei vari negozi presenti nella nave, usando crediti, o trovarle in vari recipienti, le tute e le armi sotto forma di progetti da realizzare in negozio.

Visto lo spazio limitato nell’inventario, sopratutto con le tute iniziali, nel negozio è presente la funzione “cassaforte”, dove è possibile depositare i vari oggetti, per poi riprenderli successivamente.

Inoltre le armi e il RIG sono potenziabili , attraverso un apposito banco, spendendo dei nodi energetici potete aumentare le varie caratteristiche (capacità, danni, ecc ecc). I nodi energetici come consuetudine si possono comprare, o trovare in contenitori speciali, spesso nascosti.

A volte si può sacrificare un nodo energetico, “spendendolo” per entrare in stanze ricche di munizioni e magari qualche progetto. Ebbene si a volte si può trovare anche un nodo energetico! (consiglio quindi di portarne sempre uno)

La dinamica di combattimento è basata, su 3 tipologie di attacco

  1. Tasto sinistro del mouse:Attacco Corpo-Corpo usando la propria arma come “pugno”
  2. Spazio: usando la barra spaziatrice potremo calpestare gli oggetti sottostanti,nemici in primis, o per rompere recipienti contenenti oggetti.
  3. Tasto destro del mouse: permette di mirare con l’arma, in contemporanea premendo il tasto sinistro si fa fuoco, mentre premendo spazio si può utilizzare la modalità secondaria dell’arma. Inoltre è possibile usare i moduli cinetico/stasi, tramite i pulsanti predefiniti.

A differenza di molti giochi, il “mirino” non è fisso su schermo, come siamo abituati con la famosa crocetta a metà schermo,  ma le armi proietteranno dei fasci laser blu, e con questi potremo mirare. (nel 2-3° si può attivare il mirino centrale, sotto forma di puntini)

Mostri

necron

Ci sono vari tipi di necromorfi, pochi di loro sono veri alieni, la maggior parte sono umani trasformati, il modo più veloce per ucciderli, è smembrare i loro arti, visto che sparandoli in punti standard sono estremamente resistenti ai danni!

Per chi ancora non ha giocato Dead Space, consiglio di scoprire di per se le varie tipologie, sono sorprendenti, quindi non spoilerò (per i pochi).

Componente Horror

Come molti giochi horror i mostri, in questo caso i necromorfi, usciranno in maniera scriptata, da condotte dell’aerazione, porte, e vari altri sistemi. Questo metodo è estremamente efficace, sopratutto durante la prima run!

Il gioco è estremamente violento, non che volevamo altro (non siamo mica in Germania, dove censurano la maggior parte dei VG violenti), le amputazioni sono all’ordine del giorno, aspettatevi di tutto. Mentre gli ambienti della nave sono molto riusciti, sangue e graffi ovunque, oltre a segni particolari spesso scritti con sangue, di cui se non sono scritte in inglese, sono segni in cui corrisponde un vero alfabeto!

unitology-font

L’alfabeto unitology ha anche una sua app (amatoriale) per tradurne facilmente il significato

ma non solo, ci sono zone dove è presente biomassa e non si può correre, creando non pochi scompigli! Quando si hanno nemici alle calcagna. Per quanto riguarda il comparto audio, feature fondamentale in questo tipo di gioco, è da 10 e lode, i passi della pesante tuta e Il respiro di Isaac aiutano molto a creare la giusta atmosfera. Il gioco non presenta un semplice spara-corri e bye bye, a volte dovremo risolvere enigmi, e anche di fretta, o utilizzare sistemi specifici come cannoni anti asteroide (insomma un mini-gioco nel gioco).

La trama è molto articolata, per comprenderla appieno dovrete probabilmente rigiocare il gioco più volte e prendere la maggior parte dei collezionabili, o leggere semplicemente su Wikipedia 🙂 . Conoscerete ben presto gente svitata capace di venerare l’impossibile, la chiesa di Unitology……

In sintesi

Il gioco sopratutto durante la prima run, oltre ad essere un buon diuretico 🙂 , è estremamente spaventoso, non è un semplice jump scare, ma inquieta ansia e terrore. La trama è avvincente, quindi scorrerà senza problemi, e anzi non vedrete l’ora di proseguire! Nonostante la grafica un po’ datata, è perfettamente giocabile, pertanto consiglio di settare la grafica al max sopratutto il v-sync, anche per questioni di gameplay…. è presente un comparto audio da 10, non aspettatevi colonne sonore, solo effetti.

Io lo giocai al D1, nel 2008, nonostante andassi ancora alle scuole medie, con uno o due capitoli al giorno sono riuscito a finirlo senza problemi, quindi credo che chiunque sia capace di concludere questa avventura epica! Ad oggi grazie a nuova partita (che permette di riavere gli item della partita precedente) lo ho già finito un 5 volte su per giù.

E ricordatevi i film avanzano, mente i giochi se non superate le paure… Potrete restarne fermi….. 🙂


 

Il gioco attualmente è in vendita su instant gaming (sito molto sicuro ed economico) a poco più di 2€

Potete comprarlo li, o dai canali ufficiali dai 4-8€,  e attivare il codice su origin (il client EAgames)

Fatemi sapere come andrà la vostra avventura a bordo della USG Ishimura.

Verdetto: Non giocarlo è un reato!

Star Trek Beyond [Recensione]

Finalmente ieri sera gli SpaceJokers al completo [CMDR Nijal … bella forza, siamo in 2..] si sono dati appuntamento per la visione di Star Trek Beyond all’Arcadia di Melzo… e all’uscita già stavamo commentando e “litigando” su come impostare questa recensione… Non è affatto facile quando devi mettere assieme più punti di vista e trovare un accordo sui punti in comune.. Inizierò io, CMDR Wolf974, dopo aver letto altre autorevoli recensioni e apportando le mie opinioni a cui seguiranno anche i commenti (inutili! :D) di Nijal… [CMDR Nijal …va ciapà i rat]

Prima di iniziare una piccola nota: Nella recensione sono presenti dei piccoli Spoiler della trama. Renderò queste parti in testo blu in modo che chi non abbia ancora visto il film non si rovini la visione…

“Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi dell’astronave Enterprise. Diretta all’esplorazione di nuovi mondi. Alla ricerca di altre forma di vita e di civiltà. Per arrivare (coraggiosamente) là dove nessun uomo è mai giunto prima”.

Questa era, con qualche variante, la traduzione italiana della mitica frase introduttiva della serie classica di Star Trek (e poi della Next Generation), ripresa anche in molti dei film della serie. È questa frase che ha fatto innamorare noi e milioni di altre persone nel mondo dal 1966 [CMDR Nijal Non eri ancora nato! ] ai giorni nostri, prima attraverso i telefilm, poi coi libri, i cartoni animati, i film e il merchandising che hanno ampliato e arricchito questo universo illustrando la filosofia open-minded, accogliente e pacifista di Gene Roddenberry, che gli eredi hanno cercato in qualche modo di mantenere dopo la sua scomparsa. (qualcuno ce l’ha fatta altri un po’ meno…)

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Ricordiamo infatti che Star Trek è stata la Prima serie al mondo a presentare, in un ruolo importante, una donna di colore e un russo (ai tempi della Guerra Fredda e prima dell’assassinio di Martin Luther King, che si espresse in merito in termini positivi) e a mostrare il primo bacio interrazziale nella storia della televisione (tra Uhura e Kirk), Star Trek ha sempre rappresentato il volto democratico, ottimista e umanista della fantascienza, espresso dalle storie raccontate e dalle interazioni tra i personaggi. In netto contrasto con la politica interventista statunitense, la prima direttiva della Federazione dei Pianeti Uniti impone agli equipaggi in missione esplorativa di non interferire con le culture aliene, soprattutto se meno progredite, ma dà al tempo stesso loro l’incarico di prestare aiuto ai deboli in difficoltà, il che richiede a volte quella forzatura delle regole in cui l’astuto Kirk (e poi Picard) è maestro.. Nel primo reboot del 2009, J.J. Abrams ha preso l’incarico di far ripartire la vecchia Enterprise con un un equipaggio che sostituisse i vecchi attori in nuove avventure mai viste… e qui i fan di tutto il mondo hanno iniziato a storcere il naso: la critica mossa da molti era la mancanza di uno spessore e di un’etica forte dando invece maggiore risalto all’azione pura per accontentare le nuove generazioni di spettatori… Purtroppo da una parte si è creata una sorta di rottura con i fan di vecchia data pur non riuscendo del tutto ad avvicinare i giovani al franchise di Star Trek… Certo gli ascolti al cinema gli hanno dato in parte ragione ma credo che Star Trek si meriti molto di più per quello che ha dato (e darà ancora proprio nel 2017) alla TV e al cinema.

Poi, J.J., come tutti sanno, è stato richiamato dal lato oscuro della forza per dedicarsi a Star Wars e qui è rimasto solo come produttore esecutivo… ha quindi affidato la regia a Justin Lin per questo terzo capitolo, regista noto per un’altra saga incentrata, quella di Fast and Furious. Star Trek Beyond ha avuto poi tempi di lavorazione piuttosto stretti e ha subito l’impatto della scomparsa di Leonard Nimoy e in seguito quella del tragico incidente che ha stroncato la vita di Anton Yelchin (che interpreta il giovane russo Chekov). Ricordiamo che prima dell’uscita del film, il primo trailer colmo di azione (e da Justin Lin non potevamo che aspettarcelo) aveva messo in allarme il fandom (e anche noi), e il co-sceneggiatore Simon Pegg (che interpreta tra l’altro Scotty) è subito intervenuto in difesa del film dichiarando che dentro c’era molto più di questo…. Ma saranno state rispettate o deluse queste affermazioni? andiamo a vederlo nel dettaglio del film…

il compianto Anton Yelchin interpreta Chekov

il compianto Anton Yelchin interpreta Chekov

Beh, tanto per cominciare, vi confermiamo che anche in questo film l’azione non manca… anzi sale a livelli vertiginosi.. tant’è che a volte abbiamo fatto fatica a capire la “meccanica” di alcune scene [CMDR Nijal : e non si tratta della vecchiaia.. sono scene oggettivamente troppo veloci per capire cosa stia accadendo]… Però non c’è solo questo.. Soprattutto all’inizio il film è molto… oserei dire LOGICO… il malessere del capitano (un Kirk quasi invecchiato) dopo 3 anni trascorsi nello spazio profondo… questo isolamento dalla civiltà permea tutto l’equipaggio ma è sulle spalle di Kirk tutto il peso del tempo trascorso… Ecco che però c’è finalmente l’occasione per l’Enterprise di sostare in una base stellare della Federazione, Yorktown… e sentirsi così un po più a casa… Già, Yorktown… già di per se è qualcosa di eccezionale e vale da sola il biglietto al cinema! Non aspettatevi nulla di claustrofobico come poteva sembrare Deep Space Nine… ma una vera e propria città sferica tridimensionale. StarTrekBeyond-StarbaseYorktown-2 StarTrekBeyond-StarbaseYorktown-1-777x437E’ qui che vedremo la scena tanto discussa che mostra l’omosessualità di Sulu… ma a dire il vero, se non lo avessi saputo, non me ne sarei neanche accorto: si vede Sulu che alla stazione incontra un uomo con una bambina e si abbracciano per un momento; per quanto mi riguarda poteva essere benissimo un fratello con la nipotina o un vecchio amico… perché no?! Non capisco le polemiche di qualche tempo fa… ce ne era bisogno? o forse era un modo per farsi pubblicità e far notare la scena?

