Volete vivere per sempre ?

L’immortalità digitale, ovvero la possibilità “salvare” online i propri processi mentali, è da tempo un soggetto caro alla fantascienza. Ad esempio, nel film Transcendence, l’esperto di intelligenza artificiali, Dottor Will Caster (interpretato da Johnny Depp), “carica” la suo coscienza su un computer, in modo tale da poter continuare a vivere anche dopo la sua morte.

Transcendence

Anche la moglie del grande Isaac Asimov, Janet, ha scritto un libro dal tema simile, raccontando l’avventura di Adam Durant, al quale dopo una morte inaspettata il destino riserva un nuova esistenza e al tempo stesso la possibilità di provare sulla propria pelle cosa significhi essere il primo robot umano della storia.

pelle

 

Sembra che ora tutto ciò stia per diventare possibile.

Il servizio online, chiamato Eter9 (https://www.eter9.com/auth/login) può “imparare” la vostra personalità e, usando la sua Intelligenza Artificiale (AI), continuare a scrivere aggiornamenti e post per vostro conto, anche dopo la vostra “dipartita”, trasformando così gli utenti in “creature eterne”.

eter9

Eter9 è strutturato con un raccoglitore di news (come Facebook) e di una “cortex”, un luogo dove gli utenti possono scrivere (come il “muro” di Facebook). Si può anche dare lo “smile” (sorriso) ai post di altri utenti (un po’ come il “like” che già conosciamo) e adottare degli esseri virtuali, chiamati “Niners”, che ci faranno da assistenti.
Analizzando ciò che condividete e come commentate e/o interagite con gli altri utenti, l’AI di Eter9 creerà una “counterpart” (controparte virtuale) che imiterà il vostro comportamento dopo la vostra morte.
Più interagite con il social network, più la vostra controparte imparerà, secondo quanto dice il creatore di Eter9, Henrique Jorge, rendendo l’iterazione con altri utenti e altre controparti, sempre più convincente.
“Eter9 rende immortali i propri utenti e gli da la possibilità di interagire nel network costantemente, attraverso un elemento chiamato counterpart, che sarà attivo anche quando l’utente sarà offline, sia per scrivere contenuti, sia per commentare” si legge sul loro sito web.
“La counterpart sarà inoltre responsabile della vita eterna dell’utente. La counterpart assorbirà tutte le informazioni riguardo ai post e ai commenti e processerà queste informazioni, con i limiti della propria conoscenza”.

Jorge ci rivela che il nome Eter9 è la combinazione di “Eter” (le prime 4 lettere della parola “Eternità”) e “9” – dal modo di dire inglese “Cloud 9” che si riferisce ad uno stato di totale felicità.
Il social network è ancora allo stato di Beta ma 5000 persone si sono già registrate per usarlo, anche se alcune lo hanno definito “macabro”.
“Stiamo cercando di creare una AI che impara più velocemente degli altri network (ad esempio Facebook) anche se al momento le informazioni inserite in Eter9 sono ancora poche”.

Questo non è il primo ed unico sito web che promette la vita eterna in un mondo digitale; ad esempio una ditta americana chiamata Lifenaut offre la possibilità di creare un corposo back-up della propria esistenza, creando un avatar digitale basato su foto, registrazioni audio ed altre informazioni personali.
Nel frattempo Facebook, ha recentemente implementato i “contatti più prossimi”, permettendo così agli utenti di nominare un “ufficiale esecutivo” del loro profilo, che lo possa gestire in caso di loro morte. Questo utente potrà gestire la pagine dopo che il proprietario è passato a miglior vita, scrivendo un ulitmo post, aggiungendo delle foto ed aggiornando il profilo.

Macabro ? Forse un poco.

Link agli articoli originali:

http://www.telegraph.co.uk/technology/social-media/11820839/Social-network-Eter9-creates-virtual-counterpart-to-post-as-you-after-your-death.html

http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3208722/Would-want-live-forever-online-Creepy-social-network-Eter9-learns-personality-post-behalf-die.html

http://www.zdnet.com/article/new-social-network-eter9-brings-ai-to-your-interactions/

http://www.bbc.co.uk/newsbeat/article/34015307/eter9-social-network-learns-your-personality-so-it-can-post-as-you-when-youre-dead

http://ieet.org/index.php/IEET/more/dvorsky20150830

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4 commenti

  1. Secondo me vivere per sempre , non è la giusta “soluzione”…
    Non sarebbe “noioso” vivere per 200 anni?, per poi vedere figli dei figli dei figli, che neanche conosciamo a fondo, (vedi il finale di Interstellar).
    “Allungare” la vita di qualche anno OK… Ma vivere addirittura all’infinito, sarebbe immorale. Per non parlare di questi siti.

    • CMDR Wolf974

      noioso non credo.. sicuramente diverso.. con ritmi diversi.. immorale sì! anche perchè le risorse per mantenere una popolazione vecchia e crescente sono limitate già per come viviamo oggi… ( si calcola che per mantenere l’attuale livello di consumismo che stiamo perpetrando servirebbero altri 2 pianeti per essere sostenibili..) Certo è che, egoisticamente parlando, chi non vorrebbe essere immortale?

      • Bhe, sinceramente credo che la mortalità ci rende esseri migliori….
        Se molti personaggi storici vivessero ancora , non oso immaginare che fine avremmo fatto!
        Come dice Jean Luc Picard: È la mortalità che ci definisce Soran, fa parte della verità della nostra esistenza.

        Qualcuno mi ha detto che il tempo è un predatore che ci aspetta al varco per tutta la vita, ma io credo che il tempo sia un amico che ci accompagna e ci ricorda di godere di ciascun istante, perché quel istante non tornerà più. Quello che ci lasciamo alle spalle è meno importante di come abbiamo vissuto. Dopotutto numero uno, siamo solo mortali.
        A volte mi chiedo chi ha scritto queste bellissime parole…. In ogni caso la penso come il nostro capitano 🙂

  2. Vi invito a leggere il romanzo di Janet Asimov “pelle d’acciaio”.
    Uno dei momenti più profondi e toccanti è quando il protagonista ormai morente, ha un ultimo dialogo con il corpo meccanico che ospita la copia della sua mente.. le ultime raccomandazioni.. e il desiderio finale di morire da solo, privando il “robot” di tali emozioni e definendo, anche se per un’ultima volta, la propria unicità ed identità.

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