E’ proprio la prima parte del film che appagherà meglio i palati fini dei vecchi fan: il ritmo posato, quasi dolce, che ci permette di riscoprire i personaggi magistralmente interpretati dagli attori. Justin Lin è riuscito (e non me lo aspettavo affatto a essere sincero) a ricreare quei giochi di sguardi e di espressioni tipici di Star Trek, inquadrature che creano i personaggi, che li fanno comunicare senza bisogno di farli parlare troppo. Non mancano poi tra di loro le tipiche battute, in particolare tra Bones e Spock… le frecciatine si sprecano! anche se a volte forse sono un po’ eccessive… Forse che i trailer, che ci facevano pensare a un Fast and Furious nello spazio, abbiano dato un’impressione sbagliata? in parte ma non del tutto…

Infatti, è proprio nella seconda parte che prende via l’azione sempre più adrenalinica… Da qui non posso fare a meno di discutere della trama quindi sappiate che ci saranno degli spoiler… Mentre sono alla stazione Yorktown, una nave sconosciuta si avvicina, e l’unico passeggero sopravvissuto chiede aiuto. Kirk (ovviamente altrimenti non sarebbe Kirk!) non resiste, raccoglie la ciurma e si lancia in quella che crede essere una missione di salvataggio; è ovvio anche per un bambino, che è una trappola, ma Kirk è fatto così e ci piace anche per quello… (qui però casca l’asino: si fa infinocchiare talmente facilmente da questo trappolone che poi non si capisce come faccia a essere tanto furbo nel nascondere ciò che cercano i suoi nemici).
Arriviamo quindi alla prima scena d’azione: qui come in altri momenti, Lin ha tirato fuori il suo curriculum: movimenti velocissimi, cinepresa che insegue il personaggio in un momento, e in quello dopo gli gira intorno per ritrovarlo dall’altra parte di un corridoio, tremolii continui, costante rischio di nausea da parte dello spettatore imprudente (lo rivedrò presto in 3D sperando di non star male!). Da qui in poi accendete un cero per l’Enterprise 1701, non si capisce come e perché ma i suoi scudi fanno cilecca nei confronti di tante piccole navi che la aprono come se fossero un flessibile nei confronti di una scatola di sardine… Da questo punto in poi i personaggi principali rimangano soli, ci si concentra solo su di loro perché il resto dell’equipaggio viene imprigionato  su un pianeta dal cattivo di turno, Krall. Al ridotto gruppetto di personaggi (e questo mi ricorda un po’ i giochi di Ruolo) si unisce poi una new-entry molto apprezzata (Soprattutto dal pubblico maschile in sala :D): la guerriera Jaylha., Ma al di là delle sue fattezze, è un personaggio azzeccato e caratterizzato al punto giusto: mi sarebbe piaciuta come membro fisso dell’equipaggio…
Completata la prima missione (il salvataggio dell’intero equipaggio) bisogna ancora fermare Krall e impedire che realizzi il suo diabolico piano di vendetta. E così ci si inventa un modo per ripartire da quel pianeta prigione. E qui molti come me penseranno per forza alla similitudine con lo Sparviero Klingon che finì a San Francisco… Qui la soluzione narrativa funziona ma con qualche concessione perché mi sembra un po’ impossibile anche per Scotty rimettere in volo una nave ferma per un secolo in così poco tempo…
Arriviamo così alla sequenza finale dove si trova il modo di dare a Kirk il ruolo centrale che gli compete, di essere l’Eroe che chiude la partita, e si arriva all’inevitabile epilogo. A Kirk viene poi data la possibilità di diventare vice-ammiraglio (ne avrebbe tutto il diritto) ma rinuncia, non solo perché il suo posto è là fuori nello spazio inesplorato, ma perché per lui l’amicizia di Spock e soci è tutto quello che egli desidera! Infine la scena finale che forse non ti aspetti fatto in quel modo: i nostri beniamini hanno ancora il fiatone (non si sono fermati un momento) ma già guardano le stelle, desiderosi di nuove avventure e qui si aggiunge però un timelapse, breve ma esteticamente splendido, una delle sequenze, forse per me, più belle mai viste in un film di Star Trek: la nuova Enterprise in costruzione: la mitica 1701 A.

Jaylah

E con questo abbiamo finito con gli Spoiler… due parole sui personaggi. Kirk è sempre lui: coraggioso, abnegato, passionale (anche se fa notizia che qui non ci prova con nessun essere di genere femminile!). Scotty con le sue continue incertezze e il suo immancabile e sempre smentito “non si può fare”, ci diverte e ci tirerà fuori ancora una volta dai guai. Sulu resta un po’ in disparte, mentre forse a Checkov viene concesso uno po’ di spazio in più… anche se purtroppo non lo rivedremo più su quella plancia 🙁 Molto interessante la svolta nel comportamento di Uhura, che riesce a essere incisiva nel suo ruolo di addetta alle comunicazioni, ma sa distinguersi anche nel combattimento corpo a corpo, se serve, e non le manca mai il coraggio di affrontare anche le situazioni più spaventose. Zoe Saldana ha tirato fuori tutte le sue doti e ha permesso una migliore caratterizzazione del suo personaggio. Mentre invece Spock e Bones sono in perfetta simbiosi e sembra quasi che in questo film non possano esistere l’uno senza l’altro… Spock fatica poi ancora a togliersi di dosso il fantasma del suo compianto alter-ego (e il tributo a Leonard Nimoy è davvero toccante, in particolare nel finale); in pratica il nuovo Spock non trova ancora la sua strada e resta sospeso a metà tra la sua natura umana e quella vulcaniana, sempre in bilico (a volte fuoriscono poi emozioni che non ci saremmo mai aspettati!)… Spock e Bones fanno quindi qui quasi coppia fissa e i loro scambi sono (quasi) sempre divertenti, con una continua tensione tra il razionalismo vulcaniano e il cinismo del chirurgo.
Avevo accennato nella trama del nuovo personaggio di Jaylha (Sofia Boutella): si inserisce bene nel gruppetto storico, sa combattere e sta a lei a volte ricreare qualche momento di leggerezza, con un’ingenuità fresca, infantile, simpatica (anche se un po’ scontata). [CMDR Nijal : si ma è “portatrice sana” quindi le si perdona tutto.. arf arf arf…] E, infine, c’è il cattivo di turno… ovvero Krall, il misterioso antagonista interpretato da Idris Elba. Potenzialmente gli viene concesso un bel background ma secondo me non viene spiegato al meglio il motivo della sua particolare vendetta verso la Federazione… sembra più un criminale isolato e impazzito e non un leader di una civiltà come dovrebbe essere… La storia di Krall è sicuramente toccante, profonda, credibile e realistica ma a mio parere non è emersa nei giusti modi e non sono chiari alcuni passaggi che determinano la sua leadership incontrastata. E, infine, non trovo i suoi motivi così solidi per essere così arrabbiato nei confronti della Federazione.

Ma veniamo alle cose che un po’ ci hanno lasciati perplessi…: qualche scelta stilistica non è stata apprezzata da tutti.. Forse la comparsa della moto su una nave abbandonata non è stata una grande idea… Anche perché, piantata lì inutilizzata per 100 anni, perfettamente funzionante, non c’è nemmeno della polvere sopra! Come ci è arrivata, cosa ci fa proprio lì? Boh! (qualche ingegnere amante del vintage?) Poi, di per sè la scena con le moto è anche piacevole, ma è difficile da accettare. Un inserimento del tutto gratuito e insensato o fatto apposta per metterne un frammento nel trailer, o forse è qui che Lin ha tirato fuori il Fast and Furious che è dentro di lui.
Alcuni potrebbero criticare l’idea con cui vengono sconfitte le navicelle nemiche (qui spoiler)… poichè a un certo punto sembra che stiano replicando in modo peggiore quell’idea assurda già vista nel primo Independence Day. ma non è esattamente così: qui non si inventano nessun visus… sono semplici Frequenze radio su cui trasmettono le navicelle aliene, basta inserirsi e sovrapporsi alla trasmissione… e il gioco è fatto! semplice ed efficace! e lo fanno nei migliori dei modi! noi Spacejokers avremmo fatto altrettanto! (gli AC-DC li aveva già usati iron-man del resto…), ed è così che nelle frequenze radio viene “messa a palla “Sabotage” dei Beastie Boys! (ve la ricorderete anche in Star Trek 2009 quando un Kirk bambino ruba l’auto d’epoca al suo patrigno)… Qui sotto il video della canzone originale. [CMDR Nijal: si, una scena un po’ particolare ma è anche una figata spaziale!!]

Concludo dicendo che, tutto sommato, il film scorre via piacevole e a parte qualche “mah”, lo considero il migliore della nuova trilogia.. Certo non aspettatevi lo Star Trek di un tempo…. voto 7[CMDR Nijal: voto 7.5, solo perchè sono meno “purista” nei confronti di Star Trek.]

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Le navi presenti in Star Trek Beyond

Star Trek Beyond e oltre!

Ricordiamo che oggi è il giorno di uscita nei cinema italiani di Star Trek Beyond. Ne abbiamo parlato a lungo in altri diversi articoli. Noi SpaceJokers saremo al cinema nella serata di domani al mitico Arcadia di Melzo. Dopodiché cercheremo di verderlo anche in IMAX 3D per avere un parere della resa tridimensionale.

Quindi nei prossimi giorni vi faremo avere la nostra recensione priva di preconcetti da fanboy! almeno ci proveremo!

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Nel frattempo riportiamo la notizia che dopo la morte di Anton Yelchin, (ne abbiamo parlato qui) il ruolo di Pavel Chekov in Star Trek 4 (eh sì ci sarà un seguito) non sarà affidato a nessun altro. Dopo la tragica scomparsa dell’attore, J.J. Abrams ha dichiarato che la produzione sta valutando varie opzioni ma che tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel non affidare ad altri la parte di Chekov. Nel corso di un’intervista al Toronto Sun, a una domanda sui potenziali candidati per il ruolo interpretato da Yelchin, Abrams ha dichiarato: “Non è previsto alcun rimpiazzo. Non riesco a immaginarlo e credo che Anton meriti di meglio”. Abrams ha inoltre ammesso di aver considerato l’ipotesi di far morire il personaggio: “Ci ho pensato, ci stiamo tutti lavorando ma è troppo presto per parlarne”. Star Trek Beyond si chiude con le dediche “In Loving Memory of Leonard Nimoy” e “For Anton”. (di questo ve ne parleremo a breve).

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Ma, a proposito di questo fantomatico Star Trek 4… le voci si susseguono: pare che nel prossimo capitolo dell’epica avventura spaziale, il capitano Kirk, interpretato da Chris Pine, incrocerà sul suo cammino un uomo che non ha mai avuto l’opportunità di incontrare, ma il cui retaggio ha pesato su di lui sin dal giorno in cui è nato: suo padre. Chris Hemsworth, apparso (e subito deceduto) nel primo Reboot, Star Trek del 2009, tornerà a vestire i panni di George Kirk nella saga spaziale accanto a Chris Pine. Avremo quindi ancora a che fare coi viaggi nel tempo? Ricordiamo infatti che Star Trek ha storicamente usato molto questo metodo per inventarsi storie originali…

A presto per la nostra piccante recensione di Star Trek Beyond! 😉

No Man’s Sky [preview]

Oggi vi parliamo di un videogame che uscirà nel 2016 e promette di essere molto interessante per chi ama lo spazio, la fantascienza e l’esplorazione. A primo acchito potrebbe essere un concorrente del nostro amato Elite Dangerous… ma, in realtà, si discosta molto… ma andiamo ad analizzarlo meglio. Per questo ci siamo avvalsi di informazioni reperite in rete.

L’anteprima sicuramente più interessante e completa è stata pubblicata da Gamespot.com a questo indirizzo: http://www.gamespot.com/articles/how-to-play-no-mans-sky-a-detailed-breakdown/1100-6435316/

Noi vi riportiamo qui sotto la nostra traduzione integrandola con alcuni commenti personali.

[inizio traduzione]

Aprirete la mappa stellare in No Man’s Sky e vi verrà presentata una linea che traccia il percorso più rapido dalla posizione corrente al centro dell’universo“… dice del gioco il suo creatore Sean Murray, e questa è la cosa che più si avvicina a un obiettivo tradizionale per un classico videogame.
Ma probabilmente non rende abbastanza l’idea. A quanto pare, No Man’s Sky sarà dotato di un universo così vasto che ci vorranno “centinaia di ore” per arrivare alla fine di quella linea… ecco perché il classico end game sarà poco plausibile.

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Tutti i giocatori iniziano la loro ricerca al bordo dell’universo, ciascuna sul proprio pianeta punteggiato da qualche parte lungo il perimetro. Con i più recenti calcoli, ci sono circa 18 miliardi di miliardi pianeti nell’universo di No Man’s Sky (o se preferite 18.000.000.000.000.000.000 fa ancora più scena!). Il mondo del gioco è in realtà un universo condiviso, con giocatori collegati in linea, molto simile a come funziona un MMORPG alla World of Warcraft, [n.d. così funziona già in Elite Dangerous]. Anche No Man’s Sky, è un mondo così enorme che è improbabile che si possano incontrare altri giocatori. La possibilità di incontrare un amico a un certo punto è sostanzialmente pari a zero. (Se si trova un pianeta, una volta esplorato da un altro giocatore, a quanto pare lo saprete, anche se Murray non ha ancora scoperto i dettagli di come avverrà…)

Quindi, il 99,9 % dei sistemi stellari non sarà mai visitato“, dice Murray. E ‘molto bello o davvero deprimente.” Questo dipenderà dai vostri punti di vista…

Questo significa anche che non si sarà in grado di trovare una guida on-line, o guardare un video di gameplay per aiutarvi in un luogo specifico. Ma pian piano che si procede, visitando pianeti e sistemi stellari diversi, si inizierà a migliorare lentamente la propria nave e le sue attrezzature, e alla fine si accederà a una fase in cui è possibile accedere a caratteristiche high-end come mini-salti e unità iperspaziali. E che dovrebbe rendere la vostra missione un po’ meno scoraggiante e frustrante…

Ma comunque, ancora, improbabile considerata la vastità dello spazio ricreato proceduralmente.

Ma in definitiva cosa è? e cosa si farà in Sky No Man? innanzitutto si tratterà di… sopravvivenza!!!

Questo è certo: non mancherà il pericolo! Molti pianeti saranno pericolosi per impostazione predefinita: in alcuni farà troppo caldo o troppo freddo, e altri saranno radioattivi o tossici. Appena lascerete la vostra nave per esplorare questi mondi, gli scudi di protezione termica si ridurranno fino a che dovrete trovare copertura in grotte o avamposti, o altro… Se la vostra barra di protezione termica si esaurisce, la vostra salute inizierà a deteriorarsi. È possibile aggiornare gli scudi termici quando il gioco progredisce, ma in via preliminare, si sarà gravemente a rischio contro gli agenti esterni.

Perdersi sarà una grande sfida! i giocatori poco attenti perderanno l’orientamento molto presto e moriranno prima di poter ritrovare la loro nave. In generale, non si vorrà vagare verso l’ignoto. Per questo sarà importante conoscere l’ambiente circostante un po’ prima di avventurarsi: sapere dove si può prendere fiato, tracciare il percorso, e magari pensare un po’ prima di avventurarsi fuori nel  vuoto gelido“, avverte Murray.

Si potranno anche incontrare i protettori della legge, e giocando crescerà un livello di sospetto molto simile a quanto visto in Grand Theft Auto, che salirà da una a cinque stelle. Ad esempio, saccheggiare troppi minerali di un pianeta avviserà droni e sentinelle – piccoli robot di sicurezza che si impegneranno a meno che il cleptomane è ridotto al minimo sindacale. Irrompere in una fabbrica con una porta schermata farà scattare inevitabilmente l’allarme, dandovi 2 stelle di sospetto. Con un po’ di fortuna avrete però la possibilità di accedere al nucleo della fabbrica per spegnere l’allarme. Inoltre appena la vostra notorietà riguardo al crimine aumenta, la musica si modifica in modo dinamico.

La legge poi deve essere rispettata anche nello spazio profondo. Un due stelle di livello evocherà veicoli della polizia, mentre Murray afferma che un livello cinque porterà cargo che trasportano l’intera flotta della polizia. Affermando: “Sembra piuttosto “cool”, ma ogni volta che mi è successo sono morto!”… rincuorante!

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Sarà un gioco di esplorazione!

A causa dei rischi naturali di ogni pianeta, i giocatori potranno beneficiare osservando attentamente l’ambiente circostante. Trovare grotte e altre aree per proteggersi dalle temperature estreme, ad esempio, sarà cruciale.

I binocoli permetteranno di guardare in lontananza e marcare gli oggetti chiave sul radar; simile al sistema di Metal Gear Solid V.

Waypoint e fari, se trovati, vi daranno una visione più ampia dell’ambiente circostante, proprio come le incursioni di sincronizzazione di Assassin ‘s Creed.

Premere sul d-pad per lanciare una scansione attraverso il terreno metterà in evidenza i materiali come minerali, metalli e altri elementi che si trovano nelle sue vicinanze. È anche possibile eseguire la scansione di nuovo creature in stile Metroid Prime, e se sei il primo a scoprire una nuova creatura, si potrà dare un nome alla specie (già mi immagino nomi inneggianti ad apparati di riproduzione di entrambi i sessi…)

Con la maggior parte dell’ambiente si potrà interagire, anche distruggendolo, e spesso questo è strategicamente vantaggioso per fare spuntare aree utili. L’apertura del piano a volte rivelerà grotte e vaste catacombe sotto di voi (più un riparo). Oppure potrete accedere a cristalli di vari materiali che potrete portare via con voi, ma vi farà aumentare anche di un livello di sospetto. Le porte di metallo possono essere sfondate con forza sufficiente e sostenuta; questo farà invece scattare due stelle di livello.

Ogni pianeta è un vero e proprio corpo sferico; si potrà camminare in linea retta attorno ad ogni pianeta e tornare al punto da cui siete partiti. I pianeti inoltre, si sa, orbitano attorno a una sorgente di luce, ed è in base a questa che vengono creati i cicli notte e giorno…

NoMansSkyTrailer

Sarà un gioco di ricerca di approvvigionamenti e risorse.

Il cuore GdR (o RPG per gli anglofoni) del gioco è l’indice di risorse atomiche, che mescola elementi reali, essenzialmente dalla nostra tavola periodica, con quelli immaginari. Alla scoperta di questi elementi, e, talvolta, mescolandoli insieme, si potrà creare materiali di consumo per il commercio o scoprire le tecnologie che aiuteranno nella missione verso il nucleo dell’universo.

Ci saranno tre principali entità fisiche che è possibile aggiornare: la vostra arma, il costume, e la vostra nave. Ognuno di questi avrà una capacità individuale di altri elementi e tecnologie che si potranno portare (per comodità, basta immaginare che tutti sono dotati di un sacchetto di plastica). La tuta della demo, per esempio, ha una decina di spazi liberi, che si può usare per intascare zolfo e plutonio.

Le armi sono personalizzabili, nel senso che possono adattarsi a un ruolo che meglio si adatta al gusto di ogni giocatore. Dice ancora Murray: “Se io sono un commerciante, per esempio, potrei avere la mia arma focalizzata verso l’attività mineraria. Mentre potrei avere una dotazione diversa per la sopravvivenza”.

Le navi possono essere aggiornate con le tecnologie per le unità di spinta, unità mini-salto, e così via, che sono alimentati da risorse che vengono acquisiti da asteroidi minerari.

I progetti tecnologici, progetti di prodotti, e parti di scarto possono essere risorse delle navi che si sono schiantate, o fabbriche, e così via. È possibile installare questi progetti nella vostra pistola, vestito, o nave.

NightDrone

Sarà un gioco di civilizzazione!

Un numero imprecisato di razze e fazioni esisterà in questo universo, e membri di ciascuna di queste parlerà nella propria lingua. Il testo è incomprensibile in un primo momento, il che significa che le conversazioni potranno iniziare solo se si faranno congetture ipotetiche.

Tuttavia, attraverso ogni pianeta vi saranno dei monoliti. Queste giganteschi artefatti con calligrafia aliena funzioneranno come la Stele di Rosetta. Scoprendoli ulteriormente aumenterete le vostre conoscenze linguistiche, il che significa che il testo verrà mano a mano tradotto in Inglese [n.d. o altre, se ci saranno all’uscita del gioco]. Ad un certo punto si sarà in grado di fare congetture calcolate su ciò che ogni rappresentante della fazione sta dicendo a voi ma mano a mano le conversazioni saranno più fluenti.

I monoliti potranno anche insegnare qualche conoscenza su ogni razza e dormire di fronte a loro farà ripristinare la vostra salute.
Ogni razza ha le proprie tecnologie, come i diversi tipi di navi e tute. 
Quando si conversa, se si sceglie l’opzione giusta si può rendere la razza aliena più amichevole. Così frequenti interazioni potranno aumentare la reputazione all’interno di ogni fazione. E, a sua volta, si apriranno le opzioni di trading, e anche la possibilità di ottenere oggetti, come armi più aggiornate. Le razze con cui si crea un’amicizia vi aiuteranno nel proprio campo di specializzazione – si potrebbe essere abili nelle scienze, per esempio, il che significa che il vostro legame aumenterà alcune delle vostre competenze tecniche.
I giocatori avranno relazioni diverse con ciascuna delle razze, che può andare da amicizia con uno a rivalità con l’altro, molto simile a  quanto accade in Civilization.

Sarà un gioco per viaggiare nello spazio e nella fantasia…

Volare fuori dall’atmosfera di un pianeta vi porterà direttamente nello spazio, con più costellazioni possibili davanti a voi. E potrete fissare la rotta a vostro piacimento.

Sarà inoltre possibile vedere le rotte commerciali tra i pianeti, e viaggiando lungo queste linee vi permetterà di intercettare dei cargo che trasportano merci. Se lo si desidera, la propria nave può sparare alle navi cargo per fargli perdere il carico e si sarà quindi liberi di raccoglierlo… ma ovviamente questo innesca un livello di sospetto.

Appena volerete verso pianeti, vi sarà calcolato quanto tempo ci vorrà per entrare nell’atmosfera.

L’amicizia con razze che possiedono forti competenze scientifiche può aiutare a scoprire più navi spaziali avanzate. E la raccolta di risorse e il commercio può anche aiutare ad acquisire tecnologie: ad esempio, un’unità spinta, iper-drive, e un disco mini-jump, che sono alimentati da altri minerali ritrovati.

Sarà possibile trovare ed entrare in stazioni spaziali. L’interno pare sia molto simile al design di Halo in termini di estetica, con pannelli e pareti di metallo nudo. Queste stazioni fungeranno da punti di salvataggio e come zone commerciali. Alcuni hanno anche piccole finestre, che permettono di osservare i pianeti su cui sono in orbita.

Quando ci si troverà sui pianeti, sarà possibile creare un dispositivo EMP tramite la miscelazione silicio e plutonio. Con questo dispositivo e un computer di docking, è possibile richiamare la vostra nave. Oppure si dovrà ritrovarla.

infine… No Man’s Sky è ancora mesi di distanza dal rilascio…

Dovrebbe uscire il 21 giugno su PlayStation 4 e PC negli Stati Uniti, e il 24 giugno per Regno Unito.  Inoltre è molto probabile che il gioco supporterà PlayStation VR.

[fine traduzione]

Per fortuna che noi nel frattempo ci godiamo e goderemo ancora per molto Elite Dangerous! 🙂 A mio parere resta ancora il gioco spaziale migliore: No Man’s Sky sembra molto promettente ma manca tutta quelle componente “scientifica” che rende Elite superiore: da un certo punto di vista è un po’ come se volessimo paragonare un gioco di auto arcade e uno puramente simulativo: se vi piace l’arcade No Man’s Sky potrebbe essere la scelta giusta per voi…. ma scordatevi la purezza simulativa di Elite Dangerous nel rappresentare cosi perfettamente la nostra galassia… Questo si riflette anche nello stile grafico: No man’s sky ha un qualcosa di fantastico e cartoon in certi sensi… mentre il design di Elite… beh lo conoscete tutti ormai! 😉

Vi lascio con un video dei tanti presenti in rete sul gameplay del gioco fino ad ora sviluppato…

 

Deadpool [recensione]

locandina Deadpool

Wade Wilson è un ex-combattente congedato con disonore, che si guadagna da vivere come mercenario, accettando anche gli incarichi più ridicoli quali lo spaventare adolescenti stalker di proprie coetanee.
Quando gli viene diagnosticato un tumore in metastasi che gli avrebbe lasciato poco da vivere, decide di sottoporsi ad un esperimento per diventare un mutante, così da poter acquisire la facoltà di autoguarirsi dalla propria malattia; la ragione che lo spinge a questa scelta è il non dover far soffrire la propria amata nel vederlo spegnersi lentamente accanto a lei.. e questo è l’unico gesto altruista dell’intero film.
Tutto il resto del film è un susseguirsi di scene di violenza, battute volgari e a sfondo sessuale e autoironia sugli autori e la produzione del film; viene continuamente sfondata la quarta dimensione ed il protagonista parla spesso con gli spettatori, criticando anche la scarsità del budget fornito per la realizzazione del film che gli impone di limitare la presenza a due soli X-Men, o lamentandosi della scarsa capacità recitativa di Ryan Reynolds (che tra parentesi è lui stesso attore protagonista e principale produttore).

Ryan-Reynolds as Wade Wilson

Ryan Reynolds nei panni di Wade Wilson, prima del trattamento che gli avrebbe conferito i superpoteri

Le motivazioni che spingono il protagonista del film a combinare tutti i disastri che si vedono sono il costringere chi lo ha sottoposto all’esperimento a ridargli l’aspetto originale, ora deformato come effetto collaterale delle capacità acquisite, e vendicarsi dell’essere diventato così mostruoso.

Wade deformato

Tutto il fascino di Wade Wilson, una volta acquisiti i superpoteri

Il film è assolutamente riuscito: ricalca perfettamente il personaggio tratto dal fumetto, diverte e strappa continue risate senza mai scadere nella noia o nella ripetività. Si discosta completamente da tutti gli altri film della Marvel realizzati finora e rilancia il personaggio di Deadpool per ciò che è nel fumetto, dopo la mostruosa storpiatura che esso ha dovuto subire nel film “Wolverine: Le Origini”.

[Nota di CMDR Wolf974: grazie a Lt Dino per la compagnia nella visione del film. Direi che ci siamo fatti un bel po’ di risate nel vederlo… Anche a mio parere uno dei film più azzeccati degli ultimi anni (ma resta un prodotto dedicato soprattutto ai nerd di sesso maschile per quanto lui sia così pansessuale!), finalmente un Anti-Eroe che si rispetti! Tuttavia qualche pecca per me resta…: 1. nel doppiaggio italiano del personaggio di Deadpool, forse gli è stata data una voce un po troppo pulita e giovanile (per non dire bimbominkiosa!) e 2. il finale forse un po’ troppo romantico e scontato stona col resto del film così “normalmente” fuori dalle righe… Infine, considerato il solito finale aggiuntivo dopo i titoli di coda (fantastici quanto quelli di inizio film) non possiamo che aspettarci un seguito…]

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A sinistra il personaggio di Deadpool tratto dall’omonimo film, a destra la versione del film “Wolverine: Le Origini”

Un paio di curiosità sul film: la produzione è stata voluta da Ryan Reynolds, che per riuscire a racimolare altri investitori (e probabilmente anche il consenso della Marvel alla realizzazione del film) ha postato sui vari social network delle sue foto con l’abito di scena, scatenando il visibilio dei fan e dimostrando così che sarebbe potuto essere un film di successo, molto benvoluto dagli spettatori.. E a giudicare dalle cifre degli incassi che sta avendo, le previsioni di Ryan sono state decisamente azzeccate: pare infatti che sia vicino ad aver guadagnato 500 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, rischiando di superare gli incassi di “Captain America: Winter Soldier” e “X-Men: Giorni di un Futuro Passato”.

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Una delle diverse foto postate sui social network da Ryan Reynolds per promuovere il proprio film

Gravity [Recensione]

Ieri ho approfittato del fatto che andasse in onda per la prima volta Gravity sulla Tv generalista e mi sono finalmente deciso a vederlo… Al cinema mi era sfuggito ma, a dire il vero, col senno di poi, non mi sono poi perso un gran chè! ma come? mi direte: “ha vinto un sacco di Oscar ed è stato il film più discusso nel 2013/14!”… beh che dire tutto questo gran parlare aveva montato in me una serie di aspettative che sono state in gran parte deluse… Ma andiamo con ordine e veniamo al film così che io vi possa esporre le mie teorie…

GRAVITY

Inanzitutto la trama giusto per capire di cosa stiamo parlando (attenzione agli spoiler per chi non lo avesse ancora visto): questa è piuttosto semplice e segue per tutto il film le vicende della dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), un ingegnere biomedico alla sua prima missione in orbita, al lavoro con il collega Matt Kowalsky (George Clooney) intorno al telescopio spaziale Hubble, che ha bisogno di alcuni lavori di manutenzione. Da lì a poco, dalla Terra viene segnalato che un missile russo ha distrutto un vecchio satellite.., purtroppo per loro i detriti crati nell’esplosione hanno creato una sorta di reazione a catena con tutti i satelliti in orbita andando di conseguenza a distruggerli e creando così altri detriti. Questio detriti ad alta velocità, come se non bastasse, si stanno avvicinando molto veloci a Hubble. I due astronauti così cercano di tornare nello Shuttle che li ha trasportati in orbita, ma non ce la fanno e vengono investiti dai detriti, che distruggono l’astronave e causano la morte degli altri astronauti a bordo. Stone e Kowalsky (che qui non è un pinguino parlante!) raggiungono a fatica la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che ha subìto seri danni, e in seguito Kowalsky si sacrifica per consentire alla collega di sopravvivere. Stone parte dalla ISS con una navetta russa e raggiunge una stazione spaziale cinese, da lì organizza il suo rientro sulla Terra tra altre difficoltà e colpi di scena.

Il film ha giustamente ricevuto critiche molto positive per al regia (niente da dire, alcune riprese ti tengono col fiato sospeso) e per i suoi effetti speciali spettacolari e i panorami della Terra osservata dall’orbita, utilizzando immagini della NASA e di altri enti spaziali, mentre ha sollevato qualche perplessità tra astrofisici e appassionati di Spazio per alcune licenze scientifiche che si è preso, come quelle che di seguito vedremo assieme. (va detto, tuttavia se avessero considerato queste restrizioni, lo stesso film non avrebbe avuto più ragione di esistere e sarebbe stato un puro e, forse noioso, documentario scientifico)

Inanzitutto la gravità: proprio sul tema che dà il titolo al film ci si è un po persi dal punto di vista scientifico: In Gravity i protagonisti si spostano utilizzando i razzi sui loro jet pack in modo lineare, dando l’idea che ci si possa spostare da un’orbita all’altra (quindi variare la propria distanza verticale dalla Terra) con relativa facilità. Come aveva spiegato l’astronomo Phil Plait su Slate, le cose funzionano diversamente e sono molto più complicate (qui vi riportiamo le traduzioni riprese da ilpost.it:

Gli oggetti in orbita intorno alla Terra si muovono ad alta velocità, molti chilometri al secondo, per restare nella loro orbita. Se vuoi andare da A a B non puoi solo trovarti nel posto giusto al momento giusto; devi anche avere stesse velocità dei due punti. Se i due oggetti si trovano in orbite diverse, questo rende tutto più difficile. La velocità orbitale dipende dall’altitudine, quindi gli oggetti a differenti altezze si muovono a velocità ampiamente diverse tra loro, aggiungendo centinaia se non migliaia di chilometri all’ora. Le orbite possono essere anche inclinate tra l’una e l’altra, rendendo ancora più difficile trovare la giusta direzione. Le forme stesse delle orbite possono essere diverse, complicando ulteriormente le possibilità di un corretto incontro.

Il telescopio spaziale Hubble, che negli ultimi 25 anni ci ha permesso di vedere meglio lo Spazio senza le interferenze dell’atmosfera terrestre, ha un’orbita superiore rispetto a quella della ISS di almeno 200 chilometri: ne consegue che la sua velocità è di circa 100 metri al secondo più lenta rispetto a quella della Stazione. È quindi impossibile che un jet pack (se non fantascientifico) permetta di raggiungere velocità di manovra compatibili con un avvicinamento dal telescopio alla ISS. La NASA ha in effetti sperimentato nello spazio un jet pack, ma non certo con l’autonomia e le capacità di quelli utilizzati nel film.

Per non parlare poi delle orbite diverse: L’orbita di Hubble è inclinata di meno di 30 gradi rispetto all’equatore terrestre, mentre quella della ISS è intorno ai 52 gradi. Questo significa che vanno in direzioni diverse, cosa che complica ulteriormente la possibilità di saltare da una all’altra a una velocità intorno ai 400 chilometri orari con un jet pack. E non sarebbe praticabile nemmeno il salto dalla ISS alla stazione spaziale cinese utilizzando una navetta Soyuz, come fa Stone per cercare di mettersi in salvo: l’orbita della ISS è inclinata diversamente rispetto alla base cinese e non basterebbero i retrorazzi della Soyuz (che esistono davvero e servono per attutire il colpo con il suolo al suo rientro sulla Terra) per farcela.

GRAVITY

Ma diciamo che sui primi due esempi potremmo sorvolare non essendo noi degli scienziati ma solo dei poveri SpaceJokers! 🙂 Tuttavia c’è una scena che ho notato e mi ha fatto subito arricciare un sopracciglio “modello Spock”! In questa scena, che dovrebbe essere una delle più emozionanti del film, la Stone e Kowalsky sono collegati da un cavo e cercano di trovare un appiglio per agganciarsi alla ISS e fermarsi, dopo essersi spostati a grande velocità dal punto in cui si trovavano vicino ad Hubble. Dopo svariati tentativi, una gamba di Stone si impiglia in un filo dei paracadute della Soyuz, che si sono aperti in seguito al forte impatto dei detriti dei satelliti con la ISS, cui la capsula spaziale russa è collegata. È una presa molto precaria anche perché all’altra estremità c’è Kowalsky con il cavo che lo collega a Stone. Per permettere a Stone di salvarsi, Kowalsky scollega il cavo e viaggia alla deriva nello Spazio… Sarebbe molto emozionante se non fosse per il risolino sotto i baffi di Clooney che proprio non riesco a sopportare: troppo superficiale e superiore per essere un astronauta veritiero rispetto alle circostanze. Comunque è pur sempre una scena bella dal punto di vista della tensione che genera nello spettatore ma scientificamente non regge. Quando la gamba di Stone si incastra, si vede chiaramente che i due astronauti hanno smesso di muoversi (in termini relativi). La loro velocità relativa è quindi pari a zero: non stanno andando da nessuna parte. Sulla Terra se uno scalatore perde la presa può trascinare verso il basso anche il suo compagno che si trova più in alto, proprio per via della forza di gravità, ma in orbita le cose vanno diversamente: Stone avrebbe potuto salvare Kowalsky semplicemente tirando verso di sé il cavo che la collega al suo “collega”. Quì CMDR Nijal.. mi ricevete Houston ? Tanto per aggiungere la mia.. inizialmente credevo che fosse la forza di gravità terrestre a trascinarlo via, ma dato che entrambi viaggiano di fianco alla ISS (quindi la loro velocità relativa è simile a quella della stazione che è in orbita) non si tratta di questo. Inoltre mi sarei aspettato, subito dopo che Kowalsky si sgancia, di vederlo sparire, attratto da questa misteriosa forza.. e invece resta lì sospeso nello spazio.. la forza che lo stava risucchiando via è sparita..

Clooney sgancia la sua tuta per "salvare" la collega da una spinta che li distanzierebbe dalla ISS... spinta che in teoria non ci sarebbe...

Kowalsky sgancia la sua tuta per “salvare” la collega da una spinta che li distanzierebbe dalla ISS… spinta che in teoria non ci sarebbe…

Infine altre piccole disattenzioni dal punto di vista scientifico, un esempio su tutti le lacrime: dopo tutte le peripezie e avere perso Kowalsky, Stone nella Soyuz ha comprensibilmente un crollo e si mette a piangere. Le sue lacrime, in parziale assenza di gravità, iniziano a galleggiare nell’abitacolo della capsula creando un effetto molto suggestivo ma in realtà le lacrime dovrebbero restare attaccate al corpo per via della sua tensione superficiale (così come mostrato dall’astronauta Chris Hadfield sulla Stazione Spaziale Internazionale, si veda foto). Anche in questo caso è quindi una licenza per rendere più coinvolgente ed emozionante il film.. ce ne erà bisogno?

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Chris Hadfield mostra le lacrime che in assenza di gravità restano incollate alla sua faccia

Ma torniamo al principio del mio articolo: le mie aspettative disattese, non sono state soltanto le pecche a livello scientifico, ma ciò che mi ha deluso di più è stata proprio la trama: iniziamo col dire che è tutto tranne che un film di Fantascienza nel senso stretto del termine, ma è più un Thriller/drammatico… poi diciamo che, se non era per tutte le sf…ortune capitate all’equipaggio, il film (torno a ripetermi) non sarebbe esistito… e per questo, più che un film sulla gravità e le leggi della fisica, è un film sulla legge di Murphy: cioè se qualcosa può andare male di sicuro sarà anche peggio! CMDR Nijal: ve li ricordate i vecchi film della serie Airport ? Ne hanno fatti almeno 3, dove una serie di sfighe colpiva aerei che perdevano passeggeri in volo, etc etc.. ? Ecco, questo è un altro “disaster movie”.. Mi aspettavo di più… Ormai è chiaro a tutti che lo spazio non sia certamente un luogo ospitale, qui si ribadisce in pratica solo questo concetto! Passatemi il paragone: forse in Interstellar (di cui abbiamo parlato qui) sembrava tutto troppo “facile” nello spazio, ma per lo meno la trama intricata ci faceva fantasticare e immaginare a cosa il film avrebbe portato… qui invece è talmente tutto lineare che sappiamo già dove si andrà a parare…

 

Tom Clancy’s The division: impressioni della versione beta

Salve gente!

Oggi parleremo di Tom Clancy’s The Division.

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Come immagino ben saprete il grande Tom Clancy, deceduto il 1° Ottobre 2013, ci ha regalato moltissimi videogiochi con trame mozza fiato, Splinter Cell Ghost Recon , Raimbow six per citare i più famosi. Ma anche film: il celebre “caccia a ottobre rosso“, con Sean Connery.

La sua ultima opera è The Division.

Vi chiederete di cosa parla questo gioco?

Bene vi spiegò!

Il gioco è ambientato a New York, ma non come la conosciamo noi!

A causa di un misterioso virus, diffuso con lo shopping sfrenato del Black Friday, la società si trova sull orlo del baratro. In pochi giorni le forniture di acqua e cibo scarseggiano, così da uccidere i pochi superstiti, mentre aumenta la criminalità “forzata” per accaparrare le ultime scorte. Il presidente attua la direttiva 51 per contrastare il virus, ma dopo 15 giorni estenuanti fallisce… Così come ultima speranza viene schierata la SHD (Strategic Homeland Division), conosciuta meglio come “The Division”. La loro missione è: riportare ordine al caos, e soprattutto scoprire chi ha creato il virus!

“Quando la società crolla, inizia la nostra missione”


E315_TCTD_Final_screenshot_Macys_213016Computer di prova:

  • Intel i5 4670
  • NVidia GTX 970
  • 8gb ram

Grafica al max (ultra) con lievi cali di Fps. (Secondo Ubisoft, la versione Beta è una release ormai vecchia, quindi il gioco finale si presenterà meglio ottimizzato)


New York…. New York! 

La versione proposta in The Division della “Grande Mela”, è un pò inconsueta, la vedrete come mai prima d’ora!  a causa del virus, e del panico generato da esso, avrete di fronte un panorama apocalittico! Macchine ferme con sportelli e cofani aperti dopo le razzie, camion dei pompieri fermi dopo aver estinto incendi… Ecc ecc. La mappa, seppur non è l’intera New York ma Midtown Manhattan, è stata creata scrupolosamente in scala 1:1, si avete capito bene in dimensione reale! Nella versione Beta la mappa non era tutta accessibile, ma il colpo d’occhio è davvero notevole!

La versione Beta iniziava, facendovi scegliere uno dei personaggi preimpostati, (nella versione finale, si potrà modificare a piacimento il proprio personaggio e saranno max. 4 per account). Appena scelto, verrete catapultati tramite elicottero nella base di Hudson Pier. Dove incontrerete altri giocatori online, (una sorta di punto di ritrovo per gli agenti). Inoltre sono presenti diversi mercatini dove acquistare e vendere, munizioni, equipaggiamento, modifiche per armi, e cibo….

Esplorare New York

Usciti dalla base, vi ritrovete soli. Perché l’esplorazione di New York si potrà effettuare, soli o con un gruppo di massimo 4 amici (da invitare che siano già amici o persone presenti nelle aree multiplayer; premendo tab si può inviare la richiesta per entrare nella squadra). Le zone online, presenti nella Beta sono la Base di Hudson Pier, e la Dark Zone di cui parlerò approfonditamente dopo….

In giro per New York potrete affrontare la campagna single player (una missione anch’essa in Beta), con missioni principali, e secondarie. Inoltre è possibile aiutare alcuni civili in difficoltà, donandogli Kit Medici e cibo, o uccidendo i loro agressori, in cambio riceverete esperienza per progredire di livello (come per tutte le missioni e varie azioni), ma anche qualche bella giacca in pelle, ginocchiere e altro materiale random… Ma attenzione perchè potreste trovare gruppi di nemici ben armati! E non saranno calmi come i civili! Più alto è il loro livello, più sarà difficile ma di contro troverete ottime ricompense!

Per farvi un idea generale, e per vedere la bella New York dinamica vi posto il mio video walkthrough

Le regole della Dark zone

Le dark zone (DZ) sono aree infette, (per entrare/uscire bisogna passare un Checkpoint di decontaminazione) dove si è scatenato il letale virus, infatti sono presenti zone contaminate, dove per accedervi si ha bisogno di determinati filtri per la maschera antigas (liv: 1-2-ecc). Nella Beta in queste aree non c’era nulla, ma probabilmente nella versione finale del gioco, ci saranno molti avversari, o altri eventi, capaci di mettere in pericolo gli avventurieri; il bottino reperibile in queste aree dovrebbe essere molto cospicuo.

Inoltre gli equipaggiamenti (limite di 6 oggetti con il piccolo zaino, potenziabile) presi nella DZ, dovranno essere decontaminati. Per far ciò bisogna andare in una delle tante aree di estrazione, chiamare con un razzo l’elicottero, e aspettare circa 2min per agganciare il carico alla fune.

semplice? Non proprio!

Come accennato prima, la Dark Zone è un area online , infatti troveremo altri agenti…. Ma occhio alle spalle!, sebbene fanno parte della Division , possono “tradire” gli altri agenti. Parlando di bottini, se un player (magari in squadra con altri amici) vede che siete in possesso di un Ottimo bottino, non esiterà ad uccidervi! Magari colpendovi alle spalle! Infatti il punto è, che non si ci può fidare di nessuno! Per carità i player “calmi” ci sono, ma è meglio non fidarsi troppo! (un po come nella vita reale…)

Naturalmente gli agenti traditori, in base a quanti player uccidono ricevono una taglia.

Per una singola uccisione,  dura circa 80sec (il timer si ferma quando viene avvistato).

Le DZ sono divise a loro volta in altre aree, per livello giocatore. (Un giocatore di livello basso, non potrà avventurarsi in un area pericolosa di livello 10 e così via..)

Per farvi un idea della Dark Zone vi riportò il mio video.

Progressione personaggio

essendo un RPG (gioco di ruolo) il vostro alter ego, oltre ad aver un inventario dove inserire gli oggetti, avrà qui due livelli di esperienza. Uno per quanto riguarda la zona “normale” di New York, l’altro per la Dark Zone, quindi il grado aumenterà in base alla vostra posizione.

Progredendo, si guadagneranno dei punti da spendere nelle abilità che ci piacciono di più. (Come abilità di cura, lancia granate, e molto altro).

Inoltre il livello, servirà anche per equipaggiare armi più potenti (magari un bel fucile recuperato nella DZ). infatti più si aumenterà di livello, più si troverà equipaggiamento superiore, e anche nemici più forti.. così come accade in tutti i RPG.

In conclusione:

Il gioco, nonostante la scarsità di contenuti della Beta, si mostra in Gran forma. La carne a fuoco è molta, l’unica missione di campagna è stata abbastanza divertente (Giocabile anche in Co-op). i vari elementi RPG funzionano tra loro, rendendolo molto divertente ed appagante, soprattutto dopo aver tradito con successo qualche altro agente nella DZ….. Ma, c’è da verificare nella versione finale, come sarà gestito l’end game (ovvero la parte dopo aver “finito” il gioco, che longevità potra avere di conseguenza?): cosa ci sarà da fare, e se sarà supportato nel tempo, e quanti contenuti gratuiti usciranno. (i DLC a pagamento previsti sono 3, acquistabili in blocco con il season pass).

Insomma le premesse sono Ottime. Spero non sprecheranno quest’ottima occasione. Ormai la Beta si chiude restiamo in attesa di vedere la release finale.

Per ulteriori info, scriveteci nei commenti! Sono a vostra disposizione! 😉

Star Trek: Timelines [Recensione]

Salve gente! Son passati giorni senza miei articoli! Ma sono tornato, state tranquilli! 🙂

Oggi parleremo di……


 

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Si oggi mi dedicherò a Star Trek Timelines. Sarà il gioco che noi trekker aspettavamo? Vediamo un pò….

Inanzitutto va detto che si tratta di un videogame per sistemi Android o Ios e quindi non il solito gioco per PC o console… Il gioco ci catapulterà in una anomalia temporale, creata da Q (chi altro se non lui XD) , dove dovremmo esplorare e combattere, ma anche tramite la diplomazia allearsi come le varie fazioni….. Inoltre troveremo molti personaggi a cui siamo molto affezionati e non… Questo perchè l’anomalia temporale ha creato una sorta di contesto dove tutti i personaggi della serie (anche quelli minori) verranno a coesistere… (Forse un espediente un po esasperato…)

In pratica, il focus del gioco è molto semplice, completare le missioni, migliorando l’equipaggio e la nave. Vediamo in dettaglio…

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Ma guarda! Charles Tucker 3°

Parlando dei personaggi, la loro progressione si “limita” a migliorare due parametri,  il livello di esperienza (completando missioni, o tramite i pachetti esperienza) e le stelline: i personaggi hanno un limite fino a 5 stelle. (nella foto Tucker è potenziabile fino a max 2 stelle), aumentabile trovando un “doppione” nel negozio del gioco (non tutti possono avere più stelle, ci saranno personaggi più forti e altri più deboli).

Mentre il livello, come appena scritto, aumenta combattendo… facendo missioni insomma…. Ma, presto sarete limitati, perchè inizialmente il massimo è 10! Tuttavia equipaggiando il personaggio con la sua attrezzatura, (icone a destra della figura)  con vari utili strumenti  quali Tricorder, uniformi, pancakes  xd… E tanta altra roba… Potete “migliorare” il personaggio, aumentando il limite di livello. Dove potete trovare questi oggetti? Completando missioni, unendo più oggetti quando possibile, e naturalmente tramite il negozio!

Inutile dire che migliorando i personaggi, essi diventeranno più forti. Soprattutto aumentando le loro stelle.

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Schermata di gioco, con la nave “base” classe constellation..

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Mappa stellare, che userete per viaggiare e visualizzare e le missioni sbloccate.

Nel gioco dovremmo affrontare  2 tipologie di missioni.

  1. Battaglie spaziali
  2. Battaglie terrestri

Entrambe dopo averle completate, presentano una sorta di dialogo simile ai Giochi Di Ruolo, dove in base a come rispondiamo a volte ci verrà dato un personaggio speciale… Purtroppo il gioco è in inglese, quindi, se non padroneggiate la lingua, i vari dialoghi non sono apprezzabili al 100%

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Resistence is Futile! Macché vi ho distrutto con una classe constellation! Altro che Wolf 359

Le battaglie spaziali sono composte da due piccole fasi, nella  prima sceglierete l’equipaggio da usare nella battaglia, inutile dire che ogni personaggio ha abilità diverse. Mentre nella seconda fase, si svolgerà la vera e propria battaglia… E no, purtroppo non guiderete la nave: il combattimento si svolgerà in modo automatico, mentre voi vi limiterete ad attivare le varie abilità dei personaggi e della nave, premendo le loro figure…

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Battaglie terrestri

Le battaglie terrestri sono formate da varie azioni. Da compiere con determinate abilità, ingegneria, comando, diplomazia ecc ecc. Quindi dovrete scegliere il giusto equipaggio in base alla missione! Completate verrete ricompensati con crediti, oggetti ed esperienza….

Inoltre per poter iniziare una battaglia dovrete aver dei Chroniton , una sorta di “gettoni” limitati, che si ricaricano dopo ore, o pagando….

La vostra nave non vi piace? Beh neanche a me, ma ci vorrà un pò per prenderne un’altra…. Dovrete trovare gli schemi di costruzione, molto rari e difficili da trovare….

Una nave migliore, vi aiuterà notevolmente nelle battaglie spaziali!

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Altri 43 schemi per il klingon Bird of Prey… E io che volevo la classe galaxy .. 450 schemi!!

La diplomazia è uno strumento utile, per aumentare la reputazione. Dovrete assegnare l’equipaggio in uno Shuttle (Max 2) per fare delle missioni dalla durata di 3 ore o 30sec, che si svolgeranno in automatico dandovi l’esito a fine missione. Nel frattempo gli equipaggi non saranno disponibili per le normali missioni! Nei QG delle fazioni potete acquistare oggetti per potenziare l’equipaggio.

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Due Shuttle sono partiti, in arrivo tra 2:32 ore.

In conclusione, per rispondere alla domanda: Sarà il gioco che noi trekker aspettavamo?

La risposta è un Si ma con Grandi-ssimi compromessi, la struttura del gioco è tipica dei Free TPlay , ti obbliga in tutti i modi ad effettuare acquisti in app. Anche se noi temerari preferiamo far con calma anziché acquistare i pacchetti , questa struttura è un pò seccante.

E’ pieno zeppo di Bug! Cadono quasi come la pioggia 😉 (ma il gioco è recentissimo e appena uscito dalla beta, quindi ci si aspettano aggiornamenti continui…)

Inoltre Non è in Italiano e per qualcuno potrebbe essere un problema se vuole apprezzzare a pieno i dialoghi dei personaggi iconici della serie.

Allora vi chiederete perché è il gioco che aspettavamo?  Oltre ad avere i mitici pezzi di Jerry Goldsmith, leggermente modificati per il gioco. Cosa ce di bello? Beh finalmente si può  giocare ad un gioco divertente in 3d basato su ST, cercando di sbloccare la mitica N.C.C 1701 , mischiando i vari personaggi delle serie Tv, e sentire le loro voci. (si alcuni personaggi parlano compiendo azioni…. Dal mitico Engage e Make it so, del nostro Jean-Luc Picard al Fascinating di Spock. E molto altro…..    

Versione: Android 5 Marshmallow.

Dispositivo: Nvidia Shield Tablet..  

 GIUDIZIO FINALE: Consigliato.  


Spero vi sia piaciuta la recensione! E come sempre, se avete dubbi commentate! io vi risponderò! Engage!

 

Segnali dal Futuro [Recensione?!]

Ieri sera, complice una leggera forma influenzale, ero troppo debilitato per fare qualunque cosa di troppo attivo che andasse al di là di guardare passivamente la Tv commerciale… l’unico film che ha attirato la mia attenzione nei palinsesti televisivi è stato appunto questo “Segnali dal Futuro” (in originale Knowing, ma forse per questa volta preferisco la nostra traduzione..). [CMDR Nijal : “Knowing” si tradurrebbe “Sapendo”.. ma non vi rovino il resto]

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Forse per anni avevo snobbato questa pellicola (e forse un motivo c’era) [CMDR Nijal ..appunto.. ] ma ieri non avevo quasi alternative… e alla fine mi sono detto: “beh mal che vada ho del materiale per Spacejokers!”. E allora eccomi qui a raccontarvi il mio punto di vista sul film. Vero è che ormai si è detto tutto anche online (il film risale al 2009): potete trovare miriade di recensioni e punti di vista disparati. Quindi non starò qui a tediarvi con la classica recensione ma piuttosto a darvi un punto di vista in più e magari può farvi pensare diversamente sul film in questione. Anche riguardo alla trama non mi soffermerò molto.. vi basti questo:

Nel 1959 in occasione di una cerimonia per l’apertura di una nuova scuola elementare, alcuni bambini sono chiamati ad immaginare come sarà il futuro e a disegnarlo, per poi far custodire questi disegni da una capsula del tempo, da dissotterrare 50 anni dopo. Una silenziosa bambina non fa nessun disegno, riempendo il proprio foglio di numeri, a suo dire sussurrati da una misteriosa voce. Si passa così al 2009, dove, in quella stessa scuola elementare si celebra il mezzo secolo dal sotterramento della capsula, riportata alla luce con il propro contenuto. L’enigmatico messaggio della ragazzina finisce tra le mani di Caleb, figlio di un professore di astrofisica (Nicolas Cage), rimasto vedovo, che scoprirà il suo clamoroso significato: quei numeri predicono con estrema precisione le date e il numero delle vittime dei più grandi disastri avvenuti sulla terra nell’ultimo mezzo secolo. 3 catastrofi, predette dai numeri, devono ancora verificarsi. L’ultima di queste è la più inquietante, visto che predice un cataclisma senza precedenti…

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molto bella questa FanArt trovata in rete…

Per quanto mi riguarda i presupposti per farne un bel fanta-thriller-catastrofico c’erano tutti! e inizialmente il film ha dei buoni spunti. Mi è piaciuta molto l’idea di mettere assieme stilemi tipici di più generi cinematografici.. in particolare la suspence del Thriller e la componente fantascientifica ma poi mi pare che sì è voluto anche esagerare aggiungendo una componente Horror che poco c’entrava! Considerando che, l’horror era confinato alle apparizioni di creature umanoidi misteriose che poi si scoprono in realtà alieni/angeli venuti ad aiutare i pochi eletti dell’umanità! Ecco qui, queste creature non precisate, pare sappiano già tutto dell’umanità: riescono a determinare tutti gli eventi che porteranno a catastrofi legate a fenomeni di intereferenza naturale poichè tutte le catastrofi che il protagonista analizza o cerca di sventare sono legate a fenomeni elettromagnetici del sole che creano danni alle nostre strumentazioni e quindi portano a successivi incidenti… e allora perchè il primo evento che Cage riesce a decifrare è l’attacco alle Torri Gemelle?! come facevano a saperlo gli alieni? sono terroristi in realtà? [CMDR Nijal: alieni del pianeta ISIS ?]

Riguardo alla scenografia/fotografia nulla da dire: mi è sembrata cupa e angosciante al punto giusto. Molto belle le scene di visione del bambino dalla sua camera verso il sole e il mondo in rovina poi….

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Insomma c’era tutto il necessario per farne un ottimo film catastrofico. E così molto buoni anche gli effetti speciali: un esempio su tutti, un difficilissimo piano sequenza che vede un aereo precipitare a pochi metri da un’autostrada, con un ingresso nell’inferno di fiamme dalla durata di un paio di minuti, senza uno stacco di montaggio che uno, davvero impressionante! Riguardo agli attori invece parto prevenuto perchè Nicolas Cage proprio non mi piace! mi da la solita impressione di restare monoespressivo e incapace di sostenere un film di livello superiore.

nicolas cagein rete potete trovare una quantita abnorme di “meme” dedicati a Nicolas Cage…

Tornando alla trama del film, come dicevo, dopo i buoni presupposti iniziali, mi sembra invece che tutto sia abbastanza banale e scontato. Il film è fin troppo lungo e abbiamo già capito dove sta andando a parare… l’unico pretesto, per rimanere alla visione fino al termine, è trovare la soluzione dell’eterno dilemma fra le concezioni deterministiche e casualistiche dell’esistenza: siamo la conseguenza di determinate cause-effetto predeterminate o semplici casualità? ma in sostanza non è dato saperlo e il film banalizza il finale in modo sconcertante con tante Arche di Noè dove salvare piccoli umani e coniglietti rosa assassini…

[Commento di CMDR Nijal] Non ho visto il film ma ringrazio per la recensione CMDR Wolf974 e per avermi fatto risparmiare 2 ore della mia vita che sicuramente dedicherò a qualcosa di più avvincente, come ad esempio l’uncinetto. Nicholas Cage, con la sua faccia da cane piagnone e bastonato non mi è mai piaciuto, come non mi sono mai piaciuti i film dove si ricorre ad un deus-ex-machina (in questo caso gli alieni) per motivare il tutto e trovare “la chiusa”. Bah… Per tornare al titolo del film, “Sapendo” che era così, si poteva evitare di farlo. Forse i numeri misteriosi dovevano apparire al regista..

p.s. belli i coniglietti ma li preferisco in salmì..

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ED, guida generale (1a parte): perchè acquistare?!

Con questo articolo diamo il via alla sezione “guide” per Elite Dangerous. Cercheremo di includere anche tutte le info riguardanti gli aggiormenti che sono avvenuti durante il corso dell’anno. Spero sia utile ai principianti ma anche ai giocatori (ovvero Commander) più smaliziati che magari hanno problemi con l’inglese (la seguente guida è disponibile in inglese anche seguendo il forum ufficiale di Frontier a questo link: https://forums.frontier.co.uk/showthread.php?t=134215). Noi cercheremo di essere sempre sul pezzo e di aggiornarvi con i nuovi contenuti quanto prima possibile.

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La prima parte di questa guida (qui di seguito) è per chi ancora è indeciso se acquistare o meno mentre la seconda parte (che pubblicheremo a breve) è per chi ha già acquistato e vuole sapere meglio come muoversi nel vasto universo di ED. Inoltre nella seconda parte si cerca di dare risposta a una serie di domande tipiche dei nuovi giocatori.

Per chi fosse ancora indeciso sull’acquisto…

Un buon modo per capire se questo è il gioco che fa per voi è quello di rispondere a queste domande:

  • volete un gioco spaziale che non vi porti continuamente nell’azione, battaglia dopo battaglia, dove potete esplorare un po’ prima di trovare l’azione? dove potete scegliere se combattere e quando farlo?
  • volete giocare in un mondo estremamente sfidante (forse più di ogni altro fino ad ora)?
  • volete un gioco dove le azioni illegali e ostili abbiano delle ripercussioni sull’universo circostante come nella vita reale?
  • Avete un (bel) po di pazienza?
  • Vi sta bene un gioco dove non ci sia una modalità storia/campagna?

Se avete risposto “no” ad almeno una di queste domande , allora il gioco non è esattamente quello che avreste voluto. La ragione di queste domande non è tanto per farvi desistere nell’acquistarlo ma di aiutarvi a capire che tipo di gioco sia Elite Dangerous. D’altra parte, se avete risposto “sì” a tutte le domande o sareste disposti a scendere a compromessi su alcune di queste, siete sulla strada giusta.

Ora, partendo dal presupposto che siate nuovi (poichè è a voi che si rivolge questa guida), immagino vogliate qualche chiara informazione senza dover girovagare su Internet e il forum di Frontier Development. Ho sempre incoraggiato le persone a ricercare su informazioni sui giochi prima di acquistare e non smetterò certo di farlo per chi è curioso su Elite Dangerous. Per questo abbiamo deciso di inserire queste guide. E magari la vostra curiosità porterà anche a noi nuove conoscenze in merito che ci eravamo persi.

A questo punto potreste pensare: “Wow, tutto ciò sembra una cosa seria!” beh è pur sempre un gioco. Comunque se volete giocare Elite come un lupo solitario senza mai comunicare nulla sui forum, questa è sicuramente un opzione. D’altra parte, se volete far parte di una comunità crescente che farà diventare la vostra esperienza di gioco ancora più immersiva, allora sì è una cosa seria! Non preoccupatevi però, vorremmo che la comunità crescesse e che il gioco abbia successo in modo da popolare ancora di più l’universo. Daremo il benvenuto a tutti nell’universo di Elite Dangerous e saremo sempre pronti a aiutarvi come potremo. Ecco perchè siamo qui a scrivere queste guide.

Ma andiamo al sodo e andiamo a qualche conoscenza di base del gioco che possa aiutarvi nel decidere se investire i vostri soldini.

  • che tipo di controlli sono disponibili? Mouse e tastiera? HOTAS joysticks (joysticks per simulatori di volo)? altri joypad per PC? Xbox 360 joypad? Oculus Rift?

la risposta è semplice ed è “Sì!” a tutte queste domande! la maggior parte dei giochi spaziali supportano solo mouse e tastiera, mentre molti altri supportano gli HOTAS. Spesso, tuttavia, la maggior parte di questi non funzionano con i controlli del tipo “dual analog style”: la levetta di sinistra funzionerebbe ma quella di destra mai. Immaginiamo che sia dovuto al fatto che questi giochi sono configurati per lavorare con la configurazione HOTAS. Invece nessun problema in Elite. Anche il controller Xbox 360 e lo si può configurare secondo le proprie esigenze personali (l’unica accortezza da avere è di utilizzare il controller con cavo USB e non quello wireless). Tuttavia se leggerete nei vari forum, l’esperienza di gioco migliore sarà sempre con l’HOTAS, che vi potrà garantire il controllo migliore in assoluto.

  • esiste una modalità offline?

No, tuttavia esiste la modalita “Solo” dove potrete volare per la galassia senza che abbiate mai a che fare con giocatori reali (le interazioni sono limitate a incontri con navi guidate dall’inteligenza artificiale del gioco). Dovrete comunque sempre mantenere la connessione internet poichè l’economia del gioco (ad esempio i prezzi per i beni di consumo) è influenzata da tutti quelli che giocano realmente, a prescindere da quale modalità abbiano selezionato. Inoltre c’è una modalità di Gruppo che è simile al Solo ma vi permetterà di includere nel vostro gioco anche gli amici a cui darete accesso. La modalità Open invece è quella dove potrete incontrare tutti i giocatori attivi nell’universo.

  • Ok, quindi c’è una modalità multiplayer?

Sì, ad Aprile 2015 è stata inserità la funzionalità denominata Wings per migliorare l’esperienza multigiocatore. Le persone nella tua lista di amici e disponibili al Wing (un gruppo di massimo 4 giocatori) appariranno nella mappa galattica così che potrete sempre sapere dove sono e se sono online. Giocatori nel vostro Wing saranno mostrati sul display in alto (HUD) e ci sarà sempre modo di tenerli sott’occhio e seguirli anche se vengono interdetti in battaglia.

  • Figo! Devo pagare un abbonamento, come in altri giochi multiplayer online?

No! ma, ci saranno delle espansioni (a fine anno uscirà ad esempio Horizon che permetterà le esplorazioni del suolo dei pianeti). Continuerete a poter giocare Elite anche senza le espansioni se vorrete poichè si tratteranno di acquisti opzionali. Mentre gli aggiornamenti di sistema e piccole nuove funzioanlità saranno sempre gratuiti.

  • Va bene.. ma che cosa è pianificato in queste espansioni?

Come dicevamo al momento Frontier sta pianificando l’atteraggio sui pianeti con l’espansione Horizon: ad esempio si potra ricavare risorse dal suolo del pianeta come lo si fa con gli asteroidi. Inoltre si potrà camminare intorno alla propria nave e cacciare sui pianeti alieni solo per sport! Come dicevamo queste espansioni non saranno gratuite ma avranno una portata piuttosto ampia sulla longevità del gioco. Ad esempio ieri, in data 6/10/2015 è stata inclusa la modalita Close Quarter Combat disponibile per tutti (ne abbiamo parlato in precedenti newsletter..)

  • Tutto ciò suona meraviglioso! ma, cosa posso fare poi?

Molto, ad esempio esplorare qualunque delle 400 miliardi di stelle della Via Lattea, molte delle quali hanno pianeti in orbita e lune. E sì, avete capito bene 400 miliardi! oltre alle altre tipiche cose da gioco spaziale come la compra-vendita di merci (alcune anche rare), il cacciatore di taglie, darvi alla pirateria, l’estrazione di risorse da rivendere, il contrabbandiere di merce rubata o darvi alla battaglia in zone di conflitto. Potreste anche impegnarvi nel acquisire reputazione per una o più degli imperi galattici (Federazione, Alleanza, Impero). Inoltre con l’aggiornamento 1.3 denominato Powerplay, i giocatori sono ora in grado di avere più controllo sull’andamento di quanto accade nell’universo di Elite Dangerous: ora potrete allearvi con una delle 10 fazioni e i loro più potenti leader, nel tentativo di aiutarli a espandere il loro potere e territorio o mantenere il controllo nei conffronti dei loro concorrenti. In cambio potreste avere dei vantaggi che dipendono dal leader con cui sarete affiliati. La partecipazione al Powerplay è completamente opzionale e potrete fermare la collaborazione con una delle fazioni in qualunque momento.

  • che tipo di visuale mi consente il gioco?

Il gioco ha una visuale in prima persona (soggettiva) e una modalità con telecamera esterna che permetti di vedere la propria nave dall’esterno e fare splendidi screenshot e video del vostro mezzo e dell’universo che state esplorando. Tuttavia va ricordato che la telecamera esterna, quando attivata, disinserisce i controlli di comando della vostra nave finchè non tornerete nella modalità in prima persona. La telecamera esterna di debug va assegnata a dei tasti di vostra scelta nel menu delle opzioni sotto controlli. Da lì in poi sarete in grado di attivarla o disattivarla con quei tasti di scelta rapida.

  • come è gestito il volo e il combattimento in Elite?

Questa è un ottima domanda poichè in tutti i giochi spaziali c’è un approccio differente. il volo è gestito in 2 modi: con volo assisitito attivato o disattivato. Se disattivato sarete soggetti alla fisica Newtoniana; ciò significa che se accellerate in uan direzione, continuerete a muovermi in quella direzione anche con motori spenti poichè un oggetto in movimento resterà sempre tale nel vuoto senza attrito mentre oggetti statici rimarranno tali in eterno.  Quando invece attiverete il volo assistito, il gioco sarà più il classico gioco spaziale incentrato sul combattimento, come se stiate pilotando un aereo nell’atmosfera terrestre. Frontier Devolopment ha voluto che il combattimento mantenesse lo stesso spirito dei giochi precendenti della serie Elite.

  • come si manovrano le navi esattamente? che sensazione danno?

Se siete degli appasionati di simulatori di volo, saprete bene dalla vostra esperienza che ogni gioco da sensazioni e feeling differenti: avrete in pratica sempre bisogno di abituarvi ai controlli. Inoltre nel gioco ogni nave ha una manovrabilità diversa e si hanno sensazioni completamente diverse, dipendenti dalla dimensione e dal design della nave. Le navi piccole, orientate al combattimento, hanno una manovrabilità maggiore delle grandi navi sia che siano da battaglia che da trasporto. Tuttavia le grandi navi possono essere armate più pesantemente e hanno scudi e corazze maggiori. Ciò significa che a seconda delle preferenze personali potrete scegliere la nave che meglio vi si addice. Considerando che si tratta di un gioco spaziale, le navi si comporteranno meglio se saprete come pilotarle al meglio relativamente alla loro stazza.

  • bene ma che varietà di navi è disponibile? e quante sono disponibili attualmente?

Ci sono circa 20 navi al momento. Altre sono pianificate per  futuri aggiornamenti. La varietà al momento non è così elevata come in altri giochi del genere ma non è neanche così male.

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  • come si svolge il viaggio spaziale?

Ci sono tre modi per esplorare la galassia con tutte le navi a disposizione. Prima di tutto, avete lo spazio “normale” che è per lo più per le battaglie e per avvicinarsi alle stazioni spaziali (in questa modalità potrete sparare agli avversari e agganciare carichi vaganti nello spazio per farli vostri). Se lo spazio normale fosse l’unico disponibile, non ci sarebbe alcun modo tuttavia per l’esplorazione anche solo in un sistema solare poichè la velocità massima raggiungibile è limitata. Qui entra in gioco la SuperCruise o SC per abbreviare: SC è la modalità adatta a viaggiare all’interno di un sistema solare per esplorare da pianeta a pianeta. In questa modalità viaggerete già più veloce della luce. Non potrete arrivare a destinazione immediatamente, ma gli oggetti spaziali possono essere raggiunti in pochi secondi o minuti (il tutto dipende dalla distanza dell’oggetto naturalmente). Nella terza modalità, detta Hyper Jump, potrete “saltare” da un sistema solare ad un altro in circa 15 secondi. Ogni nave può viaggiare a distanze differenti ma questo dipende anche dal tipo di “motore a curvatura” disponibile, chiamato qui Frame Shift Drive. Navi piccole possono fare 7-10 anni luce mentre navi più grandi possono arrivare a 30 anni luce più o meno. A prescindere da questo potrete arrivare a destinazione, ma se state cercando di esplorare al di fuori del quadrante della galassia conosciuto e volete spostarvi ai limiti esterni dove le stelle sono più rarefatte, allora avrete bisogno di una nave con una distanza di salto elevata. Inoltre ricordatevi sempre che le navi utilizzano carburante in ogni modalità. Vi spiegheremo più avanti nella guida come ottenerlo ma non abbiate paura: non solo le basi spaziali possono rifornirvi…

  • Potrò avere più di una nave alla volta?

Sì, quando comprerete una nuova nave, avrete l’opzione di vendere la precedente per abbattere il prezzo della nuova o potrete parcheggiare la vecchia nave nell’hangar della stazione di acquisto per riprenderla in futuro.

  • Possono denominare la mia nave USS Qualsivoglia?

Al momento le navi non possono essere denominate, purtroppo! ma l’esperienza con Frontier ci dice che ascolteranno le richieste dei fan. E spero che a un certo punto potrete dare un nome alle nostre navi. Per ora sfortunatamente non si può…

  • Posso almeno fare un “Pimp my ride” (personalizzazione del mezzo)?

Sì, ogni nave ha un numero di moduli dove poter equipaggiare scudi, supporto vitale, spazio di carico e altro. più grande è la nave e più moduli aggiuntivi potranno essere istallati. Lo stesso vale per le armi (qui i moduli vengono chiamati Hardpoints). Inoltre anche personalizzazioni della carozzeria sono disponibili ma solo a pagamento dallo store di Frontier. Sono relativamente costosi ma a seconda dei vostri gusti possono avere un senso: per esempio, un giocatore può comprare una bandiera per la sua Viper mentre sulla mia Viper possono avere la bandiera della mia nazione, Italia. Questo per 6 Euro (mentre non si capisce perchè i nostri amici americani solo 5 dollari…). Sfortunatamente non tutte le bandiere e i colori sono disponibili per tutte le navi, ma vi ricordate cosa abbiamo annunciato all’inizio? Elite Dangerous non è il perfetto gioco spaziale, almeno non ancora!

  • e cosa mi dite delle Stazioni Spaziali? Come avviene l’atterraggio su di loro?

Ricordate quando abbiamo detto che è un gioco sfidante? bene, una di queste è l’atterraggio. Nulla di così preoccupante, non è così difficile da imparare e dopo un po diventerete abbastanza bravi. Se veramente volete evitare di farlo in manuale, potrete istallare il computer automatico per l’atterraggio nella vostra nave. Ma ricordatevi che il computer occuperà un modulo che magari era meglio usare per altro. In definitiva l’atterraggio non è poi così male, contattate la base spaziale per richiedere il permesso a entrarvi, vi avvicinate e entrate lentamente prestando attenzione alle altri navi intorno, cercate la vostra piazzola che vi è stata assegnata con un numero e atterrate. Questo senza dimenticarvi di far scendere prima il vostro “carrello”!

  • e cosa mi dite riguardo all’esplorazione? come viene fatta?

Piuttosto semplice onestamente. Quando agganciate una stella come destinazione, la mappa stellare indicherà se il sistema è stato esplorato. Quando saltate, agganciate la stella e rimaneteci di fronte. Dovrete fronteggiare un oggetto inesplorato per poterlo scansionare. Ci metterà qualche secondo, ma appena fatto i dati saranno caricati nel computer della nave. Dopo aver scansionato la stella (o mentre lo state facendo), potete anche usare lo scanner per le scoperte (discovery scanner). Ci mette qualche un po ad attivarsi (dovrete configurare un tasto di fuoco e tenerlo premuto per attivarlo) dopodichè vi dirà se ci sono altri oggetti inesplorati in quel sistema solare. Se ce ne sono, agganciate l’oggetto e avvicinatevi e la vostar nave lo scansionerà automaticamente appena sarà abbastanza vicina. Oggetti differenti hanno valori differenti e distanze differenti di scansione. Ad esempio, un pianeta con vita avrà un valore molto più elevato di uno ghicciato e inospitale. I buchi neri hanno anche un valore elevato ma state bene attenti a non avvicinarvi troppo! Se morite prima di fare rientro a una stazione spaziale, perderete tutti i dati e non potrete più venderli. Questo è un altro degli aspetti sfidanti del gioco, in particolare se avete speso molto tempo nell’eplorazione senza vendere i dati a una base. Non verrete pagati tantissimo (rispetto ad altre carriere) ma almeno pagano. Appena diventerete più esperti nell’esplorazione, potrete anche decidere quali degli oggetti inesplorati può valer la pena scansionare o tralasciare. Tempo è denaro anche qui gente!

AGGIORNAMENTO: considerando che l’esplorazione non paga come altre professioni nel gioco, Frontier, ascoltando i suoi fan, ha deciso di aumentare il valore medio degli oggetti astronomici. Il team di sviluppo ha espresso il desiderio di portare le altre professioni in linea tra loro. Ciò non significa che tutte pagheranno ugualmente ma che il tempo trascorso nella galassia per esplorare il vuoto cosmico e il costo per comprare e mantenere le navi necessita di essere pagato meglio. Ulteriori cambiamenti sono previsti in futuro (forse anche con l’eplorazione del suolo dei pianeti).

edh_digital_download_800x800Con l’annuncio per fine anno dell’espansione denominata Horizons si da il via a una nuova forma di esplorazione spaziale (atterraggio su pianeti e esplorazione del suolo alieno)

  • Che cosa mi dite circa una modalità storia/campagna?

Al momento non c’è alcuna campagna, almeno nel senso tradizionale del termine nei videogame. Sì, ci sono missioni e c’è anche una storia nell’universo di Elite. Inoltre alcune delle missioni influenzano la storia in base alle tue azioni e quelle degli altri giocatori. Sfortunatamente non c’è alcuna narrazione nel gioco. Dovrete accedere a GalNet dalla vostra nave così che possiate leggere le novità per vedere dove una nuova guerra sta per nascere o quali eventi sono accaduti. Ma non c’è alcuna scena di intermezzo o nessuna voce narrante e raramente i personaggi non giocanti vi diranno qualcosa sulla storia dell’universo di Elite. Lo so, per alcuni può essere scoraggiante. Ma d’altra parte Frontier pianifica sempre missioni che hanno qualcosa a che fare con l’universo di Elite. Non si sa ancora quando accadranno. Sarete voi in base anche a questo se Elite è un gioco che fa per voi o no (o almeno non per ora). Sinceramente non ne ho sentito la ncessità in Elite, proprio per il tipo di gioco che è: infatti è importante sottolineare che in Elite i giocatori possono influenzare la formazione di Poteri, fazioni e eventi nella galassia anche lavorando collettivamente per ottenere certi obiettivi. In questo senso, potrete attivamente partecipare nella formazione della storia dell’universo di Elite.

  • Va bene, ma quali sono i requisiti di sistema? come girerà questo meraviglioso gioco sul mio computer?

Quotiamo quanto qui pubblicato: https://www.elitedangerous.com/about/playyourway

Requisiti minimi di sistema:

Quad Core CPU ( 4 x 2Ghz è un minimo ragionevole)
4 GB System RAM (di più è sempre meglio ma avrete bisogno anche ddi un OS a 64bit)
DX 10 hardware GPU with 1GB video ram
Nvidia GTX 260 o ATI 4870HD
Connessione Internet stabile
SUPPORTED OPERATING SYSTEMS:
Windows 7.x
Windows 8.x e ora anche Windows 1o

Il mio Pc supera i requisiti minimi e infatti riesco a giocare con i dettagli al massimo. Ma anche con un settaggio più basso risulta comunque un bello spettacolo per gli occhi. La versione per Mac è anche disponibile così come una versione per XBox One. E da poco Elite è anche disponibile su Steam. (tenete presente che in questo momento ci sono numerevoli saldi poichè a fine anno con l’uscita dell’espansione ci sarà un bundle complessivo a prezzo pieno ma con nuove funzionalità)

  • quindi? lo dovrei acquistare?

Dipende da voi, io ho pagato il prezzo pieno (50 euro circa) in pre-order e per me è valso ogni singolo centesimo! Specialmente se siete degli estimatori del genere dei simulatori spaziali. Tra tutti questi Elite Dangerous è sicuramente uno dei migliori in assoluto. Ovviamente, non potrete mai essere sicuri al 100% se il gioco è ciò che cercavate finchè non lo proverete. Un altro suggerimento che vi diamo però è di guardare i video su YouTube riguardo Elite: ce ne sono numerosi soprattutto sul combattimento ma ricordatevi che Elite va ben oltre a questo. Al momento è ancora più conveniente! se invece aspettate a fine anno avrete sicuramente un pacchetto di gioco più completo che comprenderà Horizon e l’atteraggio e l’esplorazione della superficie dei pianeti ma a un costo simile al pacchetto originale.

Ricordatevi che non è assolutamente un gioco semplicistico: dovrete prendere confidenza con la mappa galattica della Via Lattea di Elite e tenere sempre un occhio su GalNet (il notiziario) per vedere dove le battaglie sono in corso o scoppieranno a breve. Certamente, c’è una buona dose di combattimento in Elite Dangerous (altrimenti non si chiamerebbe così), specialmente se vi muovete in aree trafficate da cacciatori di taglie e zone di conflitto ma non fermatevi a questo.

A questo punto vi lasciamo al prossimo capitolo sull guida generale al gioco, a breve su questi schermi! 🙂

The 100 [episodio 1 e 2]

Ieri in seconda serata, per caso, mi sono imbattuto in una nuova serie Tv di stampo fantascientifico…

In questo caso i temi a farla da padroni sono (ancora?!) Fantascienza e teen-ager: un’accoppiata che da qualche anno sta avendo un grande successo, basti pensare a “Hunger Games”… Da ieri alle 23,00 circa su Italia 1, una serie, che per certi versi lo ricorda: “The 100” (si pronuncia The Hundred).

La serie si basa sull’omonimo romanzo scritto da Kass Morgan, pubblicato il 3 settembre 2013.

L’ambientazione è il XXII secolo, quando la Terra è stata devastata da una guerra atomica che l’ha resa inabitabile. Qualche centinaio di persone sono sopravvissute sulle stazioni orbitali, riunite ora in un’unica grande stazione denominata Arca, dove vige una legge marziale necessariamente inflessibile: le risorse sono limitate e chiunque le mette a repentaglio viene condannato a morte. Condanna a morte che equivale a essere gettati nello spazio… I minorenni colpevoli però ne sono esentati almeno fino al compimento del 18° anno di età. Ed è appunto fra costoro che il Cancelliere, cioè il governatore dei sopravvissuti, sceglie 100 ragazzi da inviare sulla Terra per verificarne le condizioni in vista di un eventuale ritorno. (piccolo spoiler: ritorno inevitabile visto che le riserve della stazione si stanno esaurendo e i suoi abitanti sono destinati a morire di fame e senza ossigeno)

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“The 100” ha molti agganci con produzioni del genere. “Hunger Games” innanzitutto, come abbiamo già detto, ma anche con “Lost”: anche qui abbiamo un gruppo di persone scaraventate in un ambiente sconosciuto e ostile. Vanno citati anche “Battlestar Galactica” e “Matrix”, ma soprattutto “Il signore delle mosche”, il romanzo del premio Nobel William Golding che descrive appunto le dinamiche che si instaurano in un gruppo di bambini dispersi su un’isola selvaggia. E’ forse questo l’aspetto più apprezzabile del telefilm: i ragazzi, abbandonati a se stessi, invece di reagire alla tirannia a cui sono sfuggiti realizzando un’organizzazione sociale più equa e rispettosa, a poco a poco instaurano una società basata sulla sopraffazione e sulla discriminazione. Anche se a mio parere ci sono un po troppi stereotipi nel modo di fare dei ragazzi.. (almeno nei primi due episodi..) Poi va detto che la loro interpretazione non è propriamente eccelsa… (ma lo posso perdonare, almeno alle giovani ragazze, che di certo non passeranno inosservate a noi maschietti! :-P)

Implicazioni sociologiche a parte, “The 100” merita senz’altro un’occhiata per la complessità della scrittura e la buona regia (la narrazione alterna il racconto di ciò che avviene sulla Terra con quello che succede a bordo della stazione orbitante – dove si scatena una guerra di potere) e per il fascino morboso di un futuro così oscuro. Qualcuno apprezzerà la realizzazione degli effetti speciali, a livello cinematografico… ma, a mio modo di vedere, non sono nulla di così trascendentale per ora.. siamo abituati bene da queste parti! 🙂

Il fascino complessivo della serie le fa perdonare qualche incongruenza logica: come fanno i ragazzi, dopo tre generazioni vissute nello spazio, a reggere la gravità terrestre (e ad avere un fisico da sballo se sono sempre stati un celle di detenzione)? Come fanno a sapere come si accende un fuoco, visto che presumibilmente su una stazione orbitante i barbecue non vanno per la maggiore? (forse hanno fatto un corso accelerato di Giovani Marmotte?) come è possibile che dalla stazione orbitante non abbiano mai lanciato delle sonde per monitorare la radioattività terrestre? e poi, ora che i ragazzi sono sul pianeta, neanche su di loro riescono a monitorare la radioattività? senza togliere gli stereotipi degli effetti della radioattività sulla vita presente sulla terra: flora fosforescente e animali mutati… completamente assurdo… tuttavia i ragazzi bevono l’acqua senza nemmeno preoccuparsi degli effetti..

Ma, forse, sono solo fissazioni da pignoli che si possono tranquillamente archiviare. Lo spettacolo continuerà, considerando che negli Stati Uniti si sta dando il via alla terza stagione…

Qui in Italia mi chiedo più che altro che senso abbia metterla in seconda serata se il pubblico a cui è indirizzata è propriamente giovanile e per ora non si è visto nulla di così scabroso… solo un po di normale malizia tra i ragazzi… ma, qui da noi, siamo alle solite per questo…

buona visione!